Cinema spagnolo imperdibile: AMADOR

L’Eurogruppo di Emergenza proprio in queste ore sta decidendo se intervenire con 40 milioni di euro per tentare di risanare il sistema economico spagnolo o no. Aspettando il verdetto ho pensato di raccontare una cosa che amo profondamente di questo mio strampalato paese adottivo: il cinema.
Un certo cinema, e non parlo di Almodovar. Parlo di un cinema poetico che racconta la Spagna vera, che non è fatta solo di gay, trans, prostitute, vestiti sivigliani e storie surreali MA di gente normale che vive, teme, pensa, si fa coraggio e a volte ce la fa. E a volte no.
Madrid: 6.489.680, secondo l’Osservatorio d’Immigrazione il 22,8% dei madrileñi regolarmente registrati ha origine straniera.
A Madrid convivono più di 180 nazionalità diverse, e le 5 con maggior presenza (parlando sempre di cittadini registrarti) sono: Ecuador (77.853 persone), Romania (65586), Perù (37037), Bolivia (35583), Colombia (33707).
I numeri sono impressionanti, e non è possibile fare un’estimazione dei sin papeles (senza documenti) che ogni giorno condividono con noi gli spazi e i tempi di questa umana metropoli, ognuno alla ricerca di una fettina di felicità.
Cosa fanno questi altri stranieri? Come sono queste altre vite?
Mi fa fatica immaginare le altre mille facce di questa Madrid che all’improvviso mi sembra non conoscere affatto.
Se esco fuori dal mio piccolo raggio d’azione (10, 15 Km da questo divano) Madrid si trasforma in un’entità astratta di cui io non so nulla.
Tutto questo e molto altro ancora me l’ha suggerito AMADOR, uno dei più bei film spagnoli che abbia mai visto.
Il regista Fernando León de Aranoa è nato a Madrid, e questo si nota perché non sbaglia niente: il film è durissimo, dolce e straziante.
Madrid è un inferno sostenibiledi solitudine, e alla fine vince la speranza.

Se ami il cinema DEVI vedere questo film

La protagonista è Marcela, una giovane donna con difficoltà economiche che trova lavoro per l’estate come badante di Amador, un anziano allettato.
Marcela crede di aver risolto tutti i suoi problemi economici grazie a questo lavoro ma in pochi giorni Amador muore, lasciando la ragazza senza lavoro: una situazione che lei non può permettersi.
Dilaniata da un difficile dilemma morale Marcela riuscirà a dimostrare che non sempre la morte può fermare la vita.

Un film BELLISSIMO, intelligente e toccante che cambia la percezione delle cose. Promettimi che lo vedrai!!!

Vedrai AMADOR?
  
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Toros de Osborne, el alma de España

Esiste forse un paesaggio on the road più estravagante di quello spagnolo? Sicuramente no, perché tra vacche e pecoroni al pascolo, mulini a vento, puticlub e toros de Osborne ne abbiamo veramente per tutti i gusti!

le strade spagnole non annoiano MAI!

Ma cosa sono questi toros de Osborne?? Delle enormi sagome di circa 14 metri che raffigurano appunto un bel torone spagnolo: come sono belli los toros de Osborne!!

persino io mi sento spagnola guardando un toro de Osborne

Los toros de Osborne oltre ad essere stupendi sono un vero pezzo di storia nazionale: nacquero come icona commerciale del brandy Osborne nel lontano 1956 (sotto il franchismo) e in poco tempo iniziarono a popolare tutte le autostrade spagnole.
Nel 1988 una nuova legge proibì qualsiasi tipo di pubblicità sulle autostrade: fu allora che si decise di lasciare le sagome togliendo la pubblicità, e di definire queste figure herencia cultural y artística del paisaje español.

semplicemente BELLO

Infatti el toro de Osborne è molto più di un simbolo commerciale! È un simbolo, rappresenta l’identità stessa della Spagna e non a caso i nazionalisti della Cataluña, Comunidad Valenciana e Isole Baleari hanno boicottato i toroni e hanno cercato di toglierli dal proprio territorio :(
Infatti in cataluña non ce ne sono, e come si direbbe a madrid “¡ellos se lo pierden!”

Anche il mio adorato amico Marione e tutti i suoi compatrioti messicani possono godere di uno spettacolo simile ai toros de Osborne grazie al brandy Magno.

¡Marione en cuando veas un toro de Magno piensa en mí!

Se fai un lungo viaggio in macchina los toros de Osborne ti fanno compagnia e ti dicono cose belle

¡te quiero torito guapo!

Ne vorrei tanto uno in casa!

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Caffè: quanto mi manchi!!!!

Questo post di oggi tratta un tema molto doloroso, quindi, caro amico italiano che vivi ancora in Italia, dopo averlo letto vai al bar e beviti un espresso alla mia salute, perché oggi parlerò del caffè spagnolo (¡Hay Que Dolor!)
Com’è il caffè in Spagna? Io istintivamente risponderei OLIOSO!


Io non so perché ma davvero il caffè in spagna è tutto oliosetto, che quando ti danno la tazzonona (la tazzina italiana ha solitamente una capienza di 85 cl, contro i 180 cl della spagnola) se tu guardi il suo contenuto in controluce noterai una diffusa macchia d’olio, che ti ricorderà tanto l’acqua di una qualsiasi piscina comunale cittadina in un qualsiasi giorno di agosto.
L’origine dell’olio nella tazzina del caffè è assolutamente misteriosa! Io però penso che siccome in Spagna tutto è un pò unto, anche le cose che non hanno untuosità intrinseca finiscono con l’avere un’untuosità acquisita.
Quindi niente, rassegnati: il caffè è imburrato! Oltre ad essere unto e bisunto il caffè spagnolo viene sempre servito in quantità esagerate, e spessissimo en vaso, cioè nel bicchiere!!! Un caffè in un bicchiere di vetro??!? Parliamone!

Nei beberoni di caffè gli spagnoli ci inzuppano di tutto: merendine, porras y churros, pezzi di pane e quant’altro, e questi beberoni sono spesso e volentieri accompagnati da abbondante latte e quantità esagerate di zucchero, che io in tanti anni non ho mai conosciuto uno spagnolo amante del cafè amaro!

Il mix caffè-latte ha proporzioni variabili a seconda del nome. I tre grandi classici sono:
Cafè con leche= più latte che caffè, questo è quasi sempre servito nel bicchiere di vetro e siccome e bollente risulta abbastanza entretenido guardare la gente che si brucia le dita nel tentativo di avvicinare il bicchiere alle labbra!
Cafè cortado o semplicemente cortado= cafè con poco latte. Il concetto di poco è relativo.
Cafè solo= caffè solo, senza niente. La solitudine di questo caffè viene compensata dalle quantità, anche in questo caso esageratissime.
Un altro ever green è il café expreso, che io personalmente sconsiglio vivamente. Vivamente.
Così come il cappuccino, che in Spagna non lo sa fare NESSUNO! ma dico io:sarà così difficile quel movimento del polso versando il latte bollente sul caffè??? evidentemente SI!
Quello che in italia si chiama caffè corretto in Spagna è conosciuto come carajillo: la ricetta base è uguale (caffè+ alcol) ma gli spagnoli aggiungono quel tocco di malizia iberica, dato da un pezzettone di cannella.

Una differenza culturare davvero curiosissima tra italiani e spagnoli è che in Italia il caffè si beve al bancone, rapidamente, mentre in Spagna il caffè lo prendi sempre seduto. Cioè nella Penisola Isterica si mangia in piedi e si beve il caffè al tavolino!!! Ma quanto costa il caffè a Madrid?? Un botto! 1,20 euro!
E invece la caña costa 1 euro, quindi ecco qui bello e servito il perché in italia la gente è isterica mentre in spagna siamo tutti felici: meno caffè e più birra per tutti!

Tra 2 giorni e il mio compleanno!!!

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Il CINEMA: un vero piacere, a Madrid

Secondo me uno dei piacere più intensi della vita è andare al CINEMA.

Esiste forse un luogo più speciale di una sala cinematografica, dove ci si emoziona per 7,5 euro e dopo 120 minuti si torna alla vita di merdy di sempre? No, un posto più speciale del cinema non c’è!
Siccome io qualche tempo fa avevo parlato del film Vorrei vederti ballare e alcune persone si erano arrabbiate con me e con la mia sincerità, io questa volta per non far arrabbiare nessuno (per questa volta) non parlerò di film ma di una cosa fighissima che inizia proprio oggi: la FIESTA DEL CINE, cioè la festa del cinema!

Cioè andando al cinema (non a un cinema qualsiasi ma ad uno di questa lista) dal 19 al 25 settembre, e pagando un biglietto normale, potrai poi comprare un biglietto a soli 2 euro dal 26 al 28 settembre.
Hai capito che furboni gli organizzatori della FIESTA DEL CINE??? Potevano almeno darci qualche giorno in più per poter andare al cinema a 2 euro, dico io! Però insomma, il marketing chiama l’arte e l’arte risponde, quindi dobbiamo accontentarci.
Comunque la cosa che davvero mi riempie di gioia è che nella lista della fiesta del cine c’è anche il mio cinema preferito: YELMO CINES IDEAL!

Che bello! E chi l’avrebbe mai detto?? Questo cinema trasmette i film in lingua originale, quindi se vuoi darti un tono e sentirti un vero cittadino del mondo devi e devi andare al cinema IDEAL!
Però se vai al IDEAL non c’è bisogno che ti vesti da intellettuale, come faresti (giustamente) andando al cinema Nuovo Sacher a Roma, dove dovresti metterti degli occhiali grossi neri, o una borsa molto grande di cuoio, o dei mocassini minimalisti.

No, al cinema Ideal puoi vestirti da persona normale, perché qui siamo in Spagna, e qui in Spagna conta solo il contenuto e non il contenitore (nel bene e nel male).
Poi siccome in Spagna ci piace bere, ma anche mangiare, se vuoi vivere un’esperienza 100% iberica devi e devi comprarti i popcorn (grandi) e una bottiglietta d’acqua.
Se invece vuoi essere iberico ma nella versione moderna puoi sostituire il popcorn con le giuggiole, ma sappi che la tua ibericità ne verrà intaccata.
Quindi insomma ci vediamo al cinema in questi giorni, ma non il 24 che è il mio compleanno e compio 30 anni!!!! mio dioooo!!

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PADEL: se non giochi sei ‘na pippa!

Una cosa che va troppo di moda in Spagna, e ovviamente soprattutto a Madrid, è il PADEL.
Che è questa cosina chiamata PADEL?
È uno sport che va super di moda in america latina, e quindi di riflesso è arrivato anche nella Penisola Isterica, facendo furore. Si tratta di una specie di tennis per pigri, in quanto le regole sono più o meno uguali, però il campo è più piccolo, quindi si corre meno. Essendo tutto di dimensioni puffiche (10×20 metri) è frequentissimo trovare mille e mille piste di padel disseminate per madrid, e anche le case bunker di cui parlavo qualche giorno fa sono quasi tutte dotate di pista di padel (mentre la piscina è obbligatoria).

E visto che queste piste sono in città che si fa per non perdere le palline??? Si avvolge la pista con  una rete, quindi mentre giochi ti senti proprio un topo in gabbia.

Questo sport è davvero di moda a Madrid! Insomma, se non sai giocare a padel non sei nessuno, al punto che anche io ho iniziato a giocarci, per non sentirmi emarginata!
Devo dire che la racchetta di padel è una caccona gigante che pesa parecchio, e io dopo 1 ora di padel non posso nemmeno lavarmi i denti con la mano destra.
Se vuoi essere un gato fighetto non devi giocare al polisportivo municipale (come faccio io), ma devi andare alla Ciudad de la Raqueta (città della Racchetta), che già il nome la dice tutta su questo posto qui.
Adesso sperando che Pischi One non legga questo post devo confessarti, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che la Ciudad de la Raqueta è proprio un posto del cazzooooo!!!
Sta talmente lontano che non si può raccontare, ed è formato solo da campi di padel e tennis, una piscina, molti prati e un bar fighettissimo (un caffè 1,80 euro!).
Affittare la pista di padel per 1 ora costa 14 euro, contro i 6,5 dei dignitosissimi Polisportivi Municipali, e ovviamente sei vai alla Ciudad de la Raqueta non puoi metterti la tuta delle medie, ma devi andare pijo: TERRIBILE! Credimi, io ci sono stata ben 2 volte!
Poi una cosa che fanno molto gli spagnoli qaundo giocano a padel è sputare a terra. Che loro sono così: un racchettazzo, uno sputazzo.
Infatti io consiglio a tutti di non cadere, nelle piste di padel.
Concludo questo post dicendo che domani devo NUOVAMENTE andare in viaggio per lavoro. Arret?? SI!
E poi sabato devo andare con Easyjet a Milano.
Che stress!!! Abbasso il lavoro e viva il padel!

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JODER: un verbo davvero versatile!

Un verbo spagnolo davvero versatile è JODER, crocevia di azioni e sensazioni , sia come verbo che come esclamazione.

Il verbo joder significa:
• Fare l’amore
• Molestare o dare fastidio a qualcuno (¡deja de joder con tanto ruido!)
• Rovinare qualcosa o impedire che qualcosa riesca bene (acabo de joder el mando de la tele: ahora no funciona)

Oltre al suo uso come tempo verbale JODER è anche nella top five delle esclamazioni spagnole, ed indica sorpresa, ammirazione o fastidio: ¡joder!
Se non vuoi essere cafone potrai sostituire il JODER con jolin, jopeta, jopelines, jo, jorar, joé

Nelle espressioni più frequenti abbiamo:

ESTAR JODIDO: star male, avere dei problemi
SER UN JODEDOR: essere un tipo scherzoso e allegro
SI TE ENCUENTRA DE JODE: se ti incontra di picchia o ti uccide
ME JODIÓ: mi fece male, mi vinse in una discussione, mi mise in ridicolo
“ALGO” MUY JODIDO: “qualcosa” molto difficile
VAYA JODIENDA: che situazione di merda
JODERLA: distruggere qualcosa/qualche situazione

La mia espressione preferita con il verbo joder è:
¡NO ME JODAS!
Questa esclamazione non ha un significato sessuale ma di sorpresa e stupore, e potrebbe tradursi come un “ma che dici???/ Maddai!!!/ Ma va!!!”

Questo verbo è talmente presente nella cultura/società spagnola che esistono anche dei detti in suo onore:
Joder no joderemos, pero joder que ganas tenemos. (scopare non scoperemo, però cavolo che voglia abbiamo!)
Jodido pero contento (messo male però contento)
Il duplice significato di JODER è palese nella celeberrima frase di Camilo José Cela, premio nobel per la letteratura spagnola:
“No es lo mismo estar dormido que estar durmiendo, porque no es lo mismo estar jodido que estar jodiendo”
(non è la stessa cosa essere addormentato e star dormendo, perché non è la stessa cosa stare messo male che stare scopando)

Adesso per fare in modo che no nos jodan mi piacerebbe sapere se è vero che dal 1 novembre verranno cancellati i voli Ryanair Siviglia-Bari. Per favore chiunque abbia informazioni a proposito mi scriva, perchè dobbiamo assolutamente fare qualcosa!

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GAZPACHO, el alma de España

Oggi a Madrid abbiamo toccato i 39º!!! TRENTANOVE GRADI CENTIGRADI!!! (AIUTO!!)
¿E che si mangia a Madrid quando il caldo ti toglie le forze, le energie e le voglie?
Si magia il GAZPACHO, una prelibatissima bevanda a base di POMODORO che viene trattata come cibo, e ti permette di mangiare bevendo, senza consumare preziose energie nella masticazione.


Pare che la parola GAZPACHO (si legge GASPACIO) venga da CASPA, che significa forforama non pensare che l’ingrediente segreto del gazpacho sia la forfora!!! CASPA significa anche frammento, proprio perché nella ricetta originale gli ingredienti del gazpacho non erano frullati la pestati con il mortaio, e quindi restavano dei pezzettini.
I primi gazpachos che si conoscono erano composti da pane, olio, aceto, aglio e a volte frutta secca, soprattutto mandorle, mentre dal secolo XVI il GAZPACHO include anche verdure.
Il GAZPACHO, come tutte le cose buonissime, ha infinite varianti, ma secondo me la ricetta più antica e più buona è quella del GAZPACHO ANDALUZ, che per secoli ha costituito il pasto dei contadini della terronia di Spagna.

Il GAZPACHO ANDALUZ è composto da pomodori, peperoni, cetrioli, agli, cipolle, pane , sale, olio e aceto.
Poi abbiamo il Gazpacho Extremeño (una crema con cipolla, pomodoro, un poco di mollica di pane, pepe nero, sale, olio, aceto e crostini di pane), Gazpacho Montanchez (sempre extremeño): una emulsione di olio, uovo duro e asparago, il Gazpacho de pastor (che ha solo cetriolo, pane, cipolla, sale, olio e aceto) il Gazpacho del norte (con pomodoro e basilico), il Gazpachuelo o gazpacho de pobres (gazpacho dei poveri, è come l’Andaluso ma si aggiunge acqua)
Gli spagnoli se la tirano TROPPO per aver inventato il GAZPACHO, e secondo me hanno tutta la ragione, perchè oltre a essere buonissimo è anche sano! I suoi grassi vegetali servono per combattere il calore e le infezioni, ed inoltre ha vitamine, minerali, lipidi, proteine e antiossidanti. E poi un bicchiere di GAZPACHO contiene solo 120 calorie!! Quanto un noiosissimo pacchetto di crackers!! Più gazpacho e meno crackers per tutti!
Anche Gregorio Marañón nel suo libro «El alma de España» diceva: si pudiera añadírsele un buen trozo de carne podría considerarse el gazpacho como alimento muy próximo a la perfección.
ATTENZIONE mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid! Non confondere il GAZPACHO con il SALMOREJO! Quest’ultimo ha una variante importante: pezzettini di uovo sodo che navigano nella divina zuppa fredda!

Se sei a Madrid e pensi di scioglierti vai in un bar e ordina un GAZPACHO: il suo costo varia dai 2 ai 5 euro al bicchiere, è freddo, è buono, è sano, non è alcolico (il che essendo in Spagna ha del miracoloso) e ti fa bene.

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La feria del libro a madrid

Siccome ultimamente mi viene solo da parlare male di tutto e tutti oggi mi sono messa d’impegno per cercare un tema BELLO, ma bello in assoluto, non in modo relativo. Allora il tema BELLO che ho trovato è la Feria del Libro di Madrid, che come ogni anno da 70 anni (SETTANTA anni, mica pizza e fichi!!) s’impossessa del parco del Buen Retiro, creando così una piacevolissima unione tra natura urbana e cultura. Questa Feria del Libro occupa tutta una stradona del Retiro, piazzando sui due lati una serie impressionante di banchetti (circa 330), tutti uguali tra loro e numerati, con appunto i libri in vendita.

Costano poco questi libri? NO! L’unico sconto applicato è il 10%, però lo stesso ti vien voglia di comprare e leggere tutto.
Su ogni banchetto c’è scritto il tema caratterizzante lo stand, così che per esempio se io leggo “fantascienza” scappo lontanissimo, se invece la scritta dice “romanzi, poesia, arte, etc..” mi avvicino, senza perdere tempo vedendo cose in cose che non m’interessano.
Una cosa super bellissima della FERIA DEL LIBRO DE MADRID è che non solo si vendono libri, che fin qui son bravi tutti, ma ci sono anche un sacco di attività culturali indicate proprio per i frustrati che AVREBBERO VOLUTO fare gli scrittori ed invece si ritrovano ogni mattina alle 9 in un ufficio del cazzo a fare cose del cazzo* (*questa nota autobiografica la dedico a coloro che mi fanno morbose domande sulla mia vita privata!).
Insomma ci sono i taller di scrittura, di poesia, di disegno e ovviamente delle utilissime attività-parcheggio per bambini, che fanno tanto bene a tutti, soprattutto ai genitori.

LA FERIA DEL LIBRO A MADRID Come se tutto ciò non fosse sufficientemente meraviglioso dopo i banchetti dei libri si può apprezzare una BELLISSIMA mostra di fotografie di viaggi, con immagini di posti così belli, ma così belli che persino Madrid sembra insignificante rispetto alle immagini in questione.

A proposito di cose belle adesso da dire una cosa bruttina, cioè che lunedì prenderò uno dei voli Wind jet per andare a Vienna a lavorare. Ma come, non sei contenta di andare a Vienna qualche giorno ??? mi chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. Ebbene no ! non sono contenta per un cazzo, che se ho investito 519 euro in questo divano ikea è perché voglio stare in casa tranquilla, no ???? Comunque va bè, lunedì Vienna. GRRR!


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Una cosa che vorrei NON aver visto, a Madrid

Ieri sono stata all’anteprima del film “Vorrei vederti ballare”, evento organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per la Spagna in occasione dell’imminente anniversario dell’Unità d’Italia

Allora innanzi tutto io devo dire che stare in un cinema a Madrid circondata da italiani è stata un’esperienza emotivamente importante. Le cose che più mi hanno colpita sono:
• La coda per ritirare i biglietti, che essendo una coda di italiani aveva plurime biforcazioni ed era caratterizzata da un elegante ma persistente sgomitio
• Le donne, tutte bellissime e truccate e tutte con delle borse ENORMI (e che vuoi? Noi italiane siamo fatte così!)

La proiezione del film è stata preceduta da un discorso introduttivo, a cui partecipavano (tra gli altri) il regista Nicola Deorsola e il protagonista di questo film, Giulio Forges Davanzati.
Giulio il protagonista, gnocchino, esuberante, con il viso marcato da un’adolescenza che non vuole e non vuole andare via, ha fatto un discorso denso di banalità, i cui i punti salienti sono stati:
• Mi sono divertito moltissimo
• È stata un’esperienza bellissima
• Abbiamo voluto rappresentare un sud diverso, fuori dagli schemi

Senza entrare nel merito dei primi due punti, che sarebbe TROPPO facile criticare, mi soffermerei sul terzo, cioè su questo desiderio di rappresentare un sud diverso. Ma diverso da cosa???
Allora io da buona terrona per rispondermi a questa domanda sono stata attentissima in tutta la proiezione, per vedere qual era questo sud DIVERSO, e ho scoperto che il film in realtà poteva essere ambientato a Cassano delle Murge, NY, Bombay e persino a Cosenza, dove effettivamente è ambientato, poiché il setting non ha NESSUNA rilevanza.
Cioè secondo me questo film qui solo a Madrid non si poteva ambientare, perché a Madrid queste storie qui non possono succedere. Cioè insomma sto sud diverso io proprio non l’ho nemmeno intravisto.
Poi una cosa curiosa del protagonista è che lui ha voluto fare anche un piccolissimo discorso in spagnolo, che sembrava me quando arrivai a Barcellona, nella mia prima vita spagnola. Ma io dico: sei a Madrid, davanti a 300 italiani o filo-italiani a presentare un film che non è proprio di Starnone, e tu non sei proprio Sergio Rubini, ma insomma ti vuoi preparare 3 parole in croce in spagnolo? Non vuoi? Non fa niente, ma allora parla in italiano!
Che pure i pesci del mio acquario sanno che non è sufficiente mettere la S alla fine di ogni parola italiana per parlare spagnolo!
Poi c’era il regista, che anche del regista potrei dire diverse cose, però ho deciso che no, che non dirò niente del regista bensì dirò una cosa AL regista:
Nicola Deorsola, regista di VORREI VEDERTI BALLARE, ma quando tu cercavi l’attrice protagonista nel ruolo di una giovanissima ballerina anoressica non ti è mai venuto in mente di selezionare una giovanissima molto molto magra e che sapesse ballare?? Cioè la scelta di una normopeso aggraziata come una foca precisamente da cosa è stata dettata?
Insomma io di questo fil salvo solo Paola Barale, e detto questo ho detto tutto.
Amen!

nb
La bruttezza di questo film non ha nulla a che vedere con la Camera di Commercio Italiana! Proprio per questo io continuerò a partecipare alle loro iniziative, e devi venire pure tu, mio caro amico italiano che vivi a Madrid!

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Cosa vedere a Madrid: EL MATADERO

Un posto stupendo di Madrid di cui si  può dire solo un  gran bene è il MATADERO, un angolone  (148.300 m2) di paradiso collocato a poche fermate di metro da Sol, e dove tutto è in evoluzione.

Si tratta di un centro culturale comunale, dove si può fare qualsiasi cosa: vedere opere di teatro, studiare nella biblioteca, dormire sulle panche, far giocare i bambini, vedere esposizioni, fare corsi e partecipare a seminari, vedere una rassegna cinematografica da vero cinefilo, sentire un concerto, prenderti una birra, o anche semplicemente non fare nient’altro che passeggiare, giusto per rafforzare la relazione con l’archeologia industriale e sentire che Madrid si muove, e nel verso giusto.
La cosa per me più interessante del Matadero è che avendo spazi enormi ogni qual volta cambiano le esposizioni cambia completamente il suo aspetto, e così il Matadero è sempre diverso da se stesso, però proprio come tu lo desideri vedere, e forse neanche lo sai.
¿¿Ma perché proprio oggi parli del Matadero?? Mi dirai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. Ebbene, parlo di questo perché oggi finalmente finisce una delle esposizioni più bruttone che io abbia mai visto non solo al Matadero, ma probabilmente in tutti gli spazi espositivi della mia vita!
Si tratta dell’esposizione per festeggiare i 15 anni dell’arrivo di Ikea in Spagna, e insomma già il tema non è propriamente dei più interessanti… Ma che hanno combinato due menti ultramoderne come Matadero e Ikea assieme?? DELLE SCHIFEZZE!!
Prima hanno chiesto a delle scuole di design e arte di RIUTILIZZARE degli oggetti quotidiani (Ikea) sotto nuove forme, ed ecco che il mio giovane cuore ha dovuto sopportare (tra le tante orribilità) la fontana di tazzine

e il labirinto di luci

che tra le due cose non ho ancora capito qual’è la più brutta.
Superato questo trauma iniziale si entra nel cuore dell’esposizione, che non è altro che una rispoduzione in minuatura e in chiave caotica di un negozio Ikea.

Cioè va bene che al Matadero si entra gratis, però pure all’Ikea non pago e per lo meno posso rubare le matite!
Insomma mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, io ti consiglio VIVAMENTE di andare al MATADERO a partire da domani (se vuoi sapere come arrivare clicca QUI), mentre oggi approfitta che è domenica e vai al Rastro!

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Cinema spagnolo (molto al di là di Almodovar)

Siccome questo sabato conclude (e speriamo a cristo che lo faccia presto!) una settimana un po’ dura, il cielo è grigio, la stanchezza è tanta e i pensieri frullano ho pensato di aprire una tendina su una parte per me interessantissima della cultura spagnola, che ovviamente non è solo alcol, fiesta, botellón, movida madrileña e affini ma anche dolore storico.
Oggi parlo de LA CABINA un meraviglioso lungometraggio di terrore (dura 34 minuti) del 1972 scritto da Antonio Mercero e protagonizzato da un sublime José Luis López Vázquez, nel ruolo di un qualsiasi spagnolo che entra in una cabina telefonica per fare una chiamata e…
Le interpretazioni de La Cabina sono le più disparate: dalla paralisi della società spagnola degli anni ’70 di fronte al governo franchista alla critica alla chiesa, ma secondo me il fascino inquietante di questa opera è dato dalla sua crudele attualità, e dalle troppe possibilità di lettura che possiamo darle.

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Un vizietto degli spagnoli: ¡LA MERIENDA!

Siccome adesso che è cambiato l’orario io arrivo a casa con il sole e ho molto più tempo per me, ho pensato di parlare di una cosa bellissima che si fa il pomeriggio: ¡LA MERIENDA! In Spagna, così come in Italia, la merenda si fa tra il pranzo e la cena, però siccome qui gli orari sono tutti sballati la merenda spagnola avviene tra le 18.00 e le 19.00. In Spagna non esistono le merendine tipo Mulino Bianco, e per questo qui la merenda è molto più casereccia: quando è salata è costituita da un panino con qualsiasi salume grassolone e formaggio ed il luogo ideale per consumarla è il MUSEO DEL JAMON, mentre quando la merenda è dolce si mangia una PALMERA (bianca o al cacao), che in questa foto non sembra ma ha una superficie di 2 m² ed un sapore plasticosissimo. Se invece vuoi fare una merenda dolce e 100% spagnola devi solo procurarti un panino (anche una rosetta va bene) e una tavoletta di cioccolato, e preparati anche tu il BOCATA DE CHOCOLATE! Questa merenda è tuttavia attualissima in Spagna, ed è l’antecedente delle ipercaloriche merendine italiane! Io non ho mai avuto il coraggio di mangiare un BOCATA DE CHOCOLATE ma giuro che un giorno o l’altro lo provo! E che si beve in Spagna a MERENDA? Bhè, ovviamente dipende dall’età e dai gusti, ma solitamente si beve: una caña (una birretta, ma solo se la merenda è salata!), leche (latte), cafè cortado (caffè con un po’ di latte), cafè con leche (latte con un po’ di caffè), o COLA CAO! Il COLA CAO è cacao in polvere, tipo Nesquik ma OVVIAMENTE leggermente più grassone di questo! Infatti mentre il Colacao apporta 361 calorie ogni 100 grammi il Nesquik ne ha solo 266!!!! Mamma mia come piacciono le cose ipercaloriche agli spagnoli!!

Se ami la Spagna, se sei a Madrid in vacanza, per lavoro o per viverci, se hai un amico spagnolo, se un ispanico/a ha rapido il tuo cuore DEVI, e dico DEVI, provare il COLA CAO, fiore all’occhiello della cultura spagnola.

Provando il COLA CAO, magari con la PALMERA, ti accorgerai che gli spagnoli di dolce non hanno niente, e che sono meglio sotto sale! Hjhjhhj!

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