Nuovo cinema Paradiso a The Cinema. Emozioni.

Per me uno dei piaceri più grandi della vita é il cinema.

Andare al cinema o trasformare qualsiasi ambiente dove sto guardando un film in un cinema.

Il cinema puo essere il mio divano, la sala d’attesa dell’aeroporto, il sedile di un treno.

Quello che conta é il film, e nel film, cosi come nella vita, la sola cosa che conta sono le emozioni.

Niente mi gratifica di piú di piangere a dirotto guardando un film, commuovermi, ridere a crepapelle, arrabbiarmi, spaventarmi, non dormiré la notte pensado a quella storia che dallo schermo é entrata nella mia vita.

cibeles madrid

Siccome oggi 23 Luglio é il compleanno di PischiOne io volevo “entrare” nel suo giorno por la puerta grande, come dice la tradizione taurina, cioé in modo indimenticabile, e allora ho comprato due biglietti per The Cinema, a Cibeles, sublimazione dei cinema estivi della capitale.

cinema madrid

Eccola la trasformazione di uno spazione inusuale e sorprendente (un patio del palazzo del Ayuntamiento de Madrid) in sala cinematográfica, nel cuore della cittá. A glorificare questa esperienza il film per anotonomasia: Nuovo cinema Paradiso (in italiano sottotitolato in spagnolo)

madrid cinema estivi

madrid cinema

Qualcuno é forse capace di non abbandonarsi a risate, nostalgie, singhiozzi e gemiti di fronte la straordinaria vita di Totó e la sua meravigliosa amicizia con Alfredo? Io decisamente no: durante la proiezione pensó di aver passato i 90 minuti piú schizzofrenici della mia vita, sognando e disperandomi di fronte al cinema che celebra se stesso, con un finale poético e struggente.
L’amicizia, la famiglia, la crescita, il primo amore, la separazione dal paese di provincia, i sentimenti contrastanti, il senso di colpa che convive con l’egoismo, i ricordi che si confondono con le fantasie e si lasciano schiacciare della quotidianitá.
Partire e un po’ moriré, ma a volte diventa indispensabile per trovare la propia strada.
La sfida sta nel farlo senza perderé le proprie radici e dimenticare chi si era.

Quanto ho potuto piangere e ridere in 90 minuti? Non si sa, soprattutto considerando che era non la prima, non la seconda ma ben la terza volta che vedevo questo film!

Se stai rosicando perché non sapevi si proiettasse questo filmazo mi dispiace, non ti resta che entrare qui e consultare il programma delle prossime proiezioni.
Ci vediamo lí la prossima settimana, piú cinefili che mai.

ps
Auguri al mio pischellino che oggi compie 32 anni! E questo é il suo ultimo compleanno da… ehehehe! aspetta e vedrai!

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Libreria 8 ½: un posto per cinefili?

Siccome ieri pioveva, e l’autunno sembrava urlare “eccomi qui!!!” in tutte le strade della nostra amata Madrid, io sono stata assalita da una morbosa, incontrollabile e irrefrenabile voglia di CINEMA.
Allora prima di rinchiudermi in una sala cinematografica mi sono concessa una passeggiata intellettualoide in un bar che non lascia indifferente nessun cinefilo, sebbene scateni pensieri complessi: la libreria caffetteria 8 ½, il cui nome è un omaggio al nostro grande Fellini.

8 1/2: quando l’arte si fa POP

Che si fa a 8 ½? Si beve un caffè, si compra un libro e si va a casa?? Noooo! Innanzi tutto ci si sente fighi, che ogni tanto non fa male. Poi si partecipa a corsi, eventi, presentazioni dei libri, si guardano i manifesti dei film, gli oggetti legati ai grandi classici del cinema, si sfogliano i libri, si guarda il ragazzo della cassa che con la sua aria preoccupata e pensosa sembra un gran figo
libreria otto e mezzo madrid
si guardano le riviste degli anni 80 e si beve un caffè, seduti ai tavolini di “Via Margutta”, e si pensa così di essere più vicini al cinema.
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MA se posso dire la verità questa è solo un’illusione!
Se vai alla libreria caffetteria 8 ½ con l’occhio critico di chi ha passato una settimana di merda e cerca la VERITÁ ti renderai subito conto che è tutta una costruzione, una messa in scena, una accozzaglia di cimeli cinematografici che nell’insieme fanno scena, ma individualmente sono miserabili.
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Questa libreria caffetteria a guardarla bene è come una decorazione barocca: se la scomponi non ne trovi il senso, e se la vedi nella sua globalità piace molto, a patto che non l’analizzi a fondo.
Dove sta il Neorealismo, il drammatico, il vivo e il reale delle situazioni quotidiane, il meraviglioso nella piccola cronaca, anzi nella piccolissima cronaca? Qui puoi trovare l’autografo di Almodovar, e stare bene mezz’ora.
Se cerchi la vita vera vai al bar accanto.


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Agosto non andare via!

Nonostante marzo sia il mio mese preferito devo ammettere che anche agosto mi piace parecchio, perché a Madrid ad agosto lavoriamo fino alle 15.00.
Questa sacra tradizione si chiama horario intensivo e mi permette di vivere 2 giorni in uno: il primo giorno lavoro, pranzo e dormicchio. Il secondo giorno (dentro del primo) guardo un film, cazzeggio su internet, vado in giro, ceno e dormo. ¡Que guay el horario intensivo!
La cosa che mi piace di più in assoluto fare in queste giornate doppie è appunto vedere (e rivedere) dei film sul divano, soprattutto se questi film sono italiani.
L’italia vista dentro una tv, da un’altra nazione, sembra proprio un Bel Paese. Ancora più affascinante che live.
Il mio film preferito della rassega cinema italiano Chechi è sicuramente Il medico della mutua,

amo Alberto Sordi!

mentre quello più brutto della mia estate 2012 è Genitori & figli – Agitare bene prima dell’uso, di Veronesi: ma che cazzo di film stupido è!?! (mai quanto Vorrei vederti ballare ma quasi!)

Comunque le cose che più mi colpiscono dei film italiani guardati dal mio divano spagnolo sono:

  • Le donne italiane, che urlano come delle matte e piangono per tutto. ma siamo veramente così?? (SI!)
  • Le case italiane, che sono troppo troppo belle (e alimentano il mio sogno proibito di avere un bagno con finestra e bidet, e finalmente lavarmi la patata con un venticello sul viso!! Lo so, questo a Madrid non sarà MAI possibile!)
  • I maschi italiani, che sono dei gran stronzi (nei film??) ma sono troppo romantici! Io vorrei tanto che anche PischiOne mi scrivesse una dedica d’amore sul muro, come tutti i fidanzati italiani che si rispettino hanno fatto almeno una volta nella vita!!

Che poi quando il film italiano finisce io ho sempre voglia di bello, di arte, e diciamo che il salottino della mia casa non è propriamente un luogo che risponde a queste caratteristiche… allora oggi dopo il film del giorno (Baci e abbracci, bellissimo!) mi sono messa a guardare i voli Ryanair e ho scoperto con dolore e sgomento che da novembre non ci sono più voli per Bari!!! NO!!!

E nemmeno da Valencia a Bari!! Ecco, posso dire con fermezza che il mio secondo 28 agosto (dentro il primo 28 agosto) è proprio un giorno di merda.

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Cinema spagnolo imperdibile: AMADOR

L’Eurogruppo di Emergenza proprio in queste ore sta decidendo se intervenire con 40 milioni di euro per tentare di risanare il sistema economico spagnolo o no. Aspettando il verdetto ho pensato di raccontare una cosa che amo profondamente di questo mio strampalato paese adottivo: il cinema.
Un certo cinema, e non parlo di Almodovar. Parlo di un cinema poetico che racconta la Spagna vera, che non è fatta solo di gay, trans, prostitute, vestiti sivigliani e storie surreali MA di gente normale che vive, teme, pensa, si fa coraggio e a volte ce la fa. E a volte no.
Madrid: 6.489.680, secondo l’Osservatorio d’Immigrazione il 22,8% dei madrileñi regolarmente registrati ha origine straniera.
A Madrid convivono più di 180 nazionalità diverse, e le 5 con maggior presenza (parlando sempre di cittadini registrarti) sono: Ecuador (77.853 persone), Romania (65586), Perù (37037), Bolivia (35583), Colombia (33707).
I numeri sono impressionanti, e non è possibile fare un’estimazione dei sin papeles (senza documenti) che ogni giorno condividono con noi gli spazi e i tempi di questa umana metropoli, ognuno alla ricerca di una fettina di felicità.
Cosa fanno questi altri stranieri? Come sono queste altre vite?
Mi fa fatica immaginare le altre mille facce di questa Madrid che all’improvviso mi sembra non conoscere affatto.
Se esco fuori dal mio piccolo raggio d’azione (10, 15 Km da questo divano) Madrid si trasforma in un’entità astratta di cui io non so nulla.
Tutto questo e molto altro ancora me l’ha suggerito AMADOR, uno dei più bei film spagnoli che abbia mai visto.
Il regista Fernando León de Aranoa è nato a Madrid, e questo si nota perché non sbaglia niente: il film è durissimo, dolce e straziante.
Madrid è un inferno sostenibiledi solitudine, e alla fine vince la speranza.

Se ami il cinema DEVI vedere questo film

La protagonista è Marcela, una giovane donna con difficoltà economiche che trova lavoro per l’estate come badante di Amador, un anziano allettato.
Marcela crede di aver risolto tutti i suoi problemi economici grazie a questo lavoro ma in pochi giorni Amador muore, lasciando la ragazza senza lavoro: una situazione che lei non può permettersi.
Dilaniata da un difficile dilemma morale Marcela riuscirà a dimostrare che non sempre la morte può fermare la vita.

Un film BELLISSIMO, intelligente e toccante che cambia la percezione delle cose. Promettimi che lo vedrai!!!

Vedrai AMADOR?
  
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Il CINEMA: un vero piacere, a Madrid

Secondo me uno dei piacere più intensi della vita è andare al CINEMA.

Esiste forse un luogo più speciale di una sala cinematografica, dove ci si emoziona per 7,5 euro e dopo 120 minuti si torna alla vita di merdy di sempre? No, un posto più speciale del cinema non c’è!
Siccome io qualche tempo fa avevo parlato del film Vorrei vederti ballare e alcune persone si erano arrabbiate con me e con la mia sincerità, io questa volta per non far arrabbiare nessuno (per questa volta) non parlerò di film ma di una cosa fighissima che inizia proprio oggi: la FIESTA DEL CINE, cioè la festa del cinema!

Cioè andando al cinema (non a un cinema qualsiasi ma ad uno di questa lista) dal 19 al 25 settembre, e pagando un biglietto normale, potrai poi comprare un biglietto a soli 2 euro dal 26 al 28 settembre.
Hai capito che furboni gli organizzatori della FIESTA DEL CINE??? Potevano almeno darci qualche giorno in più per poter andare al cinema a 2 euro, dico io! Però insomma, il marketing chiama l’arte e l’arte risponde, quindi dobbiamo accontentarci.
Comunque la cosa che davvero mi riempie di gioia è che nella lista della fiesta del cine c’è anche il mio cinema preferito: YELMO CINES IDEAL!

Che bello! E chi l’avrebbe mai detto?? Questo cinema trasmette i film in lingua originale, quindi se vuoi darti un tono e sentirti un vero cittadino del mondo devi e devi andare al cinema IDEAL!
Però se vai al IDEAL non c’è bisogno che ti vesti da intellettuale, come faresti (giustamente) andando al cinema Nuovo Sacher a Roma, dove dovresti metterti degli occhiali grossi neri, o una borsa molto grande di cuoio, o dei mocassini minimalisti.

No, al cinema Ideal puoi vestirti da persona normale, perché qui siamo in Spagna, e qui in Spagna conta solo il contenuto e non il contenitore (nel bene e nel male).
Poi siccome in Spagna ci piace bere, ma anche mangiare, se vuoi vivere un’esperienza 100% iberica devi e devi comprarti i popcorn (grandi) e una bottiglietta d’acqua.
Se invece vuoi essere iberico ma nella versione moderna puoi sostituire il popcorn con le giuggiole, ma sappi che la tua ibericità ne verrà intaccata.
Quindi insomma ci vediamo al cinema in questi giorni, ma non il 24 che è il mio compleanno e compio 30 anni!!!! mio dioooo!!

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Cinema spagnolo (molto al di là di Almodovar)

Siccome questo sabato conclude (e speriamo a cristo che lo faccia presto!) una settimana un po’ dura, il cielo è grigio, la stanchezza è tanta e i pensieri frullano ho pensato di aprire una tendina su una parte per me interessantissima della cultura spagnola, che ovviamente non è solo alcol, fiesta, botellón, movida madrileña e affini ma anche dolore storico.
Oggi parlo de LA CABINA un meraviglioso lungometraggio di terrore (dura 34 minuti) del 1972 scritto da Antonio Mercero e protagonizzato da un sublime José Luis López Vázquez, nel ruolo di un qualsiasi spagnolo che entra in una cabina telefonica per fare una chiamata e…
Le interpretazioni de La Cabina sono le più disparate: dalla paralisi della società spagnola degli anni ’70 di fronte al governo franchista alla critica alla chiesa, ma secondo me il fascino inquietante di questa opera è dato dalla sua crudele attualità, e dalle troppe possibilità di lettura che possiamo darle.

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