Madrid rio: troppo bello!

Qualche giorno fa sono stata colta da un desiderio assolutamente inedito per me: fare sport nella natura.
Cioè a dire la verità sono stata prima implorata e poi minacciata da Pischi One che voleva andassi con lui a fare un giro in bici lungo il Madrid Rio, cioè il bellissimo parco (un po’ afoso, se posso dire la verità, poiché hanno piantato alberi piccolissimi, esili e senza foglie ma in ogni caso gli esperti hanno garantito che tra 10-15 anni ci sarà ombra) che costeggia il troppo spesso dimenticato fiume Manzanares.
Il Madrid Rio è davvero lunghissimo e pieno di gente sana e felice che fa sport o passeggia innamorata.
Anche i cani che camminano in questo parco sono tutti splendidi, pelosoni e vigorosi.

Un BEL cane di Madrid Rio
Un BEL cane di Madrid Rio

Le cose che questa volta più mi hanno impressionato di Madrid Rio visto dalla bici sono:
• il Puente Perrault,che sembra un gigante bigodino di metallo

madrid Puente Perrault
Il ponte-bigodino

• la PLAYA URBANA, che è una specie di pozzangherona con acqua di fiume che arriva alle ginocchia. Ma che vuoi?? Noi a Madrid siamo fatti così!

playa urbana madrid
Figuranti si bagnano nella PLAYA URBANA di Madrid

Poi presa da un’incontrollabile energia ho proposto a Pischi One di andare al lago di Casa de Campo, dove ero già stata il giorno del mio compleanno, ma con el teleferico e non sudando come un jabali su una bicicletta!
Del lago de casa de Campo ho apprezzato molto la zatterina piena di uccelli: quanta poesia!

lago
i giardini giapponesi ci fanno un baffo!

Mentre tornavo a casa mi sono messa a guardare tutta questa natura urbana, il Manzanares abbracciato da alberelli e ponti, la gente contenta, gli animali, la città a pochi passi e mi sono sentita profondamente felice.
Tornata a casa ho trovato un appartamento su Wimdu vicino Madrid Rio per quando verranno i miei zii: affitterò delle bici e li porterò a Casa de Campo! ¡Madrid te quiero!

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Libreria 8 ½ Madrid: un posto BELLO.

Oggi è stata la mia prima volta nella libreria 8 ½ di Madrid, anche conosciuta come Ocho y Medio Libros de Cine, un angolo di paradiso situato in calle Martín de los Heros 11, proprio di fronte al paseo de la fama di Madrid (di cui parlerò in un altro post, che ho paura di esaurire gli argomenti!).

a noi Hollywood ci fa ‘na pippa!

La libreria 8 ½ è un vero angolino di paradiso per gli amanti del cinema, della letteratura e forse anche dell’arte (ma di questo non  sono proprio sicura perché secondo me i veri amanti dell’arte disprezzano un po’ le librerie che vendono paccottiglie. Non so, indagherò..)

Qui potrai trovare di tutto di più:
Molti molti libri

I libri sono bravi e belli

tantissimi oggetti inutili ma veramente cool

sembra il garage di casa mia!

Cappelli, merletti, collane e chi più ne ha più ne metta (tutto rigorosamente cinematografico ¡por supuesto!)

tocados per ogni occasione

Mille e mille autografi di registi, attori, scenografi e credo anche comparse

mai capirò il valore di un autografo. MAI.

Un bel bar, molto a modo

sará buono qui il caffè???

E infine il mio oggetto preferito: un dragone cinese di peluche

L’impercettibile confine tra chic e kitsch

Poi siccome quelli della libreria 8 ½ stanno troppo avanti ogni tanto la domenica organizzano anche un Garage sale, cioè un mercatino di cose usate. Il prossimo è il 30 settembre: dobbiamo andare!
Infine una cosa davvero pregevole di questa libreria è l’ampia scelta di libri in italiano a prezzi davvero bassi (a partire da 5 euro).
Insomma la libreria 8 ½ segna un prima e un dopo nella mia vita a Madrid: MAI PIÙ SENZA! Ci vediamo lí :)

Verrai alla libreria ochoymedio di Madrid??
 
 
 
  
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Photoespaña: TIERGARTEN. UN JARDÍN ROMÁNTICO ALEMÁN

Oltre a sentirsi mas feos que picio un’altra cosa che può capitare se è agosto e tu lavori duro a Madrid è avere mal di gola.
Un mal di gola di quelli che prendono le orecchie e un po’ gli occhi e che fanno dire si e no con la testa, che la voce non esce.
Con questo tipo di mal di gola oggi mi sono aggirata per la città, come sempre cercando emozioni intense: prima ho girovagato alla ricerca di hotel Madrid per alcuni amici che mi verranno a trovare, poi la mia meta è stata il Museo del Romanticismo, un museino senza infamia né lode dove regna silenzio e fresco e dove le emozioni forti scarseggiano ma comunque si sta abbastanza bene (ed è gratis).
La mostra che mi interessava era “TIERGARTEN. UN JARDÍN ROMÁNTICO ALEMÁN” del circuito Photoespaña.
Il fotógrafo Amparo Garrido per un intero anno ha fotografato il romantico giardino di Tiergarten, un luogo disegnato per suscitare nello spettatore l’emozione di una natura vergine e esuberante.

le meraviglie della natura…

Cioè mentre nel ‘800 il modello era la natura, e l’arte non faceva altro che imitare questo modello adesso Amparo scopre che la natura ha mille trucchi e illusioni.
Il giardino ottocentesco non è più solo un giardino ma un micro mondo dove il limite tra selvaggio e civilizzato è minimo, e dove l’essere umano si sente più vulnerabile. Che bello!

Io personalmente guardando tante immagini così rigogliose e vive mi sono sentita molto vulnerabile, mi sono chiesta se davvero in natura esistono tanti verdi e marroni, mi è anche girata un pò la testa e mi sono dovuta sedere su una sediolina della sala.

Poi ho iniziato anche a pensare a delle cose un pò brutte, come per esempio noi uomini ci siamo così abituati al cemento che passiamo vite intere in città e ci dimentichiamo del profumo della terra bagnata, e ho pensato anche in altre cose ancora più brutte che credo sia meglio non dire…

Tanta natura ha risvegliato il mio animo romantico, e mi sono ricordata di una frase di Oscar Wilde che diceva:“La naturaleza del romanticismo es la incertidumbre” che se fosse vero significherebbe che noi giovani di questi anni siamo tutti dei gran romantici visto che viviamo nell’incertezza più completa, e invece mi guardo intorno e vedo parecchio realismo estremo e poco romanticismo.

Comunque che tu sia romantico o no guardando queste foto ti sentirari umano, che di questi tempi non è poco.

pace.

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Ansiedad de la imagen

Tra le esposizioni di Photoespaña ce n’è una che esprime la mia anima: Ansiedad de la imagen.
Ansietà dell’immagine, un poeticissimo riflesso delle preoccupazioni umane.

Non a caso entrando c’è uno specchio rotto, che ci ricorda che i protagonisti veri dell’esposizione siamo noi:

Nell’ultima decade la globalizzazione ha prodotto enormi cambi geopolitici, e tutte le zone del mondo in questo momento hanno difficoltà a resistere alla globalizzazione. Nonostante questa immensa fusione socio-culturale ogni regione fa il possibile per presentare una resistenza incosciente (e instabile) e un’opposizione alla cultura dominante. Questa esposizione rappresenta esattamente questa incertezza: il cambio della realtà, un mondo sempre nuovo e in trasformazione, un momento di ansia e di instabilità.
Il click è di artisti di tanti Paesi, e il tocco italiano lo dobbiamo a Matteo Basilé che mi ha provocato come un’enorme esplosione nella testa e nella pancia.

uau!

Allora con morbo mi sono messa a spiare nella rete cercando Matteo Basilè: com’è-che fa-dove vive-con chi-che mangia a colazione-ama i cani?.
Voglio sapere TUTTO.

uau uau!

Navigo nel web, che internet non è altro che l’estrema espressione della globalizzazione, meraviglia con un retrogusto inquietante. La ansiedad de la imagen già mi assale, il web mi sovra stimola e Matteo Basilè non mi interessa più: da fine si trasforma in mezzo.
Scopro una mostra di Matteo che si chiama Il Mito dell’Aspirina, BAYER Italia vedo le immagni, mi fanno schifo e non le capisco e all’improvviso Matteo Basilè non mi emoziona più.

e questa sarebbe arte digitale????!?!?

Mi sembra tutta una farsa, già mi viene fuori molta cattiveria quando scopro che l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ha un’altra mostra sua, THISHUMANITY. Mi assale un’inquietudine, devo vederla subito!
Ansiedad de la imagen.

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Un fine settimana a Madrid

Siccome le ultime settimane sono state davvero intense questo we ho deciso di dedicare tempo a tutte le cose più belle che si possano fare a Madrid: mangiare cose madrileñe, sentire buona musica con veri amici, fare spese in un mercatino vintage in ottima compagnia, passeggiare per ore a Lavapiés, intossicarmi con una paella indigesta, andare in un locale bellissimo di cui parlerò presto e ovviamente vedere stupende esposizioni:

cocido madrileño home made
Subsonica a Madrid
mercadillo Utopic Sundays
primavera a Lavapiés
la paella assassina (Mano a mano- calle Lavapiés 12, NON ANDARCI!!!)
Un angolo di paradiso in calle del Barco 45 (¡gracias Lucia y Jose!)

Le esposizioni che ho visto sono due: CHAGALL alla Fundación Caja Madrid (che merita un post intero) e varie esposizioni a La Casa Encendida (che ha un nuovo bar!!).
Di tutte le cose bellissime che ho visto a La Casa Encendida mi sono davvero emozionata con le opere della piano -1:  10 nuovi giovani artisti che hanno vinto il concorso “Generaciones”, ricevendo premio in denaro e l’esposizione delle loro opere.
L’idea portante di tutte le opere è l’empatia tra l’opera d’arte e lo spettatore, relazione che porta alla completa fusione nelle opere di Almudena Lobera e Isabel Martínez Abascal.

PORTADORES. LA IMAGEN EN EL CAMPO AMPLIADO DEL CUERPO

Il lavoro di questi due artisti si chiama PORTADORES. LA IMAGEN EN EL CAMPO AMPLIADO DEL CUERPO, ed è formato da 12 disegni originali tatuati sui corpi di diverse persone.
Il processo artistico consta di tre fasi: la prima consiste nella realizzazione dei disegni e nell’esposizione di questi in una galleria.
Le persone che desiderano “possedere” questi disegni si rendono disponibili a tatuarli sulla propria pelle, il prezzo dell’opera è offrire la propria pelle come supporto.
La seconda fase è proprio il tatuaggio dei disegni sui corpi, e quindi la terza fase è trasformazione del corpo-opera in galleria d’arte.

dove finisce l’opera e inizia lo spettatore??

Questo straordinario lavoro ci da un interessante spunto di riflessione sulla forma materiale dell’opera, valorizza il concetto di opera unica e trasforma la visione materialista dell’opera d’arte: la creazione non si può comprare e/o vedere, l’opera è unica e originale.

asustado, adj. Que desea con comedimiento que las cosas sean distintas de lo que parecen.

Esiste un’emozione più intensa di quella che nasce guardando un’opera? Esiste qualcosa di meglio dell’originalità?

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2012: benvenuto DRAGONE buono!

Quasi quasi mi dimenticavo di raccontare che domani è il capodanno cinese!!! BUON ANNO A TUTTI, CINESI E NON!
Il 2012 è l’anno del dragone, animale invincibile capace di sconfiggere il male. Che bello!

Dragone ti vogliamo bene se davvero sconfiggi il male

Ieri c’è stata la sfilata a Puerta del Sol ma io ero impegnata, e allora oggi curiosa come una scimmia sono andata a Plaza de España e festeggiare con tutti i cinesi di Madrid il nuovo anno.
Era tutto talmente colorato e fritto che quasi non ho notato differenze con la Virgen de la Paloma! Jhjijijj!
Le cose che più mi hanno colpita di questi festeggiamenti sono:
Lo stand che vendeva guaraná, succo di cocco e PANETTONI: ma che cazzo c’entrano queste 3 cose con la grande Cina??? non si sa!

Guaraná, cocco e panettoni al capodanno cinese: MAH!

La bancarella dei reggiseni sportivi imbottiti…

Per andare in palestra con le tette grosse!!!

La voracità con cui i cinesi mangiavano pezzettoni di carne tipo pollo, ma moooolto più grandi

Signora scusi ma che sta mangiando???

Infine il dragone abbandonato: poverino!
Pischi One si è dispiaciuto e l’ha sollevato per farmelo fotografare

Dragone senza corpo

Meno male che i cinesi dicono che l’anno del Dragone sarè stupendo!
Allora io tra i cinesi e i maya mi sento indubbiamento cinese: W IL DRAGONE!!!!

Momento pubblicitario: dimostrami che anche tu sei più cinese ottimista che maya apocalittico! Votami su http://www.enelbloggeraward.com/?q=life_style&page=2
selezionando VIVERE A MADRID e cliccando su VOTAMI (per favore inserisci un indirizzo mail reale perchè dovrai confermare il tuo voto!).
GRAZIE!

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Circulo de Bellas Artes: un luogo MAGICO di Madrid

Uno dei luoghi più meravigliosi di Madrid è il Circulo de Bellas Artes, dove noi amanti delle belle arti da più di 30 anni passiamo ore e ore alla ricerca della forma perfetta, del film più emozionante e della birra più fredda.

Come il Matadero anche il Circulo de Bellas Artes offre un’ampia scelta di attività agli utenti.
Gli eventi più radical chic sono i talleres, dove si studia disegno, pittura o urbanistica o più semplicemente si assiste a seminari di professoroni che, ovviamente, parlano delle bellas artes.
Poi ci sono gli spettacoli di teatro contemporaneo (che sono quelle opere delle quali nessuno capisce niente, non si sa chi sono gli attori e chi gli spettatori, dopo due ore nessuno ha ancora individuato la trama però ci si alza entusiasti), gli spettacoli di danza, i concerti, le presentazioni dei libri, le bellissime esposizioni e addirittura un CINEMA!!! Basta, quelli del Circulo de Bellas Artes stanno troppo avanti!
Il cinema ha ovviamente tutte le caratteristiche per essere il cinema più amato da gente sinistra come me: è piccolo, costa poco (5 euro) e proietta dei film di tremila anni fa.
Per vedere le esposizioni invece non devi pagare quasi mai niente, certe volte però perché altre volte devi pagare 1 euro. ¿Perché? Non lo so, non l’ho capito e scrivendo questo post inizio a pensare che ogni tanto mi ciulano questi del CIRCULO DE BELLAS ARTES. Comunque non fa niente: l’emozione di sentirmi come la principessa de La Bella e La Bestia tra le scalinate del Circolo non ha prezzo

Se poi vuoi superare te stesso dopo aver fatto una delle molteplici attività culturali potrai andare nella libreria del Circulo, iper-specializzata in libri di arte e cinema, mentre se sei un ludopata potrai accedere alla sala di biliardo, a giocare (ti sfido!).

Ma insomma tra tutte queste diversioni non possiamo dimenticare le due più belle: il bar LA PECERA, che come tutti i bar di madrid di estate occupa il suolo pubblico con tremila tavolini, ma questo ha la peculiartità di mettere dei sifoni che vaporizzano acqua, per rinfrescare i suoi intelletualissimi clienti e gli umilissimi passantie la TERRAZZA, che si commenta da sola.

Non ti resta che passare le tue vacanze a Madrid e vedere tutto questo di persona!

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La cicatrice di Madrid

Madrid ha una grande e profonda cicatrice che le segna una parte della città (la parte a me più cara), la totalità della sua anima e tutta la Spagna.
Questo suo dolore si chiama 11M, cioè 11 marzo 2004, quando un attacco terrorista colpì 4 treni della rete del Cercania della città, uccidendo 191 persone. Questo drammatico episodio ebbe delle ripercussioni immediate sulla politica del Paese, poiché fu fatto esattamente tre giorni prima delle elezioni generali che portarono alla vittoria di Zapatero.
L’11 marzo 2004, subito dopo l’attentato, la destra (che a tavolino era già vincitrice delle elezioni) attribuì il gesto alla banda terrorista dell’ETA, nonostante gli esponenti politici di questa frangia indipendentista avessero sempre dichiarato la più completa estraneità ai fatti: ma né il governo, né i partiti politici né i mezzi di comunicazione ammisero ufficialmente l’estraneità dell’ETA. Solo quando il Al Quds Al Arabi di Londra ricevette una lettera che dichiarava la colpevolezza di Al Qaeda davanti agli attentati non si poté più nascondere la verità. Gli spagnoli, feriti nel cuore pulsante della nazione e traditi dalla classe politica che per ore fece di tutto per nascondere la verità, spostarono massimamente il voto a sinistra, quindi a Zapatero.

Proprio di fronte alla stazione di Atocha (sede degli attentati) si erege un cilindrone di vetro alto 11 metri, cicatrice di questo grande dolore. All’interno di questo monumento(ci si può entrare da un corridoio che si trova sotto la stazione) una complessa struttura “intrapola” i bigliettini che tutti i cittadini scrissero nei giorni immediatamente successivi all’attentato, in ricordo delle vittime. Ai miei occhi questa struttura, perfettamente integrata nel contesto urbano ma con una forma ed un materiale che creano una frattura evidente con gli altri edifici che la circondano, è un qualcosa di sublime.

Ed adesso un po’ di silenzio, soprattutto a Madrid.

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