Ruggire ai leoni di fronte al Congreso de los Diputados

Ruggire in faccia ad un leone deve essere una grande esperienza, se poi i leoni sono ben due, pesano più di 2500 kg l’uno e si trovano all’ingresso del Palazzo dei Deputati il ruggito sarà ancora più forte e liberatorio, quasi rivendicazione delle tue idee e rimostranze davanti a un edificio istituzionale, e soprattutto senza correre il rischio di essere sbranati!
I due leoni, ufficialmente battezzati Daoiz e Velarde in onore di due eroi della battaglia del 2 Maggio 1808 contro i francesi, e affettuosamente chiamati dai madrileni Benavides e Malospelos, nonostante la loro travagliata storia sono diventati uno dei simboli della città.
L’edificio in stile neoclassico che li ospita nel progetto originale prevedeva due fari al posto dei leoni ma la cosa non piaceva né ai deputati né ai cittadini, che desideravano una decorazione più solenne e per questo si pensò alle statue dei leoni, simbolo di forza e coraggio.
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Il primo incarico venne affidato nel 1851 a Ponciano Ponzano, già autore del frontespizio del palazzo, che a causa delle ristrette finanze fece un’opera di gesso, dipinto imitando il bronzo; in solo un anno le condizioni meteorologiche resero le sculture impresentabili, tanto che si decise di rimuoverle e sostituirle con altri leoni scolpiti con materiali più nobili e duraturi.
L’incarico fu riaffidato a Ponciano ma, a causa dell’alto costo preventivato, gli fu tolto e dato a José Bellver, già autore della statua dell’ Ángel caído nel parco del Retiro, che disegnò una coppia di leoni in pietra così piccoli che si disse sembrassero cani rabbiosi e non fieri felini, perciò le sculture furono nuovamente ritirate.
Il terzo progetto venne incaricato nuovamente a Ponciano Ponzano, che abbassò il suo onorario e finalmente completò l’opera sebbene con nuove controversie…
Il 23 marzo 1860 l’esercito spagnolo ottenne una grande vittoria nella Battaglia di Wad-Ras nella Guerra d’Africa, conquistando alcuni cannoni dei nemici. Tali cannoni furono fusi a Siviglia, e il bronzo ricavato fu consegnato a Ponciano per farne i leoni, questa volta con un materiale resistente e di dimensioni impressionanti. Quando i leoni furono terminati, un gruppo di deputati ne contestò il valore affermando l’origine guerresca dei bronzi, e che le due figure realizzate con materiale bellico non potevano rappresentare un Congresso, né essere l’emblema di pace e progresso.

Dopo dieci anni di controversia i leoni furono collocati nel posto che attualmente occupano anche se la pace fu poco duratura dato che, alla fine del XX secolo, un gruppo di studiosi si accorse che uno dei leoni non era dotato del sacco scrotale. Scultori, veterinari e vari storici dell’arte analizzarono le due figure per scoprire le ragioni di tale anomalia.Poiché la tipologia delle chiome conferma che si tratti di due leoni maschi, la spiegazione più plausibile è che l’assenza di materia bronzea abbia ridotto l’artista a non completare il sacco scrotale. Ma c’è chi insinua che, con cotale incompletezza, l’artista abbia voluto muovere qualche critica di carattere politico privando di attributi mascolini uno dei leoni del Congresso.

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Quel che è certo è che la scoperta creò tanto dispiacere che nel 2012 si demandò alla Fundición CAPA, una fondazione che si occupa di scultura e restauro, il completamento anatomico del leone imperfetto.

Guarda con attenzione le due sculture, forse scoprirai a quale dei due leoni è stato fatto un ritocchino…

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