La Feria del Libro a Madrid

In questi giorni come direbbe la mia cara amica Iria NON SONO PERSONA, però nonostante il mio stato semi assente ieri sono riuscita a trascinarmi al Parco del Retiro, dove come ogni anno ha sede la Feria del Libro, un appuntamento imperdibile per chi come me ama leggere e scrivere.
E sai qual è il paese invitato della Feria del Libro di quest’anno??? L’ITALIA! Che bello!
Allora io sotto un sole tropicale che sembra già non tramontare mai mi sono aggirata come un’ossessa per tutti gli stand cercando un po’ di italianità: un libro di Svevo, un Calvino, un Topolino, un piatto di spaghetti… qualsiasi cosa, purchè ITALIANA!
La mia sete di ITALIA è stata saziata solo allo stand nº 60 dove ho trovato dei libri italiani in italiano.

Cara Italia, ogni giorno mi dai un dispiacere ma continuo ad amarti...

Perché è vero che alcuni chioschi avevano dei libri di autori italiani ma erano in spagnolo, e ci sono cose che non si possono tradurre!
Se non mi credi ecco le prime righe di una qualsiasi poesia di Montale, che non sono degna di commentare:

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.

Adesso la stessa tradotta in spagnolo (non da me ma da un traduttore figo)

Del brazo tuyo he bajado por lo menos
un millón de escaleras
y ahora que no estás, cada escalón es un vacío.
También así de breve fue nuestro largo viaje.

Ti piace? Non ti può piacere, ma purtroppo non conosciamo tutte le lingue del mondo, cioè non sempre abbiamo la fortuna di poter leggere in originale!
Però insomma quello che voglio dire è che in questa Feria del Libro avere l’Italia come paese invitato era un po’ una cosa fuffa!
Maddai Chechi, sei sempre polemica! Si lo so, scusami caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!
Però insomma al di là dei libri in lingua originale o tradotti l’Istituto Italiano di Cultura a Madrid ha organizzato diversi incontri e seminari, di cui uno imperdibile su Bruno Munari, domani giovedì 31 Maggio alle 18.30.
Io me lo perderò, e sono triste per questo.
Eppoi sabato alle 20.30 ci sarà Gianrico Carofiglio che è di Bari come me, e forse potrò parlare con lui delle friselle e della focaccia.
Tra cotanta cultura non dobbiamo dimenticare i nostri problemi quotidiani presenti anche nel Parco del Retiro, come un certo vizietto che hanno preso le care Esperanza Aguirre e Ana Botella (rispettivamente presidentessa della comunità di Madrid e sindaco di Madrid) di privatizzare tutto! Tutto vogliono privatizzare ‘ste due, mamma mia!!!
E così la gente protesta:

IO TAMPOCO ME RETIRO

Per concludere l’ultima cosa interessante che ho visto andando a La Feria del Libro è il pinguino GIGANTE.

Pingüinos solidarios

In tutta Madrid ce ne sono 20, ognuno con un progetto solidario: se vuoi saperne di più clicca qui
E adesso dimmi il tuo parere, che mi interessa:

Ti innervosisce/sconforta leggere libri tradotti?
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CASA AMERICA, TE QUIERO!

Oggi voglio parlare di un posto TROPPO BELLO, nel cuore di Madrid, di nome CASA AMERICA, in Plaza de la Cibeles, 2.

Se anche tu come me oscilli tra il punkabbestia e il radical chic, se ami l’arte, l’alcol e il cibo e se sei sempre alla ricerca di un posto SERENO la CASA AMERICA fa proprio per te!
Nonstante il suo nome un po’ prepotente CASA AMERICA è un centro espositivo/culturale davvero pacifico, secondo me perché innanzi tutto il vero nome dell’edificio non è Casa America ma Palacio de Linares, e poi AMERICA si riferisce a Iberoamericana.
¿Ma a che serve questa CASA AMERICA situata nel cuore di Madrid?
Serve per PENSARE! Le sue attività sono fondamentalmente due: l’ Ateneo Americano e la Tribuna Americana.
Cioè si studia, si sperimenta, si pensa, si mostra e si insegna tutto quello che es actual y especializado en América con una proyección internacional desde una perspectiva contemporánea y con una especial atención a las circunstancias que concurren en Madrid como sede de aquel y ciudad europea abierta, histórica, cultural y sociológicamente al conjunto de ciudades y regiones americanas.

¡¡¡Ammazza che figo!!!

Ci sono esposizioni, cinema, música, letteratura, attività infantili, teatro, etc. il tutto nella meravigliosa cornice dell’ottocentesco Palacio de Linares.
Se poi a un certo punto sei stremato da cotanta cultura puoi andare nel giardino di CASA AMERICA e sederti al ristorante Le Cabrera: ¡dios que chiqueria!
Ma devo vestirmi bello per andare lì??? Ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. NOOOO!!! Manco per niente!!! A CASA AMERICA devi essere bello solo dentro!

Eppoi adesso anche CASA AMERICA ospita il PHOTO ESPAÑA: IMPERDIBILE!

CASA AMERICA, TE QUIERO!

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Amore e mito: Fuente de la Cibeles

Oggi si parla de la Fuente de la Cibeles, e dedico questo post a Margherita, la cosita più morbida, rotonda e bella che io abbia mai visto!
Cibeles era la dea greca della terra, della natura e dei luoghi selvatici, madre di Zeus, e nella fontana  dell’omonima piazza di Madrid è raffigurata su un carro trainato da 2 leoni e da altre figure mitologiche, alcune aggiunte in epoca postuma.
Una cosa che io amo moltissimo de La Cibeles è il suo aspetto mitologico, ed in particolare la storia dei due leoni e delle pigne…
I leoni che trainano il carro della Dea rappresentano i personaggi mitologici di Melanione (o Ippomene) e Atalanta, la grande cacciatrice del gruppo di Diana. Il mito vuole che Melanione s’innamorò di Atlanta e non sapendo come conquistarla supplicò Afrodite di aiutarlo. Atalanta sottoponeva tutti i suoi pretendenti a una prova di corsa, uccidendo tutti quelli che non riuscivano a batterla. Afrodite diede a Melanione tre mele d’oro e gli indicò come utilizzarle. Per tre volte Melanione ne fece cadere una durante la corsa: tutte le volte Atalanta si fermò per raccoglierle, permettendo a Melanione di vincere e sposare la principessa. Una volta insieme gli amanti commisero un sacrilegio, unendosi in un tempio di Cibele, e Zeus arrabbiato li trasformò in leoni e li condannò a trainare eternamente il carro della dea.

Se si osserva la statua con attenzione si potranno notare una rana, un serpente e diverse pigne sul suolo e come elementi decorativi in altre parti del carro: ma che ci fanno tante pigne? Ebbene pare che Cibeles era nonna (senza saperlo!) di Atis, di cui però s’innamorò pazzamente. L’amore non era corrisposto, e la dea della terra furiosa pensò bene di far impazzire suo nipote, per garantirsi che non sarebbe stato di nessun’altra donna. Scoperto il piano ma non sapendo come frenare la gelosia della sua nonna matta Atis scappò sulle montagne, e si castrò fino a morire dissanguato. Scoperto il suicidio la nonna Cibeles, pentita, lo fece resuscitare sotto l’aspetto di un pino. E così il povero Atis è venerato come Dio della vita vegetale,e proprio in questo modo si spiega la presenza di pigne, foglie e erba attorno al carro de la fontana di Madrid.

Non è ben chiaro se la bellissima fontana fu progettata per essere sistemata a Madrid o per i giardini del palacio real de La Granja,vicino Segovia, però pare che fu accolta con tanto entusiasmo dai gatos che il re Carlo III decise di lasciarla a pochi metri da Puerta de Sol.
La fontana oltre ad essere un’opera d’arte è anche stata di grande utilità per La Signora, poiché fino al 1862 forniva gli “portatori d’acqua ufficiali” (solitamente arturiani e galiziani) che prelevavano l’acqua per trasportarla poi fino alle case vicine e agli altri luoghi pubblici di Madrid. Inoltre pare che l’acqua di questa fontana avesse proprietà curative, e proprio per questo la fonte subì moltissimi cambi e aggiunte di getti d’acqua, per rendere più comodo l’abbeveraggio.
Durante la Guerra Civile Spagnola i Repubblicani (che dominavano Madrid) coprirono la fonte con dei sacchi di terreno per proteggerla da bombe e spari. In questo modo si evitarono danni alla struttura. Nonostante queste precauzioni la dea fu mutilata per ben due volte della mano! …ma come ha fatto la dea della terra a rompersi due volte la mano? Probabilmente quei rozzoni dei tifosi del Real Madrid le hanno dato una mano a rompersi la mano!!! (Forza Atlético de Madrid), poiché dal 1986 la fuente de Cibeles è il luogo dove tradizionalmente il Real Madrid festeggia i suoi successi. Inizialmente ai tifosi era permesso arrampicarsi sul monumento, poi però ne hanno combinate talmente tante alla dea della Terra che il sindaco ha proibito tali espressioni di felicità ai tifosi, permettendole solo ai giocatori.


Per me La Cibeles è una fontana magica, perchè mi fa sognare.
RICORDO CHE DOMANI SCADONO LE VOTAZIONI PER IL CONCORSO FOTOGRAFICO!!! VOTATE!

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Cosa vedere a Madrid: el Mercado de San Miguel

Questo post di oggi parla del Mercado di San Miguel e lo dedico a Giacomo di Gravina di Puglia, questo sconosciuto amico italiano che vive a Madrid. (Giacomo, ogni tanto compri i voli Ryanair per Bari?? ¡¡¡Ancora fallisce la tratta!!!). Il Mercado di San Miguel è una vera chicca di Madrid: si tratta di un mercato, situato a pochi metri da Plaza Mayor, che conserva la struttura in ferro dell’inizio del XX secolo.

In realtà il suolo dove adesso si erge elegante e imponente il Mercado di San Miguel fu sempre caratterizzato da ferventi attività sociali: prima c’era una parrocchia (dove fu battezzato il celeberrimo drammaturgo Félix Lope de Vega),e quando questa fu distrutta in un incendio nel 1790 si decise di demolirla e dedicare il suolo alle attività commerciali. L’edificio in ferro che vediamo adesso fu costruito solo nel 1913, con uno stile nettamente parigino, e si tratta dell’unico esempio di architettura di ferro di Madrid. Con gli anni il Mercado di San Miguel andò incontro a una importante decadenza, ma grazie ai fondi della Comunità Europea nel 1999 si poté ridare alla struttura il suo aspetto originario. Successivamente si costituì la società El Gastrónomo de San Miguel, con l’intento di migliorare le attività commerciali tradizionali seguendo l’esempio de La Boquería di Barcellona. Insomma, da essere un mercato qualsiasi San Miguel si è trasformato in un posto radical-chic dove prendere un aperitivo, bere una birra, comprare un libro o una pianta e, magari, anche sognare di fare la spesa.

Così mi contraddico da sola, visto che affermo sempre che gli spagnoli non sono fighetti e il mio sconosciuto amico di Gravina dice che invece mi sbaglio! Ebbene, San Miguel è un posto pijo, ma se fosse a Roma o a Milano sarebbe infinitameeeeente più pijo! Ma quanto costa fare la spesa al Mercado di San Miguel? UN BOTTO! Le mele costano 2,90 euro al kg, la pasta fresca 10 euro al kg e i fagioli verdi a 15,50 euro!!!

Ma siamo matti?? Inoltre al Mercado di San Miguel ci sono anche frutti esotici, primizie, kg e kg di jamon iberico bellota e vini pregiatissimi! Insomma, non ha niente a che vedere con il Marcado di Santa Maria de la Cabeza di fronte casa mia, e proprio per questo San Miguel è un bellissimo posto da vedere e per passeggiarci dentro, più che per fare la spesa.
Ma Chechi ha una bancarella preferita al Mercado di San Miguel? SI! Il pescivendolo! Io infatti quando sono depressa ma voglio sentirmi una gran figa vado lì e mi mangio 1 ostrica per 1 euro, e poi vado a fare la spesa al Mercadona!

Se vuoi sapere cosa vedere a madrid vai nell’apposita sezione del blog!

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Bellezze (?) a Madrid: el Kilómetro Cero

Dunque questo post mi costerà delle liti, quindi prima di entrare nel cuore del tema, che è il Kilómetro Cero di Madrid (cero si legge sero e significa zero), vorrei salutare tutti i miei amici spagnoli e in particolare il mio pischello, e ricordare a tutti che io a Madrid non è che le voglio bene, no, io Madrid LA AMO!
Insomma a Madrid, mia signora e padrona, c’è una piazza senza porta, che si chiama Puerta del Sol (e già qui c’è qualcosa che non va!), di cui però parlerò in un altro post.
Proprio in questa piazza senza porta c’è un angolino dove ci sono sempre un sacco di persone, che gridano, guardano per terra e si fanno foto. Questo angolino magico, grande orgoglio di tutti i gatos, è il Kilómetro Cero, ricordato con una placca piuttosto grande, di bronzo, incastonata nel cuore pulsante di Madrid.

Ma che è sto Kilómetro Cero? È il punto di partenza virtuale di tutte le strade che attraversano la Spagna, e quindi il punto da cui si misurano tutte le distanze!

Cioè, se tu sei per strada a SANTANDER e vedi la scritta “km 393” significa che sai a 393 km da questa placca di bronzo. Su questa placca è reffigurata la mappa della spagna, con due aghi che segnalano l’esta e l’ovest, e le llinee con le sei strade principali che attraversano la penisola. Nella parte inferiore, a sinistra, c’è l’emblema degli ingegneri edili (come per esempio il mio grande amico Pierpy, che domani compie 30anni AUGURI PIERPI!!),e a destra l’antico scudo di Madrid.

Ma il Kilómetro Cero ha duemila anni?? NOOOO! Fu istallato nel 1950! Ma il Kilómetro Cero è bello??? NOOOO! è una mattonellona di marmo piuttosto rudimentale! Ma allora perché tutte le persone si fa le foto sul Kilómetro Cero???? Io questo proprio non lo so! Forse perché avranno passato tutta la vita a leggere numeri e numeri per le strade, che poi una volta che vedono da dove partono questi conteggi sono felicissimi!
Insomma, l’aspetto interessane o artistico del Kilómetro Cero io proprio non lo vedo, e perché piaccia tanto io proprio non lo so! Quello che so è che ebbi una sincope quando vidi per la prima volta tutta sta gente che si metteva in fila per farsi la foto o schiacciare sto pezzo di suolo, che pensai “poverini! Non hanno niente e si fanno le foto qui”. Comunque adesso che sono mezza madrileña devo dire che ho capito il valore del Kilómetro Cero, che secondo me si riassume in due punti:
1) è un luogo comodo dove incontrarsi con qualcuno, perché tutti lo conoscono ed è perfettamente collegato. Inoltre fa figo pensare che aspetti qualcuno proprio la km 0!
2) Ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia-

Mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ti ricordo che il concorso di fotografia è scaduto, e che giovedì pubblicherò le foto! Sono tantissime!! La foto più votata vincerà un ticket di 25 euro Ryanair da spendere in voli aerei , quindi da giovedì VOTATE E FATE VOTARE!

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Sgomento a 20km da Madrid:la Catedral de Justo

Dunque io l’altro giorno ho visto la cosa più folle del mondo!
A soli 20 km da Madrid c’è un posto magico, ma una roba da cercare subito delle offerte Wind Jet e correre in Spagna! Si tratta della Catedral de Justo a Mejorada del Campo , conosciuta anche come ‘la catedral del loco’ (cattedrale del pazzo) o la Virgen del Pilar, (patrona di Spagna).
Ma perché uno nato e cresciuto in Italia, culla dell’arte cattolica, dovrebbe rimanere a bocca aperta davanti alla Cattedrale di Justo? E poi: chi è questo Justo? Ebbene mio caro amico che vuoi venire a vivere a Madrid, questa cattedrale non è bella ed è ancora in fase di costruzione, ma la cosa sconvolgente è che è ENORME ed è COSTRUITA TUTTA INTERAMENTE A MANO DA UN UNICO SIGNORE! Proprio dal signor Justo!Eccolo qui, bello e pensativo:

Justo iniziò a costruire la Cattedrale su un terreno di proprietà della sua famiglia, il 12 ottobre del 1961, dopo essere stato espulso da un monastero perché malato di tubercolosi.
Quindi questo Justo qui, che proprio bene bene non sta e non solo per la tubercolosi, pensò di vendere tutte le proprietà della sua famiglia, meno il terreno dove sorge la cattedrale, e dedicare tutti i soldi, le forze ed il tempo a questo progetto! Ed in 50 anni, senza essere ingegnere né architetto né muratore, Justo ha costruito tutto questo DA SOLO! Inoltre come lui specifica in un cartello che accoglie i visitatori all’entrata questa cattedrale non ha un progetto, e non ha una fine: tutto è nella sua mente!
Infatti camminandoci un po’ si nota questo essere in divenire, ma insomma se io devo essere sincera devo dire che Justo è il mio mito, perché lui, Justo, crede in una cosa e la fa! E se ne frega di quello che dice la gente! BRAVISSIMO JUSTO!
La catedrale de Justo occupa un terreno di 4.740 metri quadri, e vale circa 1.170.000 di euri!!! All’interno è alta circa 35 metri, mentre le torri misurano 60 metri!

Ha una cripta, un chiostro, scalinate, arcate, portici, transetti: non le manca niente!
Ma dove ha trovato il materiale per costruire tutto questo il signor Justo? ATTENZIONE! La cattedrale è fatta prevalentemente con elementi riciclati! Per le colonne Justo ha usato i bidoni di benzina, per i pilastri lattine di coca-cola riempite con cemento! E la carrucola per muovere i materiali da un piano all’altro? Una ruota di bicicletta!
La Catedral de Justo è un inno al coraggio e alla determinazione! non si può raccontare, si deve vedere! Vieni a Madrid!

Ti piace la Catedral de Justo?
si! anch’io voglio costruire una cattedrale!
no,e non capisco perche le dedichi un post!
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COSA VEDERE A MADRID: EL HOTEL DE BASURA

Dunque, se io posso essere sincera devo proprio dire che da quando vivo a Madrid ho spessissimo la sensazione che la birra sia il centro del mondo! Non solo qualsiasi momento è buono per andare a prendere una birra, ma la birra finanzia anche un sacco di cose interessanti, e insomma secondo me la Spagna è una nazione “birrocentrica”. Questa idea è stata rafforzata ieri sera, quando uscendo dalla bocca della metro di Callao mi sono trovata davanti un grande albergo fatto tutto di immondizie inorganiche!

Il tetto, le pareti, le finestre, le porte: ogni elemento di questa struttura è formato da residui trovati sulle spiagge di Bahía de Portmán, a Cartagena, come vuole il progetto Save The Beach finanziato dalla birra Coronita. Coronita mon amour! Oltre a essere buona sei anche brava! “ma dormire in questo albergo costerà quanto un affitto Roma!” ho subito pensato terrorizzata! E invece siccome a Madrid oltre a essere ubriaconi, creativi ed ecologisti siamo anche proletari l’alloggio nelle 5 stanze dell’hotel di monnezza non si paga, bensì si sorteggia su facebook a questa pagina: http://www.facebook.com/savethebeach.
Le condizioni un po’ spartane sono chiare, ma io credo che valga la pena rinunciare a qualche comodità per dormire in un hotel così bello e pieno di colore, e essere in qualche modo partecipe della salvazione di una spiaggia.
Però se tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, sei più interessato all’ecologia che al design, e vorresti che Coronita pulisse anche la tua spiaggia del cuore, devi solo fare un clik! Infatti sulla pagina ufficiale del progetto è possibile candidare la propria spiaggia del cuore!
Ci sono già parecchie spiagge italiane candidate: io voto per LO SCOGLIO in provincia di Taranto.

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Emozioni intense a Madrid

Innanzi tutto io devo dire che Marina di Genova ha superato se stessa, inviandomi non solo i Galletti ma anche i kinder e delle nutelline-monodose da assumere rapidamente in caso di calo glicemico.
Queste nutelline qui hanno un buco, che io credo che significhi che mettendoci un nastrino rosso si possono appendere all’albero di Natale, ma io manco morta le appendo al mio alberello! No, le nutelline sono nella borsa, pronte all’uso.
E insomma io prima a Marina di Genova le volevo bene, mentre adesso mi sa che la amo! Marina, verro a vivere a Genova e metteremo su il blog www.vivereagenova.it! Anzi no! Marina, prendi un volo low cost e vieni tu a vivere a Madrid che qui possiamo pure sposarci, e fare un buffet di galletti e nutella! Sarà bellissimo Marina!!!
Allora io con tutta questa emozione di questo paccone incredibile che mi ha mandato Marina di Genova io ho dovuto fare qualcosa di rilassante, per bilanciare le emozioni, e sono andata al Caixa Forum; questo è un posto dove io non mi stanco MAI di andare, che quando a Madrid non so che fare io vado ai posti che non mi stancano MAI, che sono: il Reina Sofia, il Caixa Forum o H&M di Callao (H&M-di-callao-mammaaaaa-miaaaaa!).
Dell’edificio del Caixa Forum e del giardino verticale io ho parlato troppeee volte, ma quello che forse non ho detto è che al Caixa Forum si sta bene pure dentro, e non solo fuori.

Questo edificio qui ha tre piani, e ci sono sempre tre esposizioni che si alternano. Adesso le esposizioni sono: Dalì, Lorca y Residencia de Estudiantes, l’infanzia vista dall’obiettivo di Isabel Muñoz e il nostro Fellini. Lì dentro il Caixa Forum fa un caldo che la metà basta, ma per il resto è un vero piacere passeggiare e prendere l’ascensore e fare l’intellettuale a costo zero.
La mostra Dalì, Lorca y Residencia de Estudiantes è interessantissima e a Milano l’ingresso costerebbe 10 euro (caro amico milanese che vuoi venire a vivere a Madrid, non pensare che questa frase contenga razzismo perché così non è! Questo ipotetico prezzo dell’ipotetica esposizione Dalì, Lorca y Residencia de Estudiantes a Palazzo Reale me l’ha detto un milanese, non è venuto fuori dalla mia mente terruncella!!!).
Dell’esposizione su Fellini quasi non posso dire niente, perché alla terza foto mi sono messa a piangere e me ne sono uscita: troppa Roma! Troppa NOSTALGIA!
Quello che invece dirò tratta dell’esposizione di Muñoz, che le foto di questa signora sono magnifiche, e pure qui mi veniva da piangere ma non per nostalgia, ma per la vita in generale.

Ma devo anche dire che la mostra l’hanno montata in una sala piccolissima, che non ci stava un cazzo dentro, tutte le foto appiccicate, tutto stretto, duemila gradi, quindi secondo me io ho pensato che il direttore espositivo, un certo Manuel Blanco, lui aveva visto il catalogo delle foto e aveva letto male lui, che pensava fossero in cm le dimensioni, invece erano in metri. Quindi poi il giorno del montaggio che sono arrivati i camion con le gigantografie il signor Manuel ha capito che le foto erano GIGANTI, e però lui poverino non sapeva più come fare, che aveva prenotato solo quella saletta lì, e allora ha fatto un labirinto con le foto e ha detto che lo spettatore interagisce con l’opera.
Che queste minchiate qui, dell’arte contemporanea, nascono così.
MARINAAAA! a Manuel Blanco niente Galletti! solo a me!

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Storie di emozioni,baccalà e denti a Madrid

Se un pomeriggio tu sei in giro per il centro di Madrid e ti viene un po’ di fame, e alla fame si aggiunge la nostalgia di casa e la rabbia di aver perso il volo per colpa dello sciopero dei controllori aerei, questo giorno qui, che potrebbe essere benissimo un 5 di dicembre, io ti consiglio di andare in calle de Tetuán 12, a Sol, in un posto che si chiama CASA LABRA, e metterti in coda.

Aspetta e aspetta, aspetta e aspetta, arriverà il tuo turno, e potrai finalmente godere delle specialità di questo ristorante che esiste dal 1860 (1860! Sarebbe l’equivalente di una trattoria del 10 d.C. a Roma!): las tapas de bacalao! Oltre alle deliziose crocchette e ai mille tipi di rebozados (cioè cose soffrittine e mischiate con l’uovo) una cosa davvero celeberrima di CASA LABRA sono i ‘Soldaditos de Pavía’, cioè pezzi di baccalà avvolti nell’uovo e nella farina, insaporiti con un po’ di prezzemolo e fritti, il cui nome si deve al General Pavía che pose fine alla I Repubblica. Si tratta di un piatto conosciutissimo della cucina mardileña del periodo pasquale, spesso arricchito con pezzi di peperone rosso.

Tu ordina tutto quello che puoi, e una vota che uscirai satollo e riginfio di frittura e birra ti consiglio di guardare l’ingresso, e fissarti su quello che c’è un pò più su dell’insegna CASA LABRA: si tratta di un DEPOSITO DENTAL!!!

Che è un DEPOSITO DENTAL?? si depositano i denti??? e se si, chi lo fa e con quale finalità?? tutto questo è un mistero interessantissimo, ma con tanto baccalà nella pancia non ti resta che infilarti nella bocca della metro e andare a casa!

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Luci oniriche a Madrid

A me il Natale non piace molto, ma devo dire che La Signora si imbelletta bene bene per le festività, e assume un fascino tutto particolare. Che siccome Madrid è una città moderna e anticonformista qui le luci e le decorazioni natalizie non hanno assolutamente nessun riferimento al messaggio religioso o tradizionale della festa, ma si tratta più che altro di visioni oniriche.
Allora ieri sera io e la mia macchina fotografica abbiamo affrontato questo viaggio spazio-temporale, che ti ripropongo con una selezione delle più belle luci natalizie di Madrid…
L’ALBERONE PSICHEDELICO DI SOL, che ti fa scoppiare gli occhi se lo guardi per più di un minuto!

I CUBONI che pendono dal cielo. A seconda dell’umore con cui li si guarda possono sembrare regaloni di natale che piovono dalle nuvole o pacchi bomba.

Le LUCI METROPOLITANE, casomai ti dovessi scordare che ti trovi in una vera CITY

Le LUCI-OCCHIONE, che ci fanno sentire un pò spiati un pò ammirati

e infini le mie luci preferite: I DISCHI VOLANTI DI PLAZA MAYOR!

Esiste qualcosa di più divino che mangiare un bocadillo de calamares tremando dal freddo e illuminato da un enorme disco azzurro??? Direi proprio di no! Mentre mastichi il calamaro aspetti Alien, e quando finisci il panino e ti scopri ancora in attesa ci resti male…
E PER TE, QUAL’È LA LUCE PIÙ ONIRICA??
Tra tanto sbrilluccichio ti dico, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che domani ho un last minute per Milano, dove devo andare a fare una cosina per tre giorni, e poi lunedì sono nuovamente a Madrid. Siccome questa cosina che devo fare a Milano è molto grande e stancante se tu vivi a Milano, sei una persona seria, forte, hai una macchina e vuoi aiutarmi scrivimi a chechi@vivereamadrid.it e ti spiegherò.

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Posti indimenticabili a Madrid: PEPE EL GUARRO

Ieri sono stata in un posto speciale, che io questo posto qui non lo conoscevo mica e credo che non me lo dimenticherò mai, anche se ad essere onesta stamattina al risveglio già non me lo ricordavo tanto bene…
Si tratta della Cervecería Restaurante Casa Pepe , meglio conosciuto come PEPE EL GUARRO (guarro= porco, sporco, disgustoso), e già il nome è tutto un programma.
PEPE EL GUARRO si trova veramente veramente lontano dal centro, ma io credo che valga la pena prendere un volo low cost e andarci almeno una volta nella vita, perché è un posto talmente chiassoso e autentico che mentre si è lì si perdono tutti i freni inibitori, da PEPE EL GUARRO, e ci si sente davvero bene.

Visualizzazione ingrandita della mappa
Questo posto qui puzza di frittura, è pienissimo di fumo (ricordo che in Spagna si può ancora fumare nei locali pubblici) e c’è un chiasso esagerato, perché oltre a essere strapieno di gente ci sono anche 3 o 4 tv appese alle pareti, e ieri trasmettevano la partita del Real Madrid, che io ero sicura che venisse giù tutto ad ogni GOL.
Ovviamente da PEPE EL GUARRO la birra costa pochissimo, ma la cosa più interessante del posto sono las tapas, che sono di due tipi: o piattoni di ali di pollo fritte ricoperte di sale grosso o piattoni di chorizo con pezzettoni di pane.
Comunque secondo me la cosa più bellona di PEPE EL GUARRO è il pavimento croccante.
Che è il pavimento croccante? È un pavimento interamente ricoperto da fazzolettini e ossicini di pollo, che a ogni passo fa cric-cric sotto i piedi.

Che io insomma non so come si gestisce tutto questa situazione in estate, col caldo soffocante de La Signora e i sandali, ma ieri che faceva un freddo boia dentro Pepe el Guarro io sono stata da paura.
Da PEPE EL GUARRO i tavolini si usano solo per appoggiare le birre e i quintali di ali di pollo: non ci si siede! Infatti non ci sono sedie, ma solo pochi sgabelli, pieni di cappotti, quindi come la tradizione madrileña insegna da PEPE EL GUARRO si mangia e si beve stando in piedi.

Poi quando esci da PEPE EL GUARRO e devi prendere la metro, se per caso ti sbagli e invece di andare a sinistra vai a destra, ti trovi a scendere per un pendio di terra, nel pieno della città, tra case e strade, ma è proprio un pendio di terreno morbidone, e questo pendio qui è pieno di rosmarino, e tutto profuma così intensamente che ti viene da domandarti se davvero stai a Madrid, o in un sogno… e allora che fai? Raccogli il rosmarino e te lo metti nella borsetta.
Sai che ha cenato Chechi oggi? patate al forno con rosmarino (il pollo lo avevo, ma solo a guardarlo mi sentivo male!)

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Piaceri intensi a Madrid

Oggi si parla di uno dei piaceri più intensi della vita: la lettura, e queste parole qui le voglio dedicare a Lisa, che è una che legge e legge, e quindi è una che alla Chechi piace.
Che proprio oggi a Madrid abbiamo fatto una cosa incantevole che si chiama bookcrossing e si tratta della LIBERAZIONE DEI LIBRI. In concreto sono stati liberati nei parchi, nelle panchine, sulle fontane e in qualsiasi luogo di passaggio de La Signora 30.000 (t-r-e-n-t-a-m-i-l-a-!) libri, e gli aspetti più interessanti della faccenda secondo me sono 2: il primo è che i libri liberati sono BEI LIBRI, (non Harmony), e siccome oggi pioviggina e fa freddo e tutto è umidiccio i libri liberati sono stati messi in sacchetti di plastica, per non farli bagnare,
e il secondo è che il patrocinatore dell’evento è la nostra amatissima birra Mahou, così una volte per tutte la smettiamo di dire che bere fa male alla cultura! Che la birra Mahou pero ogni libro liberato ha donato alla Comunità di Madrid3 eurazzi per finanziare progetti destinati a giovani con rischio di esclusione sociale, mica pizza e fichi!

Così io subito mi sono immaginata la storia di Fulanito (=Pinco Pallino), che Fulanito arrivato al parco per fare bottellon trova un libro liberato, e vede l’adesivo della birra Mahou sulla copertina, e pensa “tò, un libro che parla della birra!” e inizia a leggerlo, e durante la lettura lui si rende conto che il libro non parla della birra bensì di altre cose della vita, ma ormai è talmente preso dalla storia che questo Fulanito qui non può fermare la sua lettura, e divora pagine su pagine in metro, a lavoro, all’università, nel letto, mentre mangia il bocadillo de calamares, prima e dopo la siesta…insomma non appena ha 5 minuti di pace lui tira fuori il libro liberato e legge. Poi un giorno scopre che solo gli resta 1 pagina per finire il suo libro liberato,e una strana e inedita sensazione irrompe nel cuore di Fulanito: si tratta del PIACERE DELLA LETTURA. Ormai è entrato nel tunnel, non c’è niente da fare:Fulanito libera nuovamente il libro liberato, però in un posto diverso da quello in cui lui l’aveva trovato, in un posto che il libro stesso gli ha suggerito in modo indiretto e contorto, e non appena liberato il libro Fulanito va subito alla ricerca di una libreria per comprare un altro libro, che insomma adesso lui si è scoperto un lettore appassionato e non può fare a meno di leggere, MA sempre con la sua birrozza in mano.

Allora io m’immagino questi 30.000 libri, ognuno nel suo impermeabilino, sparsi nei luoghi più impensabili di Madridcon la missione di far innamorare della lettura, e insomma io mi sento felice.

Forza, cerca voli e vieni a Madrid!

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