Tag: "arte"

cocido madrileño home made

Un fine settimana a Madrid

01/04/2012 | cosa vedere | Comments (0)

Siccome le ultime settimane sono state davvero intense questo we ho deciso di dedicare tempo a tutte le cose più belle che si possano fare a Madrid: mangiare cose madrileñe, sentire buona musica con veri amici, fare spese in un mercatino vintage in ottima compagnia, passeggiare per ore a Lavapiés, intossicarmi con una paella indigesta, andare in un locale bellissimo di cui parlerò presto e ovviamente vedere stupende esposizioni:

cocido madrileño home made
Subsonica a Madrid
mercadillo Utopic Sundays
primavera a Lavapiés
la paella assassina (Mano a mano- calle Lavapiés 12, NON ANDARCI!!!)
Un angolo di paradiso in calle del Barco 45 (¡gracias Lucia y Jose!)

Le esposizioni che ho visto sono due: CHAGALL alla Fundación Caja Madrid (che merita un post intero) e varie esposizioni a La Casa Encendida (che ha un nuovo bar!!).
Di tutte le cose bellissime che ho visto a La Casa Encendida mi sono davvero emozionata con le opere della piano -1:  10 nuovi giovani artisti che hanno vinto il concorso “Generaciones”, ricevendo premio in denaro e l’esposizione delle loro opere.
L’idea portante di tutte le opere è l’empatia tra l’opera d’arte e lo spettatore, relazione che porta alla completa fusione nelle opere di Almudena Lobera e Isabel Martínez Abascal.

PORTADORES. LA IMAGEN EN EL CAMPO AMPLIADO DEL CUERPO

Il lavoro di questi due artisti si chiama PORTADORES. LA IMAGEN EN EL CAMPO AMPLIADO DEL CUERPO, ed è formato da 12 disegni originali tatuati sui corpi di diverse persone.
Il processo artistico consta di tre fasi: la prima consiste nella realizzazione dei disegni e nell’esposizione di questi in una galleria.
Le persone che desiderano “possedere” questi disegni si rendono disponibili a tatuarli sulla propria pelle, il prezzo dell’opera è offrire la propria pelle come supporto.
La seconda fase è proprio il tatuaggio dei disegni sui corpi, e quindi la terza fase è trasformazione del corpo-opera in galleria d’arte.

dove finisce l’opera e inizia lo spettatore??

Questo straordinario lavoro ci da un interessante spunto di riflessione sulla forma materiale dell’opera, valorizza il concetto di opera unica e trasforma la visione materialista dell’opera d’arte: la creazione non si può comprare e/o vedere, l’opera è unica e originale.

asustado, adj. Que desea con comedimiento que las cosas sean distintas de lo que parecen.

Esiste un’emozione più intensa di quella che nasce guardando un’opera? Esiste qualcosa di meglio dell’originalità?

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Gli allievi sempre si ispirano ai maestri!

La gemella della Gioconda (?)

22/02/2012 | cosa vedere | Comments (0)

La non-notizia di oggi è che nella sala 49 del nostro celebrerrimo Museo del Prado è esposta la gemella della Gioconda.
Ma perchè la Gioconda aveva una gemella?? Ovviamente no! Si tratta di un quadro dipinto quasi sicuramente da uno dei due allievi preferiti di Leonardo: o Andrea Salaino, amante del maestro, o Francesco Melzi.
Essendo stato dipinto da un allievo del Da Vinci l’opera è davvero similissima alla Gioconda, come spesso avviene quando dei pittori si ispirano ad un’opera del proprio maestro.
Abbiamo in primo piano un’algida signorina di tre quarti, e sullo sfondo montagne e laghi: tutto ci fa pensare alla Gioconda!

Gli allievi sempre si ispirano ai maestri!

Ma questo quadro l’hanno trovato ieri pomeriggio nello sgabuzzino del museo?? NO! La ‘copia’ del Prado è nota da secoli, esattamente dal 1819!!
Ma lo sfondo della tela, attorno alla Monna Lisa,era coperto da una vernice scura, probabilmente aggiunta verso il XVIII secolo. Solo qualche mese fa sono stati effettuati degli studi e si è scoperto che sotto la cappa scura di fondo era dipinto lo stesso sfondo del celebre dipinto del Louvre.
Ieri il quadro è statio presentato e esposto come “la gemella della Gioconda” per creare notizia, e tutti gli spettatori armati di cellulari e macchine fotografiche hanno immortalato il momento.

Scatta scatta scatta!

E così non solo la Gioconda, onnipresente in tazze, borse e cartoline, a volte viene derubata del suo misterioso fascino, ma anche la procugina di campagna.

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Mio amatissimo Marc, perdona la gente MARKETTARA che ti strumentalizza!

Arte e Amore a Madrid

Domani è San Valentino, e in un mondo in cui tutto diventa business (soprattutto i sentimenti) anche l’arte si rimbocca le maniche per accaparrarsi qualche eurino.
Di cosa parlo?? Ovviamente del Museo Thyssen, sempre nella top ten dei miei luoghi favoriti di Madrid e degli enti più markettari (nel senso di attenti al marketing, eheeh!) della storia, con un occhio che guarda all’arte e tutto il resto del corpo che guarda alla fatturazione.
Il Thyssen, questo straordinario gioiellino, l’unico museo di tutta Madrid che non ha mai ingresso gratuito e che invece è ben attento a farti comprare 2 biglietti: uno per la collezione permanente e l’altro per le esposizioni!
Il Museo Thyssen, l’unica pinacoteca da me conosciuta che ha il negozio più grande delle sale adibite alle esposizioni permanenti!
Il Insomma il mio amato e odiato Thyssen ha organizzato una grande esposizione su Chagal, e la inaugura proprio il giorno di San Valentino, così giusto per confermare la sua indole markettara: un pittore popolare in un giorno popolare (e non credere che sia una casualità! Nell’arte nulla è casuale!).

Mio amatissimo Marc, perdona la gente MARKETTARA che ti strumentalizza!

Sarà forse la meta facilotta per le coppietta in cerca di un piano culturale il giorno dell’amore??? Sarà forse l’occassione per l’ineffabile Thyssen di guadagnare doppio contando sui tutti gli amanti dell’arte che si trascineranno dietro i propri innamorati per visitare Marc??? Secondo me si! Thyssen 1-Poesia 0.
Allora per dare uno schiaffo morale al Thyssen ho pensato di proporre dei piani B per San Valentino a Madrid, per il motto “Oggi non mi avrai Thyssen del cacchio, domani si(perchè ovviamente la mostra si deve vedere, ma un altro giorno).

Piani B per San Valentino a Madrid, da fare con innamorati di qualsiasi tipo (partner, amici, genitori, compagni di casa, etc…):

  • Andare a cenare alla Taberna de Los Ángeles a mangiare un piattone di Patatas al cabrales . Si tratta di uno dei luoghi meno romantici che io abbia mai visto, ma si mangia bene, si spende poco e ci si sente bene.

Adoro le patate!

frequentare il Matadero fa bene al cuore

  • Passare una notte trasgressiva a Chueca, rimettendoci completamente in discussione. Il 15 mattina saremo un po’ più lucidi sulla nostra vita. O no.

Che ognuno ami come gli pare!

Insomma io non me la sento di disprezzare completamente San Valentino, perchè se si è innamorati tutto è lecito, anche festeggiarsi. Io disprezzo solo i mercenari dell’arte. Se la pensi come me VOTAMI (VIVERE A MADRID il penultimo della pagina, sempre il primo nel tuo cuore!)

W L’AMORE!!!

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Hasta siempre Antoni Tàpies

Hasta siempre Antoni Tàpies

06/02/2012 | emozioni | Comments (2)

Oggi è un giorno molto tristone per tutti gli amanti della Spagna e soprattutto dell’arte: è morto a Barcellona il grante Antoni Tàpies, uno dei maggiori esponenti dell’arte astratta.
Antoni, l’artista che ha sempre superato se stesso: autodidatta, negli ultimi anni quasi cieco, scoprì che si può dipingere con tutto, soprattutto con la materia, regalandoci per sempre un sogno.

¡Hasta siempre Antoni!





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Allevi, te quiero (non quanto Madrid ma quasi!)

Allevi, te quiero (non quanto Madrid ma quasi!)

26/10/2011 | emozioni | Comments (3)

È una fredda notte d’autunno a Madrid, e dalla mia finestra vedo tante finestre: luci spente, luci accese. Di chi sono queste vite? Dove vanno queste storie? Dove andiamo noi tutti?
Le risposte non ci sono, le uniche supposizioni possibili sono nell’arte, stasera nella musica.
Appena tornata dal concerto di Giovanni Allevi nella mia anima stasera danzano tante emozioni assolute. Sono scossa ma voglio scrivere adesso per non perdere l’intensità del momento.

Ma chi è questo Giovanni Allevi? Come fa il Giovanni questo a trasformare delle cose normali della vita in musica, e poi questa musica come può arrivare all’anima nostra per poi tornare nel cuore del Giovanni?
Giovanni presenta con 10 parole una melodia, e poi suona, e tu sei lì che ascolti e senti una poesia, cioè senti di capire la musica perché le note si trasformano in qualcosa di concreto e comprensibile.
Di tutte le musiche di Giovanni quella che mi ha colpito di più è MONOLOCALE 7,30, che racconta di quando lui viveva a Milano in un monolocale e un improvviso raggio di sole rosso, alle 7,30 del mattino, lo caricò di entusiasmo e gli diede l’ispirazione per questa incredibile melodia.

Giovanni, ma come fa un raggio di sole alle 7,30 del mattino a risvegliare in te entusiasmo e energia creativa?? Solo a me un raggio di sole alle 7,30 del mattino mi manda in bestia??

Giovanni, meno male che hai lo stesso nome (anche se in italiano) del mio pischello, perché così quando nei miei sogni proibiti griderò GIOVANNI-GIOVANNI-GIOVANNI non desterò sospetti!
Giovanni non solo compone e interpreta, ma insegna a perseguire i nostri sogni, e a lottare per realizzarli. E per me non esiste un insegnamento più sacro.
Giovanni, ti dedico questo post: non è molto, ma è tutto quello che ho ed è per te, che mi hai aperto il cuore.

Adesso a proposito di arte non dimenticare di partecipare al CONCORSO DI SCRITTURA CREATIVA, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid! In regalo un cheque regalo di Ryanair da spendere in biglietti aerei

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Circulo de Bellas Artes: un luogo MAGICO di Madrid

Circulo de Bellas Artes: un luogo MAGICO di Madrid

28/08/2011 | cosa vedere | Comments (1)

Uno dei luoghi più meravigliosi di Madrid è il Circulo de Bellas Artes, dove noi amanti delle belle arti da più di 30 anni passiamo ore e ore alla ricerca della forma perfetta, del film più emozionante e della birra più fredda.

Come il Matadero anche il Circulo de Bellas Artes offre un’ampia scelta di attività agli utenti.
Gli eventi più radical chic sono i talleres, dove si studia disegno, pittura o urbanistica o più semplicemente si assiste a seminari di professoroni che, ovviamente, parlano delle bellas artes.
Poi ci sono gli spettacoli di teatro contemporaneo (che sono quelle opere delle quali nessuno capisce niente, non si sa chi sono gli attori e chi gli spettatori, dopo due ore nessuno ha ancora individuato la trama però ci si alza entusiasti), gli spettacoli di danza, i concerti, le presentazioni dei libri, le bellissime esposizioni e addirittura un CINEMA!!! Basta, quelli del Circulo de Bellas Artes stanno troppo avanti!
Il cinema ha ovviamente tutte le caratteristiche per essere il cinema più amato da gente sinistra come me: è piccolo, costa poco (5 euro) e proietta dei film di tremila anni fa.
Per vedere le esposizioni invece non devi pagare quasi mai niente, certe volte però perché altre volte devi pagare 1 euro. ¿Perché? Non lo so, non l’ho capito e scrivendo questo post inizio a pensare che ogni tanto mi ciulano questi del CIRCULO DE BELLAS ARTES. Comunque non fa niente: l’emozione di sentirmi come la principessa de La Bella e La Bestia tra le scalinate del Circolo non ha prezzo

Se poi vuoi superare te stesso dopo aver fatto una delle molteplici attività culturali potrai andare nella libreria del Circulo, iper-specializzata in libri di arte e cinema, mentre se sei un ludopata potrai accedere alla sala di biliardo, a giocare (ti sfido!).

Ma insomma tra tutte queste diversioni non possiamo dimenticare le due più belle: il bar LA PECERA, che come tutti i bar di madrid di estate occupa il suolo pubblico con tremila tavolini, ma questo ha la peculiartità di mettere dei sifoni che vaporizzano acqua, per rinfrescare i suoi intelletualissimi clienti e gli umilissimi passantie la TERRAZZA, che si commenta da sola.

Non ti resta che passare le tue vacanze a Madrid e vedere tutto questo di persona!

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CASA AMERICA, TE QUIERO!

CASA AMERICA, TE QUIERO!

19/07/2011 | cosa vedere | Comments (0)

Oggi voglio parlare di un posto TROPPO BELLO, nel cuore di Madrid, di nome CASA AMERICA, in Plaza de la Cibeles, 2.

Se anche tu come me oscilli tra il punkabbestia e il radical chic, se ami l’arte, l’alcol e il cibo e se sei sempre alla ricerca di un posto SERENO la CASA AMERICA fa proprio per te!
Nonstante il suo nome un po’ prepotente CASA AMERICA è un centro espositivo/culturale davvero pacifico, secondo me perché innanzi tutto il vero nome dell’edificio non è Casa America ma Palacio de Linares, e poi AMERICA si riferisce a Iberoamericana.
¿Ma a che serve questa CASA AMERICA situata nel cuore di Madrid?
Serve per PENSARE! Le sue attività sono fondamentalmente due: l’ Ateneo Americano e la Tribuna Americana.
Cioè si studia, si sperimenta, si pensa, si mostra e si insegna tutto quello che es actual y especializado en América con una proyección internacional desde una perspectiva contemporánea y con una especial atención a las circunstancias que concurren en Madrid como sede de aquel y ciudad europea abierta, histórica, cultural y sociológicamente al conjunto de ciudades y regiones americanas.

¡¡¡Ammazza che figo!!!

Ci sono esposizioni, cinema, música, letteratura, attività infantili, teatro, etc. il tutto nella meravigliosa cornice dell’ottocentesco Palacio de Linares.
Se poi a un certo punto sei stremato da cotanta cultura puoi andare nel giardino di CASA AMERICA e sederti al ristorante Le Cabrera: ¡dios que chiqueria!
Ma devo vestirmi bello per andare lì??? Ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. NOOOO!!! Manco per niente!!! A CASA AMERICA devi essere bello solo dentro!

Eppoi adesso anche CASA AMERICA ospita il PHOTO ESPAÑA: IMPERDIBILE!

CASA AMERICA, TE QUIERO!

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Beautiful Agony

Beautiful Agony

14/06/2011 | cosa vedere | Comments (5)


Io lavoro a pochi passi dal Centro Colon, dove “colon” non è il retto, bensì si riferisce a Cristoforo Colombo, che come tutti sanno era italiano ma gli spagnoli cercano pateticamente di appropiarsene, chiamandolo Cristóbal Colón.

Cari spagnoli, Colombo era italiano! Cioè non basta mica cambiare il nome ad una persona per cambiarne anche la storia???
Insomma questo centro del colon qui è per me un posto magico perché dà inizio a quello che si chiama el triangulo del arte, cioè la zona a più alta concentrazione di museo, sale espositive e gallerie d’arte di tutta Madrid.
Allora siccome oggi il mio umore era un po’ pietoso tirarmi su sono stata al Centro de Arte / FUNDACIÓN BANCO SANTANDER, nel Teatro Fernán Gómez, a vedere una delle tantissime e gratuitissime esposizioni del Photo España 2011, dal titolo FACE CONTACT.
Innanzi tutto una cosa carinissima del Teatro Fernán Gómez è che per entrare devi scendere un po’ sottoterra, che io ogni volta ho la sensazione di entrare in una navicella spaziale.
Poi gli spazi sono enormi, silenziosi, l’esposizione è curata nei minimi dettagli e tutto è talmente piacevole che staresti tutto il giorno a contemplare le immagini.
Quello che io amo della fotografia, e che questa esposizione trasmette a pieno, è la sensazione si “irraggiungibile normalità”, l’illusione di essere protagonisti delle foto, o addirittura gli artefici di queste.
Devo dire che tutte le immagini mi sono sembrate molto espressive, ma l’opera che mi è piaciuta di più è Beautiful Agony, che già il titolo sembra la mia vita (jhjhjhjhj). Insomma in una saletta sono sistemati in forma circolare una ventina di televisiori, che proiettano i primi piani di uomini e donne nel pieno raggiungimento di un orgasmo.
Secondo me quello più gnocco di tutti era questo:

Se ti metti al centro della sala, proprio nel mezzo di tutta quest’onda di piacere, e ti lasci concentri sulle voci e sui visi puoi scoprire che l’arte non solo rende più accettabile la vita, ma a volte è l’unica cosa che riesce a coglierne il senso.

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Cosa vedere a Madrid: EL MATADERO

Cosa vedere a Madrid: EL MATADERO

29/05/2011 | cosa vedere | Comments (1)

Un posto stupendo di Madrid di cui si  può dire solo un  gran bene è il MATADERO, un angolone  (148.300 m2) di paradiso collocato a poche fermate di metro da Sol, e dove tutto è in evoluzione.

Si tratta di un centro culturale comunale, dove si può fare qualsiasi cosa: vedere opere di teatro, studiare nella biblioteca, dormire sulle panche, far giocare i bambini, vedere esposizioni, fare corsi e partecipare a seminari, vedere una rassegna cinematografica da vero cinefilo, sentire un concerto, prenderti una birra, o anche semplicemente non fare nient’altro che passeggiare, giusto per rafforzare la relazione con l’archeologia industriale e sentire che Madrid si muove, e nel verso giusto.
La cosa per me più interessante del Matadero è che avendo spazi enormi ogni qual volta cambiano le esposizioni cambia completamente il suo aspetto, e così il Matadero è sempre diverso da se stesso, però proprio come tu lo desideri vedere, e forse neanche lo sai.
¿¿Ma perché proprio oggi parli del Matadero?? Mi dirai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. Ebbene, parlo di questo perché oggi finalmente finisce una delle esposizioni più bruttone che io abbia mai visto non solo al Matadero, ma probabilmente in tutti gli spazi espositivi della mia vita!
Si tratta dell’esposizione per festeggiare i 15 anni dell’arrivo di Ikea in Spagna, e insomma già il tema non è propriamente dei più interessanti… Ma che hanno combinato due menti ultramoderne come Matadero e Ikea assieme?? DELLE SCHIFEZZE!!
Prima hanno chiesto a delle scuole di design e arte di RIUTILIZZARE degli oggetti quotidiani (Ikea) sotto nuove forme, ed ecco che il mio giovane cuore ha dovuto sopportare (tra le tante orribilità) la fontana di tazzine

e il labirinto di luci

che tra le due cose non ho ancora capito qual’è la più brutta.
Superato questo trauma iniziale si entra nel cuore dell’esposizione, che non è altro che una rispoduzione in minuatura e in chiave caotica di un negozio Ikea.

Cioè va bene che al Matadero si entra gratis, però pure all’Ikea non pago e per lo meno posso rubare le matite!
Insomma mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, io ti consiglio VIVAMENTE di andare al MATADERO a partire da domani (se vuoi sapere come arrivare clicca QUI), mentre oggi approfitta che è domenica e vai al Rastro!

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Amore e mito: Fuente de la Cibeles

Amore e mito: Fuente de la Cibeles

27/02/2011 | cosa vedere | Comments (5)

Oggi si parla de la Fuente de la Cibeles, e dedico questo post a Margherita, la cosita più morbida, rotonda e bella che io abbia mai visto!
Cibeles era la dea greca della terra, della natura e dei luoghi selvatici, madre di Zeus, e nella fontana  dell’omonima piazza di Madrid è raffigurata su un carro trainato da 2 leoni e da altre figure mitologiche, alcune aggiunte in epoca postuma.
Una cosa che io amo moltissimo de La Cibeles è il suo aspetto mitologico, ed in particolare la storia dei due leoni e delle pigne…
I leoni che trainano il carro della Dea rappresentano i personaggi mitologici di Melanione (o Ippomene) e Atalanta, la grande cacciatrice del gruppo di Diana. Il mito vuole che Melanione s’innamorò di Atlanta e non sapendo come conquistarla supplicò Afrodite di aiutarlo. Atalanta sottoponeva tutti i suoi pretendenti a una prova di corsa, uccidendo tutti quelli che non riuscivano a batterla. Afrodite diede a Melanione tre mele d’oro e gli indicò come utilizzarle. Per tre volte Melanione ne fece cadere una durante la corsa: tutte le volte Atalanta si fermò per raccoglierle, permettendo a Melanione di vincere e sposare la principessa. Una volta insieme gli amanti commisero un sacrilegio, unendosi in un tempio di Cibele, e Zeus arrabbiato li trasformò in leoni e li condannò a trainare eternamente il carro della dea.

Se si osserva la statua con attenzione si potranno notare una rana, un serpente e diverse pigne sul suolo e come elementi decorativi in altre parti del carro: ma che ci fanno tante pigne? Ebbene pare che Cibeles era nonna (senza saperlo!) di Atis, di cui però s’innamorò pazzamente. L’amore non era corrisposto, e la dea della terra furiosa pensò bene di far impazzire suo nipote, per garantirsi che non sarebbe stato di nessun’altra donna. Scoperto il piano ma non sapendo come frenare la gelosia della sua nonna matta Atis scappò sulle montagne, e si castrò fino a morire dissanguato. Scoperto il suicidio la nonna Cibeles, pentita, lo fece resuscitare sotto l’aspetto di un pino. E così il povero Atis è venerato come Dio della vita vegetale,e proprio in questo modo si spiega la presenza di pigne, foglie e erba attorno al carro de la fontana di Madrid.

Non è ben chiaro se la bellissima fontana fu progettata per essere sistemata a Madrid o per i giardini del palacio real de La Granja,vicino Segovia, però pare che fu accolta con tanto entusiasmo dai gatos che il re Carlo III decise di lasciarla a pochi metri da Puerta de Sol.
La fontana oltre ad essere un’opera d’arte è anche stata di grande utilità per La Signora, poiché fino al 1862 forniva gli “portatori d’acqua ufficiali” (solitamente arturiani e galiziani) che prelevavano l’acqua per trasportarla poi fino alle case vicine e agli altri luoghi pubblici di Madrid. Inoltre pare che l’acqua di questa fontana avesse proprietà curative, e proprio per questo la fonte subì moltissimi cambi e aggiunte di getti d’acqua, per rendere più comodo l’abbeveraggio.
Durante la Guerra Civile Spagnola i Repubblicani (che dominavano Madrid) coprirono la fonte con dei sacchi di terreno per proteggerla da bombe e spari. In questo modo si evitarono danni alla struttura. Nonostante queste precauzioni la dea fu mutilata per ben due volte della mano! …ma come ha fatto la dea della terra a rompersi due volte la mano? Probabilmente quei rozzoni dei tifosi del Real Madrid le hanno dato una mano a rompersi la mano!!! (Forza Atlético de Madrid), poiché dal 1986 la fuente de Cibeles è il luogo dove tradizionalmente il Real Madrid festeggia i suoi successi. Inizialmente ai tifosi era permesso arrampicarsi sul monumento, poi però ne hanno combinate talmente tante alla dea della Terra che il sindaco ha proibito tali espressioni di felicità ai tifosi, permettendole solo ai giocatori.


Per me La Cibeles è una fontana magica, perchè mi fa sognare.
RICORDO CHE DOMANI SCADONO LE VOTAZIONI PER IL CONCORSO FOTOGRAFICO!!! VOTATE!

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Cosa vedere a Madrid: el Mercado de San Miguel

Cosa vedere a Madrid: el Mercado de San Miguel

Questo post di oggi parla del Mercado di San Miguel e lo dedico a Giacomo di Gravina di Puglia, questo sconosciuto amico italiano che vive a Madrid. (Giacomo, ogni tanto compri i voli Ryanair per Bari?? ¡¡¡Ancora fallisce la tratta!!!). Il Mercado di San Miguel è una vera chicca di Madrid: si tratta di un mercato, situato a pochi metri da Plaza Mayor, che conserva la struttura in ferro dell’inizio del XX secolo.

In realtà il suolo dove adesso si erge elegante e imponente il Mercado di San Miguel fu sempre caratterizzato da ferventi attività sociali: prima c’era una parrocchia (dove fu battezzato il celeberrimo drammaturgo Félix Lope de Vega),e quando questa fu distrutta in un incendio nel 1790 si decise di demolirla e dedicare il suolo alle attività commerciali. L’edificio in ferro che vediamo adesso fu costruito solo nel 1913, con uno stile nettamente parigino, e si tratta dell’unico esempio di architettura di ferro di Madrid. Con gli anni il Mercado di San Miguel andò incontro a una importante decadenza, ma grazie ai fondi della Comunità Europea nel 1999 si poté ridare alla struttura il suo aspetto originario. Successivamente si costituì la società El Gastrónomo de San Miguel, con l’intento di migliorare le attività commerciali tradizionali seguendo l’esempio de La Boquería di Barcellona. Insomma, da essere un mercato qualsiasi San Miguel si è trasformato in un posto radical-chic dove prendere un aperitivo, bere una birra, comprare un libro o una pianta e, magari, anche sognare di fare la spesa.

Così mi contraddico da sola, visto che affermo sempre che gli spagnoli non sono fighetti e il mio sconosciuto amico di Gravina dice che invece mi sbaglio! Ebbene, San Miguel è un posto pijo, ma se fosse a Roma o a Milano sarebbe infinitameeeeente più pijo! Ma quanto costa fare la spesa al Mercado di San Miguel? UN BOTTO! Le mele costano 2,90 euro al kg, la pasta fresca 10 euro al kg e i fagioli verdi a 15,50 euro!!!

Ma siamo matti?? Inoltre al Mercado di San Miguel ci sono anche frutti esotici, primizie, kg e kg di jamon iberico bellota e vini pregiatissimi! Insomma, non ha niente a che vedere con il Marcado di Santa Maria de la Cabeza di fronte casa mia, e proprio per questo San Miguel è un bellissimo posto da vedere e per passeggiarci dentro, più che per fare la spesa.
Ma Chechi ha una bancarella preferita al Mercado di San Miguel? SI! Il pescivendolo! Io infatti quando sono depressa ma voglio sentirmi una gran figa vado lì e mi mangio 1 ostrica per 1 euro, e poi vado a fare la spesa al Mercadona!

Se vuoi sapere cosa vedere a madrid vai nell’apposita sezione del blog!

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Bellezze (?) a Madrid: el Kilómetro Cero

Bellezze (?) a Madrid: el Kilómetro Cero

08/02/2011 | cosa vedere | Comments (10)

Dunque questo post mi costerà delle liti, quindi prima di entrare nel cuore del tema, che è il Kilómetro Cero di Madrid (cero si legge sero e significa zero), vorrei salutare tutti i miei amici spagnoli e in particolare il mio pischello, e ricordare a tutti che io a Madrid non è che le voglio bene, no, io Madrid LA AMO!
Insomma a Madrid, mia signora e padrona, c’è una piazza senza porta, che si chiama Puerta del Sol (e già qui c’è qualcosa che non va!), di cui però parlerò in un altro post.
Proprio in questa piazza senza porta c’è un angolino dove ci sono sempre un sacco di persone, che gridano, guardano per terra e si fanno foto. Questo angolino magico, grande orgoglio di tutti i gatos, è il Kilómetro Cero, ricordato con una placca piuttosto grande, di bronzo, incastonata nel cuore pulsante di Madrid.

Ma che è sto Kilómetro Cero? È il punto di partenza virtuale di tutte le strade che attraversano la Spagna, e quindi il punto da cui si misurano tutte le distanze!

Cioè, se tu sei per strada a SANTANDER e vedi la scritta “km 393” significa che sai a 393 km da questa placca di bronzo. Su questa placca è reffigurata la mappa della spagna, con due aghi che segnalano l’esta e l’ovest, e le llinee con le sei strade principali che attraversano la penisola. Nella parte inferiore, a sinistra, c’è l’emblema degli ingegneri edili (come per esempio il mio grande amico Pierpy, che domani compie 30anni AUGURI PIERPI!!),e a destra l’antico scudo di Madrid.

Ma il Kilómetro Cero ha duemila anni?? NOOOO! Fu istallato nel 1950! Ma il Kilómetro Cero è bello??? NOOOO! è una mattonellona di marmo piuttosto rudimentale! Ma allora perché tutte le persone si fa le foto sul Kilómetro Cero???? Io questo proprio non lo so! Forse perché avranno passato tutta la vita a leggere numeri e numeri per le strade, che poi una volta che vedono da dove partono questi conteggi sono felicissimi!
Insomma, l’aspetto interessane o artistico del Kilómetro Cero io proprio non lo vedo, e perché piaccia tanto io proprio non lo so! Quello che so è che ebbi una sincope quando vidi per la prima volta tutta sta gente che si metteva in fila per farsi la foto o schiacciare sto pezzo di suolo, che pensai “poverini! Non hanno niente e si fanno le foto qui”. Comunque adesso che sono mezza madrileña devo dire che ho capito il valore del Kilómetro Cero, che secondo me si riassume in due punti:
1) è un luogo comodo dove incontrarsi con qualcuno, perché tutti lo conoscono ed è perfettamente collegato. Inoltre fa figo pensare che aspetti qualcuno proprio la km 0!
2) Ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia-

Mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ti ricordo che il concorso di fotografia è scaduto, e che giovedì pubblicherò le foto! Sono tantissime!! La foto più votata vincerà un ticket di 25 euro Ryanair da spendere in voli aerei , quindi da giovedì VOTATE E FATE VOTARE!

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