2013: si parte!

Come inizio io, Chechi di www.vivereamadrid.it, il 2013?? CON UN VIAGGIO!!! Domani me ne vado a Paris, con PischiOne, a fare dei gran giri ed a verificare che a Parigi ci si ama molto.
PischiOne, potrei forse amarti più di quanto ti amo qui a Madrid?? Non credo, ma domani verifichiamo.

ma che stronzata è questa della città dell’amore??!??!?

Caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ti auguro un 2013 colmo di salute, amore, amicizia, lavoro, soldi, viaggi ed emozioni, il tutto in ordine sparso e intercambiabile.
Poi auguro alla mia famiglia di stare bene, frizzanti, esuberanti e sereni come solo loro sanno fare, e di venirmi a trovare sempre più spesso a Madrid.
Poi vorrei augurare alcune cose ai miei amici più cari, che senza di loro non so dove cazzo starei in questo momento: a Pinella, AndreaCugino, Andrea, Lucia, Anna, Nico, Kikone, Diana, Jose, Erica, Pedrito, Evona, Pierpy e ovviamente PischiOne vorrei augurare cose specifiche per ognuno, ma per non entrare nel personale ho pensato di fare qui un elenco, e che ognuno di loro si scelga quello che più gli piace. È un auguri tipo smartbox, ajajaaj!
Miei cari amici, in questo 2013 vorrei festeggiare con voi:
nascite, matrimoni, cambi di casa, convivenze, fidanzamenti, acquisti di case, nuovi lavori, aumenti di stipendio, viaggi, serenità familiare e forti emozioni.
A me personalmente auguro di continuare a condividere tutto con voi, che mi fate essere una persona migliore.

Buon inizio!!!

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A Vienna (parte seconda)

A Vienna fa un freddo cane che non ho fatto foto perchè non avevo i guanti (e anche perchè avevo dimenticato la macchinetta in hotel, però quello mi fa vergogna dirlo).
A Vienna si parla tedesco. Il tedesco sembra una lingua creata apposta per non essere capita da nessuno.
A Vienna ci sono pizzerie ogni due per tre, che se mi fermo qui una settimana inizio a rotolare.
A Vienna nei bar nessuno grida e c’è la musica classica.
A Vienna alle 18.00 i negozi chiudono, che io penso che per via degli orari di lavoro singolari di ognuno secondo me c’è gente che non ha mai visto un negozio aperto, a Vienna.
A Vienna ci sono un sacco di pasticcerie, il che probabilmente spiega perchè i viennesi da adulti sono tutti ciccioni.
A Vienna sembra che non ci sia molto da fare, che penso che la gente si debba innamorare molto spesso qui a Vienna, per far passare il tempo.
A Vienna le vetrine dei negozi non sono belle come in Italia, ma le caffetterie sono anche più belle.
A Vienna io oggi sono inciampata e quasi mi rompevo un dente, per il freddo che fa qui che ti scordina tutti i movimenti.
A Vienna mi viene molta nostalgia nel cuore, per gli amici che stanno a Madrid (la nostalgia per gli amici che stanno in italia è ormai congenita nel mio essere).
Siccome secondo me Vienna la capisci solo se hai il pischello vicino e io il pischello ce l’ho a Madrid io questa città non riesco ad amarla molto.
A Vienna ci sono un botto di mercatini di Natale, e mille milioni di luci scintillanti che se ti piace il superfluo dici che queste cose sono bellissime, però io sono abbastanza essenziale quindi resto un pò così, che non so che dire.
A Vienna il Natale piace così tanto che pure le hostess della compagnia di bandiera austriaca, la Austrian Airlines, le vestono da decorazione natalizia (ANCHE LE CALZE!), che in confronto le hostess di Ryanair sembrano vestite da Armani.

signorina, mi dispiace tanto!

Insomma Madrid non è Vienna, ma soprattutto VIENNA NON È MADRID!

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Capicua: giochini on the road spagnoli

Oggi devo andare a Vienna (arret*??? Dirai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. E si, che a me ogni tanto mi prendono e mi mandano a Vienna, preferibilmente di inverno per farmi congelare per benino), ma prima di partire vorrei condividere con te una bellissima parola spagnola che ho imparato la scorsa settimana: capicúa!
Capicúa in italiano si traduce con Numero palindromo, che però non è divertente come in spagnolo. Capicúa viene dal catalano cap i cua, «cabeza y cola» cioè testa e coda, ed indica quelle cifre che rappresentano lo stesso valore sia che siano lette da destra che da sinistra, tipo 78787.

capicua!!!


Ovviamente Capicúa vale anche per le parole, per esempio io ho una amica capicúa: Anna!
Allora siccome in Spagna si gioca sempre se vedi un numero capicúa per strada (per esempio una targa) devi urlare CAPICÚA! e dare uno schiaffetto sulla fronte all’amico che ti sta accanto. Suddetto amico potrà bloccare il tuo schiaffo e vincere il gioco solo mettendosi il pollice sulla fronte e aprendo la mano a mó di corno e rispondendo CAPICUA! Se non lo fa riceve il colpo sulla fronte e perde.
Ecco, noi a Madrid ci divertiamo con poco…

*nuovamente, in barese

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Per essere felici

Io oggi non mi ricordo quasi niente di ieri, però si che mi ricordo che la mia cara amica Erika (con K) mi ha detto che Osho le ha detto (a lei e a tutti, anche a te mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!) che noi la vita la dobbiamo vivere come un ruscello di acqua che scorre, e non come uno stagno.
Cioè insomma che anche se i cambi fanno paura il futuro è criptico e la vita inclemente noi dobbiamo vivere trattenendo le cose positive e non avendo paura che le cose cambino. Erika con K, ho capito bene o non ho capito un cazzo?
Supponendo che abbia capito bene e supponendo che questo Osho sia davvero un saggio e non uno sfigato qualsiasi come quasi tutti io ho pensato di provarci a fare quello che dice Osho, di essere ruscelli e non stagni.

Prendi qualcosa per essere felice? Si, decisioni

Porvaci pure tu!

A proposito di felicitá: caro sconosciuto amico lettore se nei prossimi giorni vieni a Madrid capital per favore mi scrivi a chechi@vivereamadrid.it? Ho bisogno di un corriere di parmigiano, ovviamente pago il formaggio e se sei simpatico di offro pure una birra. Aiutami ad essere felice e non avere carenze di calcio. Grazie!

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!adiós Palos de la Frontera!

E insomma alla fine ho sconfitto la maldición de Palos de la Frontera e ho cambiato casa…
scrivo questo post con mooooolta malinconia, perché cambiare è bello ma anche brutto e perchè come si direbbe in spagnolo Palos es mucho Palos, cioé il mio vecchio quartiere è davvero spaciale nella sua banalitá.
Le cose che mi mancheranno di più sono:
La scalinata difronte casa, cioé la Trinitá dei Monti de noartri

come a Roma

Il negozio di dopanti per diventare muscolosi, che in questi anni ha sempre scatenato in me un mix tra ribrezzo e morboso interesse

ma a che servono tanti muscoli??

La mia sarta, detta “la sarta di Acquaviva” (che spero non me ne voglia per pubblicare una sua foto a sua insaputa!)

Mi mancherai signora sarta di Acquaviva!!!

Le scritte timidamente sovversive che cercano di migliorare il mondo

SPEGNI LA TV ACCENDI LA TUA MENTE!

Il casoplón della mia amata amica LuciadiBari

17 piani di morbidezza!

La cosa che ricorderó con piú forza di tutto questo tremendo trasloco sará sicuramente lo spostamento dell’acquario di 60 litri (e pesci!). Un GRAZIE speciale a Dimitri Petrof per l’aiuto!

MAI piú traslocare un acquario!

Infine l’immagine che porteró sempre sempre nel mio cuore è la foto scattata ieri pomeriggio con Pischi One nella nostra casetta ormai vuota

IN QUESTA CASA SIAMO STATI TANTO FELICI! (e anche un pò tristi)

Da oggi inizia una nuova fase della mia vita, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid scusa la malinconia di questo post però a Palos lascio un pezzo del mio cuore!!

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¡NO PUEDO CON EL CULO! (jjeejeje)

C’è una sola cosa che rende il ritorno a Madrid duro e triste: l’aver conosciuto in Italia un omino stupendo ed essermene perdutamente innamorata…ecco a voi CICCIO, il mio nuovo nipotino!!

Ciccio nella sua 4ª ora di vita

Siccome Ciccio mi ha trasmesso serenità e innocenza io in Italia sono stata bene. Poi qualche ora fa sono atterrata a Madrid e la vita mi ha nuovamente aggredita con tutte le sue faccende quotidiane e senza entrare nel personale oggi parlerò di una espressione spagnola che fa proprio per me: ¡NO PUEDO CON EL CULO!
Questa piccola frasetta sembra straripi volgarità, e invece è un’espressione molto comune e non troppo grossolana che indica situazioni di stanchezza estrema. Siccome il culo pesa no poder con el culo significa che si è talmente tanto stanchi da non riuscire a fare nulla!

Ecco io fino a lunedì no puedo con el culo, quindi mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid ti chiedo davvero scusa se la qualità dei miei post ultimamente è precipitata verso il nucleo terrestre!
Presto (questo we) cambieró casa, disferó i cartoni, potró finalmente recuperare le mie robe invernali dalla casa di Dimitri Petrof, ricominceró a vedere i miei amici e reinserirmi nel tessuto sociale madrileño e la mia vita tornerá ad essere normale: non vedo l’ora!!!

A proposito di culo la cosa piú interessante dei miei giorni a Barcellona (pre-Italia) è stata la mutanda-culona, capo basic per le acule come me!

piú culo per tutti!

Invece la cosa più strabiliante di Barcellona era la vista del mio hotel: case su case su case. Vite su vite su vite. Questo mondo è disordinato, ma Cicco lo migliorerá.

potrei passare ore e ore a guardare questa immagine...

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Haiku per Madrid

Oggi preparo la valigetta che domani devo andare a Barcellona per delle robe di lavoro.
Poi da Barcellona forse andrò in Italia, o forse tornerò a Madrid e poi andrò in Italia, non lo so ma di sicuro poi tra qualche giorno torno a Madrid.
Che io quando devo lasciare Madrid (anche solo per qualche giorno, anche se per andare in un posto bellissimo) mi sento sempre malinconica e per esprimere al massimo questa inquietudine che ho nell’anima ho scritto un haiku.
(grazie al mio insostituibile cugino Andrea per avermi aiutata a contare le sillabe!)


Tu, odorosa

Tra birra e patatas

Rubi il cuore

la nostra grande Madrid

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Pensieri post compleanno

Sebbene ieri sia stato il mio compleanno e mi sia sentita amata e adorata da tante persone sono diversi giorni che ho una mala leche acojonante, e non riesco a dire né pensare niente di bello. Cioè per qualche minuto qualcosa di bello la penso, ma non riesco a scriverla.

Elenchino delle cose che mi appiattiscono cuore e mente:

  • Ryanair che ha cancellato un’infinità di voli per Madrid che se ci penso mi viene l’herpes zoster.
  • La maledizione di Palos de la Frontera XX, che è l’indirizzo di casa mia (non metto il numero per evitare stalker!): una palazzina del cazzo dotata di uno strano campo elettromagnetico che intrappola la gente che vi entra. Se firmi un contratto di affitto per una casa di questo edificio non puoi più uscire. L’insignificante quartiere e le banali comodità del día día renderanno ogni tentativo di trovare una nuova casa completamente VANO!
  • Il tempo che passa. Gli anni che si sommano.

Bisogna sposarsi? Bisogna fare i figli? Bisogna comprare casa? Bisogna cambiare lavora? Bisogna vivere qui o lì? Bisogna mettere i tacchi? È possibile continuare a vestirsi da adolescenti senza sembrare nostalgici dell’adolescenza? Se si, come?
Perché le spagnole hanno l’orologio biologico con un fuso orario sballato ma più bello e rilassato delle italiane?
Perché gli spagnoli hanno l’orologio biologico rotto?
Perché quello degli italiani sembra funzioni bene salvo poi scoprire che è pure rotto, ed era tutto un bluff? (e generalmente scoprirlo tardi e male!?!)

Poi arriva un giorno in cui parli con amici italiani in spagnolo. Parli parli parli e solo dopo molte parole frasi discussioni qualcuno dice “ma cazzo stiamo parlando in spagnolo!” e si crea un secondino di silenzio imbarazzantino.
Tutti si pensa che non è bello questo che ci è successo, di parlare in spagnolo senza pensarci, come se fosse la nostra lingua. Con errori, accenti, italianizzazioni, però la nostra nuova lingua.

Poi se questo giorno qui del parlare spagnolo tra italiani è anche un giorno di freddo cane e tu hai i vestiti invernali a casa di un amico che vive al quinto coño* perché a casa tua non hai spazio non è bello.

Meno male che ci sono le amiche, altrimenti non so dove si andrebbe a finire.

le mie amiche, la cosa più bella!

MANCA DYANA!

Pensierino del giorno: domani sarà più bello di oggi, il tutto.


*molto lontano

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Los amigos, la sal de la vida

La cosa più stupefacente della mia vita à Madrid è indubbiamente la fortuna di conoscere le persone migliori che la abitano, i miei AMICI. Eccezionali persone in una straordinaria città: credo che non si possa chiedere altro alla vita!.
Grazie per ieri sera e per tutto il resto

¡Os quiero!

y gracias Pischi One

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Hopper al museo Thyseen di Madrid

Oggi sono stata con la mia cara cara cara amica Dyana al museo Thyseen a vedere l’esposizione di Edward Hopper,il pittore che secondo me ha colto la verità sulla solitudine umana e sul colore.

Dyana, bella e brava

Hopper nei suoi paesaggi americani riesce a cogliere e trasmettere il senso di desolazione e isolamento, cosa che io cerco di fare quando scatto foto alla squallida periferia di Madrid, perché condivido questa immagine di realismo disperato e un po’ primitivo.

"produci, consuma, muori" detto con poetiche pennellate

In paesaggi deserti grandi strade e timide presenze umane ci lasciano immaginare la possibilità di un movimento umano ma soprattutto economico. Ma dove andiamo spostandoci in questi sconfortanti paesaggi? Cosa cerchiamo? Che stiamo facendo delle nostre vite??
La cosa che più amo di Hopper è il suo modo di vedere e riprodurre i colori, soprattutto l’azzurro (che è il mio colore preferito).

E in generale il suo modo si avvicinare colori freddi e caldi, con una perfetta simmetria che mi fa sentire caldo al cuore.

Alla fine dell’esposizione quelli del Thyseen hanno montato anche un giochino sulle reti sociali, con la riproduzione in 3D del dipindo Sol de mañana

Meno male che Hopper non puó vedere questa orribile bambola gonfiabile

Il giochino consiste nell’inviare un tweet su “a cosa pensa la signorina del dipinto”
Questo è il dipinto originale:

signorina, a cosa sta pensando?

Secondo me la signorina pensa “ci sarà un posticino per me in questa megalopoli che ho di fronte?”e si preoccupa.

Uscite dall’esposizione io e Dyana eravamo un pò emozionate, e siamo andate a berci una birra alla Cafeteria Prado dove abbiamo visto un cochinillo molto triste, più triste della signorina del quadro di Hopper

BUUU ;(

Allora mi sono intrista un poco pure io e me ne sono tornata a casa.

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Sono tanto felice!

Oggi mi sento tanto tanto felice, perché finalmente i miei CARI Amici Anna e Nico sono tornati a vivere a Madrid!
Questo giorno voglio ricordarlo così, con un grosso cane peloso che gode il primo fresco di fine estate.

Mi piaci molto signor Chow chow

1 settembre 2012: inizia un nuovo anno, che San Isidro ci aiuti!!!!

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Pensieri caldi a Madrid

Il termometro tocca ampiamente i 40º, la maggior parte dei miei amici di Madrid (che poi molti di loro non sono di Madrid, ma semplicemente per vivere qui diventano “fulanito* diMadrid) sono fuori, sono le 20.16 e il sole è ancora molto molto alto nel cielo.
Allora mi metto a cercare su internet cose strane, tipo NOSTALGIA: parola composta dal greco νόστος (ritorno) e άλγος (dolore): “dolore del ritorno”.
Stato psicologico di tristezza e di rimpianto per la lontananza da persone o luoghi cari o per un evento collocato nel passato che si vorrebbe rivivere, spesso ricordato in modo idealizzato
.(sottolineo  la parte che mi sembra più interessante)
Quella di oggi non è propriamente nostalgia, ma più che altro una specie di confusione emotiva.

mia cara, dannata Italia

Poi mi succede a volte di incrociare persone con una voce bellissima, e solo desidero che mi abbraccino e mi parlino fino a farmi addormentare. Mi è capitato oggi con la commessa della perfumeria Marionnaud. Parlami-parlami-parlami signorina commessa, non ti fermare! Mi sono comprata di tutto per non farla smettere.
È grave?

*Fulanito sarebbe il nostro Pinco Pallino

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