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Proverbi in spagnolo

Proverbi in spagnolo

Oggi vorrei raccontare di alcuni detti popolari spagnoli sugli animali, perché a me piacciono le tradizioni e piacciono gli animali, quindi il tema mi sembra parecchio interessante.
I proverbi di cui parlerò oggi si usano moltissimo anche tra i giovani, quindi imparali bene per fare un gran figura mentre parli con gatos!!
Ma come ho fatto a conoscere questi proverbi vivendo a Madrid da solo 3 anni e mezzo?? ebbene è merito di Kikone e David, che oltre ad essere due grandi tifosi del Rayo sono anche degli amici speciali e dei grandi sostenitori di VIVEREAMADRID! ¡Gracias amigos!

Y ahora los refranes:
Hasta el rabo, todo es toro (fino alla coda, tutto è toro): dalla gerga taurina avverte che NULLA debe considerarsi fatto, concluso se non si arriba al finale. Cioè mio caro amico che vuoi venire a vivere a Madrid devi essere sempre preparato per l’imprevisto!

No le busques tres pies al gato (non cercare tre zampe al gatto): moooolto rappresentativo della cultura spagnola, significa non cercare problema dove non ci sono, vivi in modo sereno!

A cada cerdo le llega su San Martín (a ogni porco le aspetta il suo San Martino): per tutti arriva l’ora della verità! (a San Martino, 11 novembre, in molti paesi spagnoli si fa la matanza del cerdo.

La curiosidad mató al gato (la curiosità uccise il gatto): NON PREOCCUPARTI TROPPO E PENSA A VIVERE TRANQUILLO!

aquì huele a gato encerrado (quì c’è odore di gatto chiuso): qualcosa mi puzza!

no me gusta como caza la perrilla (non mi piace come cacica la cagnolina): stesso significato di aquì huele a gato encerrado ma in versione canina. Qualcosa mi puzza!

me pilla el toro (mi prende il toro): usatissimissimissimo per indicare la mancanza di tempo, l’avere fretta.

gato con guantes no caza ratones(gatto con guanti con cacica topi): proverbio del pettegolezzo, si usa per parlar male della gente che si aggiusta troppo, e ripone troppa attenzione ai dettagli estetici. Molto usato soprattutto in ambiti lavorativi

Oveja que bala, bocado que pierde (pecora per parla perde cibo): a volte parlare troppo fa perdere occasioni beneficiose

E adesso il proverbio per me più interessante:
por un perro que maté, mataperros me llamaron (per un cane che uccisi mi chiamarono ammazzacani): spesso è sufficiente fare un errore una sola volta per esserne marcati a vita! :(

Se vuoi sapere qualche altri modi di dire in spagnolo leggi la sezione grammatica spagnola!

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Parolacce in spagnolo

Parolacce in spagnolo

Una tematica molto interessante per avvicinarsi allo studio di una lingua straniere sono le offese, ingiurie e oscenità.
Quando vivevo a Roma mi resi conto ad esempio che noi baresi siamo completamente fissati con il sesso orale, infatti ogni esclamazione è accompagnata da un ‘MOCC (cioè nella bocca) alternativamente AMMAMT, ASSORD, etc…
Quindi oggi per conoscere “il lato B” della grammatica spagnola mi vorrei avvicinare al tema delle parolacce in spagnolo, facendo un elenco di alcuni insulti spagnoli non esageratamente volgari ma utili per evitare possibilissimi imbarazzanti confusioni e fraintendimenti tra hijo de puta, hijoputa e de puta madre:

Adoro le scritte sui muri, anche quando non sono amichevoli.

Asqueroso = Schifoso
Bobo = Sciocco
Burro = Asino
Cabron = Cornuto
Capullo = Coglione
Chorra= pene (o in contesti ironici patata)
Cutre= grezzo
Gilipollas = Stronzo (per essere piú soft potrai dire che una certa persona è un “gili”)
Guarro= porco
Huevon = Pigrone (ma in alcuni contesti anche coglione)
Lerdo= scemo
Maricòn= froscio
Melón= idiota
Mojar (el churro)= letteralmente bagnare il churro, fare sesso
Jeta= facciatosta, faccia di bronzo
Tonto= scemo
Zopenco= asino, animale
Tra tutte le offese light spagnole la mia preferita è TONTOLABA, che viene da tonto del haba (scemo della fava) e indica una persona sciocca.

Poi ci sono delle espressioni che SEMBRANO volgari ma in realtà non lo sono, anche se si tratta di vocaboli forti che è meglio non usare in contesti eleganti:

¡QUE PUTADA!= (che puttanata) che peccato!
ESTAR HASTA EL CULO= (stare fino al culo) non poterne più, essere stanco di qualcosa
¡QUE HIJOPUTA!= che furbacchione/fortunato (completamente diverso da HIJO DE PUTA)
CHUPATE ESTA= (succhiati questa) Tó! Che cosa inaspettata!
Tra tutte le espressioni che SEMBRANO volgari ma non lo sono quella che impera nel mio cuore è ¡NO ME JODAS!

E adesso il test:

Tu ti senti prevalentemente

  
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La strada che porta alla mia casa nuova

Una domenica a Madrid

15/04/2012 | emozioni | Comments (5)

Per combattere la tristezza non resta altro che prendere la macchina fotografia e andare in giro per Madrid:

La strada che porta alla mia casa nuova

Paseo de las Delicisa deserto

Minnie e Topolino a Puerta del Sol

I cartoni animati chiacchierano

Un albero speciale

L'uomo senza testa

L'uomo senza testa 2

Una statua speciale

Gesú si prepara...

Opera

Palacio Real

Plaza de Oriente

Campo del Moro

El Palacio Real

Plaza de España

Calle Ferraz

Don Quijote y Sancho

E per concludere il mio pranzo: BOCATA DE CALAMARES

mmmhm che buono!

Dovresti venire qui per le tue vacanze

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Tomate frito, mi sfami ma ti odio!

TOMATE FRITO, lo squallore chiuso in un brick

Questo post è programmato per essere pubblicato il 13 marzo, mentre io sono in viaggio in CHIAPAS!

Nella Top10 delle ossessioni nella mia vita in Spagna primeggia indubbiamente EL TOMATE FRITO, cioè il pomodoro fritto, agghiacciante surrogato della salsa.
Caro amico terrone che vuoi venire a vivere a Madrid, ti ricordi quelle lontane domeniche di fine anni ’80, quando si andava a casa della nonna a fare la salsa???
Con la mamma e le zie che bollivano i pomodori nel pentolone del militare, e tutti noi piccoli dovevamo fare lavori umilianti come trasportare le bottiglie vuote da una parte all’altra? (che quelle piene le facevano portare ai cugini più grandi…).

Ebbene tutti questi ricordi terroni sono tanto dolci quanto velati e lontani, ma si trasformano in leggenda ogni qual volta il mio campo visivo incontra lui: EL TOMATE FRITO.
Che venga un herpes zoster all’inventore del tomate frito, che ha preso la salsa e invece di imbottigliarla come i cristiani ha pensato bene di friggerla prima, e non nell’olio d’oliva ma nell’olio di girasole!!!
La cosa più terribile del tomate frito è che gli spagnoli lo usano così, alla brutto dio: aprono il brik e lo versano FREDDO sulla pasta o sul riso. I più evoluti lo riscaldano, ma senza aggiungerci nessun tocco personale. No, direttamente dal brick alla padella, senza passare dal via.
Se non mi credi leggi il bric: ¡ABRIR Y SERVIR! no calientar ni hostia, aprire e servire!!!

Tomate frito, mi sfami ma ti odio!

Di tomates fritos ce ne sono mille milioni ma il più famoso è quello della marca HACENDADO, vero monopolio alimentare nella Penisola Isterica.
Ha un sapore molto forte, con un vago retrogusto di pomodoro, e si presenta in stato semi-solido.
È proprio un cremone denso, tipo balsamo per capelli! Capito??? L’aspetto più inquietante di questo prodotto alimentare è che el tomate frito è talmente radicato nella cultura spagnola che gli iberici pensano sia un prodotto sano e naturale, e lo danno da mangiare agli ammalati e ANCHE ai bambini.
Cioè a 2 anni il parmigiano non lo danno ma il tomate frito si. No va bè, parliamone!
Poi se un giorno hai la diarrea e lo dici a qualche amico spagnolo preparati: il consiglio sarà pranzare arroz con tomate frito para estar bien.
Essendo fritto nell’olio di girasole questa salsa è grassissima, e ne ho le prove:

Tutti ciccioni con il tomate frito!

Mentre la passata di pomodoro italiana è DAVVERO sana e leggera:

Passata di pomodori, dolci ricordi!

Per favor, qualcuno mi spedisca una bottiglia di passata di pomodoro italiana!!!
Per concludere inserisco la nuovissima pubblicità del DIA, che ci aiuterà a riflettere su 2 drammatiche verità e 1 bugia iberica:

1) La ragazza solo dopo aver buttato la pasta si accorge che non ha il condimento (GULP!)
2) Il maschio iberico le procura TOMATE FRITO e lei lo riscalda nella padella senza aggiungere un goccio d’olio, una fogliolina di basilico, un pezzettino d’aglio… niente!
3) Lei gratta il parmigiano: BUGIAAAAA!!! Nessuno spagnolo gratta il parmigiano!!! I buongustai lo comprano già grattuggiato!
Distrutta dal tomate frito me despido!

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Cosa pensano gli spagnoli degli italiani?

Cosa pensano gli spagnoli degli italiani?

05/03/2012 | emozioni | Comments (1)

Tra uno zainone e l’altro (partoooo!eheheh!partopartoparto!) mi sono ricordata di questa sublime pubblicità del Carrefour, che ironizza in modo geniale sullo stereotipo del maschione italiano.

L’associazione di turisti italiani che ogni estate invadono Ibiza e Gandia per conquistare le ragazze spagnole, atteggiandosi come chef provetti quando in realtà di cucina solo sanno dire PEPERONI raccomanda: Carrefour.
E con quello che i membri di questa curiosa associazione risparmiano sulle pizze riescono ad andare ad Ibiza anche in inverno.
Ad Ibiza in inverno… a fare che?? A inseguire le ragazze facendo pizze acrobatiche!
Questa pubblicità è geniale, e non ha bisogno di commenti!

MI HAI VOTATA?? mooo e votami!!! qui VIVERE A MADRID, il penultimo della pagina, il primo del tuo cuore!

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anche questo è SPAGNA!

Kitsch: lì dove la Spagna incontra la Cina

Assioma di www.vivereamadrid.it: il gusto spagnolo tira fortemente verso il kitsch.

anche questo è SPAGNA!

Che si parli di architettura, di moda, di cinema o di qualsiasi altra cosa c’è sempre quella cosina lì, piccina piccina ma esistente, che scompone il tutto. Cioè mentre l’italiano tende all’eleganza sobria lo spagnolo si dirige inesorabilmente verso l’appariscente.
Anche quando non vuole, spesso in modo inconsapevole. Un vero dramma.

ci sono cose che fanno male agli occhi

Ed ecco che sorgono delle domande:
Ma la choni di turno dove trova i suoi indescrivibili accessori per i capelli?? E i collant brillanti??
E la abuela (nonna) dove mai avrà comprato la statuina di ceramica della ballerina sivigliana dimensioni naturali??
E la collega del lavoro in che luogo remoto avrà acquistato la bomboniera argentata a forma di papero per il battesimo della sua creatura??

E il mio fidanzato dove cazzo si sarà procurato questo agghiacciante porta anelli a forma di scarpa-della-befana-modello-gran-galá a sua opinione indispensabile per riporre in modo ordinato tutti i miei innumerevoli gioielli???

L'AMORE È ACCETTAZIONE.

La risposta è una sola: DAL CINESE SOTTO CASA!
I negozi cinesi, croce e delizia della vita a Madrid! Sono mille e hanno diverse dimensioni: alcuni sono davvero minimal, e vendono le solite cose indispensabili di infima qualità a 60 centesimi.
Ma altri… altri sono un vero paradiso del kitsch! I due più interessanti che ho visto a Madrid sono questi:
BAZAR, calle de la Palma
CASA YOUNG, calle del Ferrocarril (questo sta proprio dietro casa mia)
BAZAR è un cinese normale, però un po’ più grande. Se cerchi delle ali di velo nere e una corona per essere il diavolo tentatore della movida madrileña questo è il tuo negozio!

BAZAR: tutta la paccottiglia che immagini e oltre!

BAZAR è straripante di oggetti utilissimi per i travestimenti notturni della movida madrileña: boa di piume, occhialoni, cravattini, cappelli a forma di corna, parrucche..

preparati alla vita notturna!

non uscire senza la cravatta dorata e il boa di fiori!

CASA YOUNG invece è orientato alla decorazione d’interni. Se hai una casa e hai pochi soldi DEVI andare a vederlo!
Troverai:
Telefoni indimenticabili

oggetti stupendi che vorrei!

Chiamami!

Non trascurare il tuo giardino!

meravigliose decorazioni per il tuo giardino

Non essere tirchio: compra dei regalini da Casa Young!

Sono ansiosa di avere un figlio per regalare a tutti questevbomboniere!

Voglia di giochi all’aperto…

il pallone-aunguria: un must dell'estate madrileña!

E per concludere i miei pezzi preferti:
Il coccodrillo buono e il nanetto

Il mio compleanno è il 24 settembre!

Las tiendas chinas en Madrid: un’altra ottima ragione per prendere un volo blu express e venire qui!!

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ultramarinos non ha niente a che vedere con il mare!!!

ULTRAMARINOS: un luogo magico!

Una cosa che mi fa davvero impazzire della Spagna sono i nomi di certe cose, come per esempio dei negozi.
Che se tu sei per strada a Madrid e vedi una ragazza un pò punkabbestia ridere sola per strada ebbene quella sono io, che ho letto qualche insegna strambotica.
Quella di cui parlerò oggi è la TIENDA DE ULTRAMARINOS, conosciuta anche semplicemente come ULTRAMARINOS.

ultramarinos non ha niente a che vedere con il mare!!!

Che cacchio è un ultramarinos?? Io pensavo fosse un posto futurista di cose del mare, invece è semplicemente un tipo di negozietto di prodotti alimentari, che vende prodotti freschi o in latta ma soprattutto cose a peso, come legumi e pane.

Che io sappia i dipendenti degli ULTRAMARINOS non sono particolarmente sexy!
l’ULTRAMARINOS ti garantisce professionalità e esperienza!

Solitamente gli ultramarinos si caratterizzano per essere ambienti angusti e bui, e non sono mai specializzati in unico prodotto: l’ultramarinos è davvero un ottimo rappresentante dell’animo spagnolo, perché ci trovi di tutto, in modo piuttosto caotico e allegro.
Siccome l’ultramarinos è uno dei posti preferiti delle marujas (oltre che mio ovviamente, che sono un poco maruja nell’animo) lì dentro bisogna comportarsi come veri spagnoli.
Cioè appena entri nell’ultramarinos dovrai guardarti attorno con aria un po’ sospettosa e urlare “¿Quién da la vez?” che significa CHI È L’ULTIMO?

Se non te la senti di chiederlo così da maruja puoi usare la versione un po’ più giovanile della stessa frase, cioè ¿Quién es el último-a? ma anche questa frase va chiesta urlando.

Comunque io ti consiglio di dire ¿Quién da la vez?, che sugli over 70 risquote sempre un discreto successo!
Non cercare di fare il furbetto, informati sempre sull’identità dell’ultimo della fila!
In spagna le code si fanno e si rispettano, quindi rassegnati e mettiti in fila, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!
Tra le tante prelibatezze in vendita nell’ULTRAMARINOS troverai anche i pomodori pelati non ancora fritti!!! INCREDIBILE!
Insomma l’ULTRAMARINOS è un posto d’amare!

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Tormentoni musicali in Spagna: Ai se eu te pego

Tormentoni musicali in Spagna: Ai se eu te pego

Il post di oggi lo dedico a Federica, questa cara e sconosciuta amica nostalgica di Madrid che mi ha chiesto di raccontare qualcosa sui tormentoni musicali del momento in Spagna.
Ebbene da qualche settimana a questa parte c’è una canzone che non ci dà pace e si acolta in qualsiasi bar, discoteca, negozio, supermercato e punto di ritrovo della Peniscola Isterica: ‘Ai se eu te pego’ del brasiliano Michel Teló.

La canzone è ovviamente terribile (come tutti i tormentoni musicali) ma la cosa più inquietante è che nonostante nessuno la trovi bella tutti la cantano!! Perché???? È un po’ quello come il fenomeno delle Hogan in Italia, che fanno schifo ma le hanno tutti!
Comunque tornando a ‘Ai se eu te pego’ questo Michel qui è un tipo piuttosto pragmatico, che lascia poco spazio alla poesia.
Infatti la canzone (che è in portoghese) in spagnolo sarebbe “¡Ahi Si Yo Te Agarro!”cioè “Ahi se ti afferro!”, ovviamente sotto un profilo sessuale.
Il testo giudicalo tu:

Wow, wow!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!
Deliciosa, deliciosa!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Sábado en la disco!
Todos empezaron a bailar!
Y pasó la nena más linda!
Y con coraje empecé a hablar!

Wow, wow!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Deliciosa, deliciosa!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Sábado en la disco!
Todos empezaron a bailar!
Y pasó la nena más linda!
Y con coraje empecé a hablar!

Wow, wow!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Deliciosa, deliciosa!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Cioè la storia narra del romantico Michel che un sabato va in discoteca e tutti iniziano a ballare, e all’improvviso lui vede la nena más linda (ragazza più bella) e si fa coraggio e inizia a parlare. Dicendo cosa? Non si sa, ma quello che lui desidera è agarrarla!
Michè tu a Montale gli fai ‘na pippa!

Se non vuoi cercare voli aerei per Madrid puoi ricreare l’hambient spagnolo a casa tua e ascoltare quasta canzone come un vero gato madrileño facendo queste piccole cose:

    -

  • ricoprire il pavimento della stanza di pezzi di cibo e fazzolettini sporchi
    -

  • creare penombra
    -

  • creare molta confusione chiedendo a tutti i membri della famiglia di urlare qualcosa contemporaneamente (ognuno una cosa diversa, ovviamente!) e/o accendendo la tv, la radio e facendo squillare il cellulare
    -

  • friggere qualcosa in cucina lasciando le porte aperte e le finestra ben chiuse: che la puzza di fritto ti assalga, amico!

Con questi 4 fattori (sporco-buio-chiasso-puzza) avrai riprodotto l’hambient iberico perfetto: adesso è giunto il momento di ascoltare ‘Ai se eu te pego’ alzando il volume a palla, facendo cadere birra e cibo e muovendo il bacino simulando un amplesso:
¡esta es españa amigo!

VOTAMIIII! VIVERE A MADRID, il penultimo della pagina, il primo nel tuo cuore, yeah!

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COMER e modi di dire spagnoli

COMER e modi di dire spagnoli

Un verbo spagnolo davvero simpatico e poliedrico è il verbo COMER, ossia MANGIARE.
Ma in realtà COMER è un verbo con sorpresina, perché a seconda dei contesti il suo significato cambia profondamente.

Incontriamo COMER nelle seguenti espressioni:

-comerse el coco: letteralmente mangiarsi la testa, cioè riflettere insistentemente su qualcosa
-comer el coño/polla: praticare sesso orale (il coño è la patatina, la polla è l’uccellino. Notare l’inversione dei sessi… Questa espressione è volgarissima! non usarla MAI!)
-comerse una farola, un palo, etc…: non fermarsi in tempo e quindi prendere in pieno qualcosa
-comerse un marrón: subire un rimprovero molto duro
-comerse una torta: ricevere uno schiaffone (oltre che mangiare torta!)

Sempre a proposito di cibo mi sono venute in mente una serie di espressioni spagnole relazionate con il mangiare:

Darle calabazas a alguien: letteralmente dare zucca a qualcuno, cioè rifiutare qualcuno

Dar las uvas a alguien: dare l’uva a qualcuno, cioè essere lentissimi, far pasarse trooooppppo tempo per fare qualcosa (l’uva si riferisce ai 12 chicchi che si mangiano a capodanno)

Darse una piña= darsi un ananas, farsi male

Estar como un espárrago= stare come un asparago, essere molto magro

Importarse un pimiento= interessarsi un peperone, non fregarsene un cacchio

Mandar a alguien a freír espárragos
= inviare qualcuno a friggere asparagi, mandare a quel paese

Pedirle peras al olmo= chiedere pere al olmo, chiedere qualcosa di impossibile

Ponerse como una sopa= stare come una zuppa, addormentarsi

Ponerse como un tomate=diventare come un pomodoro, bruciarsi

Sacarle las castañas del fuego (a alguien)= tirar fuori le castagne dal fuoco (a qualcuno) risolvere un problema

Ser pan comido= essere pane mangiato, qualcosa facilissima

Ser un melón= essere un melone, essere un pò ingenuo (in senso affettuoso, non dispettivo!)

Tener mala leche= questo lo sai già!

Ti piacciono queste curiosità sulla grammatica spagnola??? allora leggi anche JODER e poi VOTAMI (VIVERE A MADRID, il penultimo della pagina… 275 articoli pubblicati: me lo merito no????!??:)).
Io per sconfiggere la mala leche che mi attanaglia da 3 giorni questo we passerò delle brevissime vacanze a Valencia: che bello!!!

Ci vediamo lunedì

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El pagafantas

El pagafantas

Un tema molto caliente del vivere all’estero è il maschio autoctono, e ovviamente nel mio caso il maschio spagnolo.
Chi è? Cosa fa? Come si comporta in amore questo strano animale? Il maschio spagnolo non è rimorchione come l’italiano, e per lui vige il principio “massimo risultato con minimo sforzo”.
Lo spagnolo ti guarderà un momento di sfuggita in discoteca, o ti dirà due parole su qualsiasi banalità, o accennerà ad un sorriso e dovrai essere tu, mia cara amica italiana che vuoi venire a vivere a Madrid, a cogliere questi impercettibili segnali e a farti avanti!
Il maschio spagnolo infatti non ti farà nessun tipo di complimento al primo incontro, e se te la tiri troppo tornerà in un batter d’occhio a bere birra con i suoi amici senza il minimo rimpianto.
Se (solo grazie alla tua determinazione!) riuscirai a concordare un primo appuntamento ricordati di scegliere un posto che sia comodo da raggiungere: il maschio spagnolo non passerà mai a prenderti sotto casa, a meno che tu non viva accanto alla sua palestra!
Ci si darà appuntamento in un bar e si berrà una birra. Due birre. Tre birre… ma chi le paga queste birre?? Ebbene non dimenticare di prelevare prima di uscire con il maschio spagnolo! Il macho iberico divide tutto e con grande naturalezza ti chiederà i setteeuroeventi corrispondenti alla tua parte
Il galateo, questo grande sconosciuto per il maschio spagnolo!
Questo perché i ragazzi spagnoli hanno il terrore di essere scambiati per Pagafantas, cioè migliore amico-confidente intimo che passa intere giornate e vacanze con ascoltando deliri femminili e offrendo da bere senza ottenere MAI nulla in cambio. Cioè nulla no, diciamo senza ottenere quella cosa lì in cambio.

Ma non temere: con grande impegno e brevi ma costanti lezioni serali potrai avvicinare il maschio spagnolo al galateo, purchè tu sia sempre e comunque disposta a pagarti la tua parte!

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¡Día de los Santos Inocentes!

Tradizioni spagnole: el día de los Santos Inocentes

Attenzione agli scherzetti, perchè domani è il día de los Inocentes (cioè il giorno degli Innocenti), equivalente del nostro pesce d’aprile ma nella versione più dura (come tutto in Spagna!).

L’origine di questa tradizione è caotica e contradditoria come poche cose al mondo: il 28 dicembre era il giorno in qui Erode ordinò di sterminare tutti i neonati nel tentativo di uccidere Gesù, ma perchè questo evento tragico si è trasformato in un giorno di scherzi?? Non si sa!

E perchè in Italia, Francia, Portogallo, Inghilterra, Germania, Polonia e MINORCA si celebra il pesce d’aprile e non el día de los Inocentes?? Nessuno lo sa nemmeno questo!!!

Quel che conta è che in Spagna e in tutta l’America (latina e nordica) domani si faranno degli scherzi e anche i telegiornali e i giornali racconteranno notizie inventate, per disorientare la gente e far ridere.

Per esempio l’anno scorso il giornale “Viva Jaén” (di Jaén, appunto) scrisse in prima pagina che Barack Obama aveva organizzato una riunione segreta con Carmen Peñalver, sindaco di Jaén!!
Mentre el Mundo Deportivo scrisse in prima pagina “Raúl se ofrece al Atlético”, cioè che Raul era pronto per lasciare il Real Madrid e passare all’acerrimo nemico (per me amico) Atlético! Jajajaj!
Tra la gente comune si usa attaccare dietro la schiena una sagoma di carta, proprio come il nostro Pesce d’Aprile!

¡Día de los Santos Inocentes!

Adoro el Día de los Santos Inocentes: mi fa tanta tenerezza!!

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Subidón e bajón

Subidón e bajón

Ma che freddo fa a Madrid!!! Dove sono le piscine comunali?? Dove i pisolini sull’erba del Retiro?? E le mie passeggiate senza meta con la motorella??
In questo gelido 10 dicembre non ci resta che taparnos a andare a Plaza Mayor, a comprare le decorazioni natalizie.

Nel vano tentativo di separarmi dal divano mi sono messa a pensare alle mie parole spagnole preferite, e nella top 10 troviamo subidón e bajón.
Subidón, che viene da subir, cioè salire, percorrere verso l’alto. Il subidón però è ben più di un sostantivo: si tratta di uno stato d’animo e una condizione d’essere tipica degli spagnoli, caratterizzata da un improvviso e irrefrenabile aumento di felicità e benessere. Esempio: me han cancelado la reunión, ¡que subidón tronco! (mi hanno cancellato la riunione, che allegria improvvisa amico!).
Il subidón è quello che si prova in una situazione di grande beneficio:

Mentre nelle situazione contaria si vive un bajón (da bajar, scendere): no he encontrado vuelos baratos para la Navidad, ¡que bajón tronco! (Non ho trovato voli economici per Natale, che tristezza improvvisa amico!)

Subidón o bajón, in Spagna la tranquillità pare proprio non esista!

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