Enigmi a Madrid..

Passeggiando per La Latina, e più esattamente nella Plaza de la Puerta Cerrada, sicuramente ti sarai imbattuto in un enigmatico murales di dimensioni notevoli: un’intera facciata di un edificio dipinta di lilla, dove campeggia la frase “Fui sobre agua edificada, mis muros de fuego son” (fui edificata sull’acqua, i miei muri sono di fuoco).
Puerta-Cerrada
Che significherà mai questa frase? Si riferisce alla casa che decora, è un semplice indovinello, o cosa?
La soluzione al rompicapo è, come spesso avviene, molto più semplice di quanto si immagini: si riferisce alla città di Madrid.
Il murales,disegnato nel 1989 da Alberto Corazón ci rivela alcune curiose informazioni sulla nostra amata città adottiva.
madrid curiosita
Fui sobre agua edificada” si riferisce a quando Mayrit, nome dell’antico insediamento musulmano che diede origine al’attuale Madrid, si stabilì sulla sua ubicazione attuale perchè era un terreno con molte acque sotterranee, e più in concreto per innalzarsi su un corso d’acqua che attraversava l’attuale Calle de Segovia (a pochi metri dal murales di cui parlo). La seconda frase “mis muros de fuego son” si riferisce alla struttura originaria di Mayrit che, essendo una fortezza, era abbracciata da muri di difesa.
Tali muri pare fossero costruiti di selce e quando di notte si lanciavano frecce con punte di metallo contro le pareti saltavano scintille.
Curiosità nella curiosità:questa Piazza inizialmente si chiamava Puerta de la Culebra (porta del serpente) , per un rilievo che si trovava scolpito su di essa. Ma vendendo gli assalti e i delitti che popolavano la zona si decise di chiudere la porta, e così chiamarla Plaza de la Puerta Cerrada (porta chiusa)

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Spagna, un paese al contrario.

In Spagna la pianta più tipica del Natale, la cosiddetta “stella di Natale” si chiama Flor de Pascua.
Pascua significa Pasqua. Flor significa Fiore.
Fiore di Pasqua, a Natale. Parliamone. Anzi no, non parliamone.
curiosità grammatica spagnola

Come direbbe la mia cara amica Erika “cosa possiamo aspettarci da un paese che mangia l’insalata russa come piatto principale?”

Meno male che tra due giorni vado in Italia, che in questi giorni ho le palle strapiene delle stranezze della Penisola Isterica. Buona Pasqua…cioè, Buon Natale.

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Una cosa che eccita gli spagnoli: EL AZULEJO!

Come ben saprai, mio caro e fedele amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, sto cambiando casa (questo sto cambiando credo sia il gerundio più lungo della storia. Mi sento un po’ leccese, che un leccese a dicembre direbbe frasi tipo “quest’estate sto andando al mare”) e insomma questo cambiare è davvero molto impegnativo o sono io che lo vivo male, no lo so, fatto sta che sigo sin poder con el culo.
Allora ho iniziato a seguire il consiglio della mia amata MAMMA, che dice che quando non possiamo cambiare la realtà la cosa migliore è cambiare il nostro atteggiamento rispetto alle cose, e così ho iniziato a cercare di guardare con disprezzo il mio quasi-vacchio quartiere e a cercare mille e mille elogi per il mio quasi-nuovo quartiere.
Questo giochino mi tiene parecchio impegnata e mi stanca, quindi mi fa bene.
Insomma nel cambiare casa mi sto davvero ossessionando con alcuni aspetti delle case spagnole, che come sai l’architettura spagnola è croce e delizia della mia vita, e quest’oggi vorrei parlare di una cosa che lo mette in tiro agli spagnoli quasi quanto los armarios empotrados: los azulejos.
L’ azulejo è la mattonella, che può essere più o meno bella più o meno cara più o meno artistica ma sarà pur sempre una mattonella, e la mattonella in Spagna piace di brutto! Infatti nella Penisola Isterica (hjhjhj!) i bagni e le cucine sono COMPLETAMENTE rivestiti di mattonelle, non hanno una parte di muro normale e la parte più vicina al lavabo di piastrelle. NO!
Come dice la mia cara cara amica LuciadiBari le cucine spagnole sembrano i bagni pubblici delle stazioni.
Evvai di mattonella, il limite è il cielo!!
Ma dov’è la praticità di avere un’intera stanza rivesta di piastrelle che si sporcano e non avrai mai tempo e voglia di lavare?? Per favore qualche architetto spagnolo me lo spieghi, perché io non ce la faccio.
Poi l’altra cosa curiosona è che le mattonelle del bagno e della cucina sono spesso intercambiabili, mentre in tutte le case normali che io ho visto/frequentato in italia la mattonella del bagno di differenziava radicalmente da quella della cucina, e viceversa. E qui no. Va bè.
Ecco il bagno e la cucina della mia quasi-vecchia casa:

bagno o cucina?
cucina o bagno?

La veritá vera e che nemmeno io riesco a riconoscere i due ambienti da queste foto!!! ejeje!
Ma io dico: il decoratore di interni è una figura professionale che in Spagna non esiste affatto?? Questi giovani ragazzi che studiano architettura in Spagna ma che fanno in tanti anni?? Ma che studiano?? Giocano a bingoonlinegratis??? Ma la storia dell’arte la studiano o fanno solo i numeri??
…con questi quesiti amletici entro nel fine settimana.
¡Adios!

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Agli spagnoli piace piccola (la casa)

A LuciadiBari, per condividere questi pensieri (e fomentarli)

La giornata è terminata, da pochi minuti siamo entrati nel 20 settembre e tra soli 4 giorni è il mio compleanno!
In questo momento di pace e serena attesa c’è solo un dubbio amletico in me: ma agli spagnoli piace piccola??? Credo di si!
A cosa mi riferisco? A tutto quello che ha a che vedere con la casa! Ingressi, armadi, stanze, cucina, bagni, letti, balconi (anche se oserei dire che i balconi non piacciono proprio, né piccoli né grandi): secondo me agli spagnoli piace piccolo, il focolare domestico.
Però gli edifici no, quelli piacciono grossi, alti, dritti dritti o piuttosto bassotti, tozzi e larghi ma pur sempre rossi.
El ladrillo, la grande passione della Spagna!
Dopo i miei grandi perchè della vita in Spagna in questa mite notte di fine estate sfido la pazienza dei cari amici spagnoli che vivono in Italia ponendomi-vi altri perché:

  • Perché i tetti delle case spagnole sono bassissimi?? Per caso gli spagnoli sono come alcuni pesci del mio acquario che crescono a seconda delle dimensioni dello spazio che li ospita e proprio per questo gli iberici sono piuttosto bassini? Perché questi tetti nanetti non gli permettono di crescere in altezza come noi donne vorremmo?
  • Perché tutti i cacchio di bagni delle case spagnole moderne sono tutti senza finestre?? L’architettura non dovrebbe forse evolversi e soddisfare sempre di più le esigenze dell’uomo?? In spagna no!
  • Perché le cucine sono tutte rettangolari, strette e lunghe che sembra di stare in autobus? Ma la cucina quadrata della casa della nonna, col tavolo e le sedie non vi piaceva proprio miei cari architetti spagnoli???
  • Perché le camere da letto sono di micro dimensioni?? E questi benedetti armarios empotrados sono pensati per il guardaroba di Barbie?? E soprattutto e più banalmente: perché agli spagnoli gli viene duro con los armarios empotrados?? Solo io non riesco ad apprezzarne la bellezza??
ATTENZIONE! questa immagine è ad alto contenuto erotico per gli spagnoli!

Ma poi dico io: è vero che siamo in città e dobbiamo risparmiare lo spazio, che siamo in tanti e dobbiamo entrare tutti ma qualcuno con una laurea in ingegneria o architettura potrebbe gentilmente scrivermi in privato (chechi@vivereamadrid.it) e spiegarmi come cazzo entrano 4 stanze da letto (+bagno+salone+cucina) in 60 metri quadri?? GRAZIE!

io ho visto cose che voi umani….

…il balcone, questo sconosciuto…

I miei perché sulle case spagnole sono infiniti, ma mi fermo qui (per oggi!). Se sei uno spagnolo e vivi in Italia non ti arrabbiare per questo post (cosa che facesti con l’altro, l’altro e l’altro ancora!): ridi! Ridi, ridi che l’ironia è il sale della vita!!! 

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Espressioni volgarotte ma TANTO BELLE!

Lo so che sono FFFEMMENA (anche se a volte non si direbbe) e che non devo dire volgarità però c’è un’espressione spagnola che io adoro: TRAÉRSELA FLOJA.
Si tratta di un’espressione di origine sessuale, abbastanza volgare perché floja significa floscia, moscia, quindi se qualcosa te la trae floja significa che ti è assolutamente indifferente.
Cioè il tuo interesse non si sveglia e non protende verso qualcosa, bensì si affloscia e resta sopito in te come un membro di un etero a Chueca (o no?!??).
Esempio: este tema me la tra floja (questo argomento non risveglia in me nessun interesse)
Le migliori amiche di ME LA TRA FLOJA sono fondamentalmente due: ME LA SUDA e ME LA PELA.

vi consiglio questo farmaco!

Anche in queste due espressioni l’allusione sessuale è chiara: nel primo caso questa certa cosa mi fa sudare il pisellino, e nel secondo caso mi induce alla masturbazione (pelar significa togliere la buccia a qualcosa, togliere soldi a qualcuno, masturbarsi, etc)
Me la pela oltre che disinteresse può significare anche superiorità “este chico me la pela” cioè non mi interessa e in qualche modo io sono migliore.
Queste espressioni sono volgari!!! Non usarle a caso, ma solo quando qualcuno te la trae floja de verdad ;)

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Di giornali online e minchiarellate varie…

Non per tornare sul post de I miei perché della vita in Spagna che armó la de San Quintin* però devo dire che soprattutto con il caldo mi vengono in mente molte differenze tra Spagna e Italia.

Questo fine settimana mi sono rifugiata nel nord della Spagna, ma fa caldo uguale e quindi stupide osservazioni bombardano la mia minchiarella
(per la cronaca: PischiOne chiama la mia testa minchiarella, perché quando viveva a Roma qualche italiano simpaticone gli disse che testa si diceva minchia. Sono passati tanti anni ma in lui resta il dubbio che la minchia sia proprio la testa, e fedele a questo suo primo insegnante di italiano continua a definire la testa MINCHIA e la mia testa MINCHIARELLA).

Per esempio io tutti i santi giorni leggo www.repubblica.it e www.elpais.com e tutti i santi giorni mi chiedo: perché i giornali online spagnoli mettono l’immagine prima del titolo e dell’articolo??
Io, che per molte cose ho ancora (e per sempre) la minchiarella italiana resto semrpe un po’ basita perché leggo un titolo e vedo una foto che non ha niente a che vedere, e mi dico …mah..
Poi leggo il titolo di sotto e capisco che la foto si riferisce al seguente articolo!

repubblica.it (e TUTTI gli altri giornali online italiani): titolo, foto, articolo

elpais.com: titoli e foto in libertá!

Cari amici spagnoli che vivere in italia, anche voi provate la stessa e inversa sorpresa quando leggete repubblica.it?? Vi prego ditemi di si!!

Detto questo vado a farmi la doccia, che oggi è sabato sera e ¡el sabado por la noche no se sale a toma algo, se sale de fiesta!
(mentre TUTTE le mie amiche si sposano e si ingravidano io resto giovanissima, ohh yeah!!)

* ARMARSE LA DE SAN QUINTÍN espressione molto tipica usata per indicare una discussione molto forte o una situazione violenta. Questa espressione allude alla presa della piazza francese di San Quintin, il 10 agosto del 1557 da parte delle truppe spagnole di Felipe II.

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Proverbi spagnoli sulle donne

Oggi vorrei parlare di tradizioni, perché stamattina ho fatto una bella passeggiata nel mio quartiere (popolato prevalentemente da vecchi di classe media) e ho sentito il bisogno di folclore.

un bel vecchiettino del mio quartiere

Qualche tempo fa avevo parlato dei proverbi spagnoli sugli animali, e allora oggi ho pensato di parlare dei proverbi spagnoli sulle donne.
Allora mi sono messa a parlare, leggere e documentarmi e ho trovato dei proverbi davvero bellissimi!
Il miei due preferiti sono:
A mujer bigotuda de lejos se saluda “a donna baffuta da lontano si saluta”
Mujer peluda en la cama cojonuda “la donna pelosa a letto è stupefacente”
Ed ecco che subito entro in confusione, soprattutto ricordando l’italiano “donna baffuta sempre piaciuta” ! Ma in Spagna il pelo piace o non piace?? Non si capisce! Mi sa che il baffo NON piace, ma i peli sulla gambe o sulle ascelle promettono intensa passione. (sarà per questo che io rimorchio tanto in Spagna?? Credo di si!)

La donna è volubile:
Cada día se muda el viento y la mujer cada momento = il vento cambia ogni giorno, la donna ogni momento

e misteriosa:
El melón y la mujer, malos son de conocer =il melone e la donna buoni si distinguono difficilmente

Elogio alla donna bassa:
La mujer y la sardina, cuanto más pequeña, más fina=la donna e la sardina, quanto più piccole più fini” (finas nel senso di saporita per la sardina e intelligente per la donna

Elogio alla donna magra:
La mujer menudita, siempre pollita =la donna magra sempre ruspante (giovanile)

Elogio alla persuasione della donna:
Lo que quiere la mujer, eso ha de ser =quello che una donna desidera si fa!

Elogio alla normalità:

Ni bonitas que encanten, ni feas que espanten = nè belle che innamorino, nè brutte che spaventino

Critica al pianto:
Mujer llorona, es puta o ladrona =la donna che piange molto è puta o ladrona

La bellezza non è tutto:
Mujer graciosa, vale más que hermosa =la donna simpatica e gradevole vale più di una donna bella

Attente a come camminate!
Mujer que al andar culea, bien se yo lo que desea =la donna che sculetta dimostra chiaramente quello che desidera (=sesso!)

La donna è responsabile di tutto!:
Lo que valga una mujer, en sus hijos se ha de ver =quello che vale una donna si vedrà riflesso nei suoi figli

Infine l’ingiusto e internazionale proverbio contro le donne al volante:
Mujer al volante peligro constante.

Ti piace leggere queste curiosità sulla grammatica spagnola e su Madrid? allora devi scaricarti due app (non una, ma ben due!) di vivereamadrid: la app del blog  (vivereamadrid)e la app sui proverbi spagnoli (proverbi spagnoli), per conoscere la cultura e la grammatica spagnola in modo simpatico tramite i proverbi più usati nella Penisola Isterica!

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Ristoranti a Madrid: e chino subterráneo

L’altra sera grazie ai miei cari amici Veronique y Carlos sono finalmente stata al Submundo, anche detto el chino subterráneo, cioè il ristorante cinese più famoso di tutta Madrid.

i cari Veronique y Carlos

Erano mesi e mesi che desideravo vedere el Submundo, e in questo tempo la mia fervida immaginazione aveva reso questo ristorante qualcosa di unico e indescrivibile: ora era enorme, ora piccolo, ora chiassosissimo, ora monasteriale. Draghi, pesci, cani occhiuti, tavoli rotanti: l’ho immaginato con ogni tipo di decorazione ma sempre unico e inimitabile.
Ed ecco che qualche sera fa finalmente riesco a metterci piede, e… la realtà supera la fantasia! El Submundo non è grande, non ha draghi e non ti regalano nessun ventaglio di carta ma è un luogo assolutamente da vedere (e dove mangiare!) almeno una volta nella vita, secondo me.
Innanzi tutto questo ristorante esiste e tutti sanno che si trova in Plaza de España. Ma dove? Bhè, devi scendere al parcheggio!

l’ingresso al chino subterraneo

Non ci saranno insegne a indicarti il posto, dovrai solo seguire l’odore di fritto anche quando la ragione ti dice non può essere qui il ristorante!!.
Quindi scendi le scale e tra la più antica agenzia turistica cinese e le macchinette per pagare il parcheggio c’è lui, el Submundo.

siamo arrivati!

La fila è una caratteristica di questo peculiare ristorante, ma tu non scoraggiarti e cerca di capire velocemente se sei nella cola giusta: para llevar o para come aquí.
Il menú è in cinese, e gli ordini vengono presi direttamente nel corridoio (si,nel corridoio che porta al parcheggio!).

impossibile capirci qualcosa!
indovina cosa abbiamo ordinato…

Ma com’è da dentro questo ristorante?? È un CAOS!!! un vero caos, però simpatico:

la sala del ristorante

La sala è piena di buste di plastica con verdura, tovaglie sporche e pulite, cartoni, scatole e chi più ne ha più ne metta!

Insomma questo posto (proprio come il Bar Rest. Asturia) NON è per:

  • igienisti
  • salutisti
  • claustrofobici
  • modernillos

Ma insomma è un ristorante: come si mangia??? ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
Si mangia BENISSIMO!!!

tutto delizioso!


E si paga anche poco! Il problema è che se a un certo punto devi andare a fare la pipì el Submundo non ha il bagno. Eh si, non ha il bagno questo ristorante. Dovrai andare al bagno del parcheggio, e metterti vicino la porta aspettando che qualcuno con il ticket del parcheggio voglia fare la pipì

il Subagno del Submundo

Ma anche questo è il fascino del Submundo, un posto davvero speciale.

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Proverbi in spagnolo

Oggi vorrei raccontare di alcuni detti popolari spagnoli sugli animali, perché a me piacciono le tradizioni e piacciono gli animali, quindi il tema mi sembra parecchio interessante.
I proverbi di cui parlerò oggi si usano moltissimo anche tra i giovani, quindi imparali bene per fare un gran figura mentre parli spagnolo con gatos nelle tue vacanze a Madrid!!
Ma come ho fatto a conoscere questi proverbi vivendo a Madrid da solo 3 anni e mezzo?? ebbene è merito di Kikone e David, che oltre ad essere due grandi tifosi del Rayo sono anche degli amici speciali e dei grandi sostenitori di VIVEREAMADRID! ¡Gracias amigos!

Y ahora los refranes:
Hasta el rabo, todo es toro (fino alla coda, tutto è toro): dalla gerga taurina avverte che NULLA deve considerarsi fatto, concluso se non si arriva al finale. Cioè mio caro amico che vuoi venire a vivere a Madrid devi essere sempre preparato per l’imprevisto!

No le busques tres pies al gato (non cercare tre zampe al gatto): moooolto rappresentativo della cultura spagnola, significa non cercare problema dove non ci sono, vivi in modo sereno!

A cada cerdo le llega su San Martín (a ogni porco le aspetta il suo San Martino): per tutti arriva l’ora della verità! (a San Martino, 11 novembre, in molti paesi spagnoli si fa la matanza del cerdo.)

La curiosidad mató al gato (la curiosità uccise il gatto): NON PREOCCUPARTI TROPPO E PENSA A VIVERE TRANQUILLO!

aquì huele a gato encerrado (quì c’è odore di gatto chiuso): qualcosa mi puzza!

no me gusta como caza la perrilla (non mi piace come cacica la cagnolina): stesso significato di aquì huele a gato encerrado ma in versione canina. Qualcosa mi puzza!

me pilla el toro (mi prende il toro): usatissimissimissimo per indicare la mancanza di tempo, l’avere fretta.

gato con guantes no caza ratones(gatto con guanti con caccia topi): proverbio del pettegolezzo, si usa per parlar male della gente che si aggiusta troppo, e ripone troppa attenzione ai dettagli estetici. Molto usato soprattutto in ambiti lavorativi

Oveja que bala, bocado que pierde (pecora per parla perde cibo): a volte parlare troppo fa perdere occasioni beneficiose

E adesso il proverbio per me più interessante:
por un perro que maté, mataperros me llamaron (per un cane che uccisi mi chiamarono ammazzacani): spesso è sufficiente fare un errore una sola volta per esserne marcati a vita! :(

Se vuoi sapere qualche altri modi di dire in spagnolo leggi la sezione grammatica spagnola!

Ti piace leggere queste curiosità sulla grammatica spagnola e su Madrid? allora devi scaricarti due app (non una, ma ben due!) di vivereamadrid: la app del blog  (vivereamadrid)e la app sui proverbi spagnoli (proverbi spagnoli), per conoscere la cultura e la grammatica spagnola in modo simpatico tramite i proverbi più usati nella Penisola Isterica!

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Parolacce in spagnolo

Una tematica molto interessante per avvicinarsi allo studio di una lingua straniere sono le offese, ingiurie e oscenità.
Quando vivevo a Roma mi resi conto ad esempio che noi baresi siamo completamente fissati con il sesso orale, infatti ogni esclamazione è accompagnata da un ‘MOCC (cioè nella bocca) alternativamente AMMAMT, ASSORD, etc…
Quindi oggi per conoscere “il lato B” della grammatica spagnola mi vorrei avvicinare al tema delle parolacce in spagnolo, facendo un elenco di alcuni insulti spagnoli non esageratamente volgari ma utili per evitare possibilissimi imbarazzanti confusioni e fraintendimenti tra hijo de puta, hijoputa e de puta madre:


Adoro le scritte sui muri, anche quando non sono amichevoli.

Asqueroso = Schifoso
Bobo = Sciocco
Burro = Asino
Cabron = Cornuto
Capullo = Coglione
Chorra= pene (o in contesti ironici patata)
Cutre= grezzo
Gilipollas = Stronzo (per essere piú soft potrai dire che una certa persona è un “gili”)
Guarro= porco
Huevon = Pigrone (ma in alcuni contesti anche coglione)
Lerdo= scemo
Maricòn= froscio
Melón= idiota
Mojar (el churro)= letteralmente bagnare il churro, fare sesso
Jeta= facciatosta, faccia di bronzo
Tonto= scemo
Zopenco= asino, animale
Tra tutte le offese light spagnole la mia preferita è TONTOLABA, che viene da tonto del haba (scemo della fava) e indica una persona sciocca.




Poi ci sono delle espressioni che SEMBRANO volgari ma in realtà non lo sono, anche se si tratta di vocaboli forti che è meglio non usare in contesti eleganti:

¡QUE PUTADA!= (che puttanata) che peccato!
ESTAR HASTA EL CULO= (stare fino al culo) non poterne più, essere stanco di qualcosa
¡QUE HIJOPUTA!= che furbacchione/fortunato (completamente diverso da HIJO DE PUTA)
CHUPATE ESTA= (succhiati questa) Tó! Che cosa inaspettata!
Tra tutte le espressioni che SEMBRANO volgari ma non lo sono quella che impera nel mio cuore è ¡NO ME JODAS!

E adesso il test:

Tu ti senti prevalentemente
  
pollcode.com free polls 
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Una domenica a Madrid

Per combattere la tristezza non resta altro che prendere la macchina fotografia e andare in giro per Madrid:

La strada che porta alla mia casa nuova

Paseo de las Delicisa deserto

Minnie e Topolino a Puerta del Sol

I cartoni animati chiacchierano

Un albero speciale

L'uomo senza testa

L'uomo senza testa 2

Una statua speciale

Gesú si prepara...

Opera

Palacio Real

Plaza de Oriente

Campo del Moro

El Palacio Real

Plaza de España

Calle Ferraz

Don Quijote y Sancho

E per concludere il mio pranzo: BOCATA DE CALAMARES

mmmhm che buono!

Dovresti venire qui per le tue vacanze

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TOMATE FRITO, lo squallore chiuso in un brick

Questo post è programmato per essere pubblicato il 13 marzo, mentre io sono in viaggio in CHIAPAS!

Nella Top10 delle ossessioni nella mia vita in Spagna primeggia indubbiamente EL TOMATE FRITO, cioè il pomodoro fritto, agghiacciante surrogato della salsa.
Caro amico terrone che vuoi venire a vivere a Madrid, ti ricordi quelle lontane domeniche di fine anni ’80, quando si andava a casa della nonna a fare la salsa???
Con la mamma e le zie che bollivano i pomodori nel pentolone del militare, e tutti noi piccoli dovevamo fare lavori umilianti come trasportare le bottiglie vuote da una parte all’altra? (che quelle piene le facevano portare ai cugini più grandi…).

Ebbene tutti questi ricordi terroni sono tanto dolci quanto velati e lontani, ma si trasformano in leggenda ogni qual volta il mio campo visivo incontra lui: EL TOMATE FRITO.
Che venga un herpes zoster all’inventore del tomate frito, che ha preso la salsa e invece di imbottigliarla come i cristiani ha pensato bene di friggerla prima, e non nell’olio d’oliva ma nell’olio di girasole!!!
La cosa più terribile del tomate frito è che gli spagnoli lo usano così, alla brutto dio: aprono il brik e lo versano FREDDO sulla pasta o sul riso. I più evoluti lo riscaldano, ma senza aggiungerci nessun tocco personale. No, direttamente dal brick alla padella, senza passare dal via.
Se non mi credi leggi il bric: ¡ABRIR Y SERVIR! no calientar ni hostia, aprire e servire!!!

Tomate frito, mi sfami ma ti odio!

Di tomates fritos ce ne sono mille milioni ma il più famoso è quello della marca HACENDADO, vero monopolio alimentare nella Penisola Isterica.
Ha un sapore molto forte, con un vago retrogusto di pomodoro, e si presenta in stato semi-solido.
È proprio un cremone denso, tipo balsamo per capelli! Capito??? L’aspetto più inquietante di questo prodotto alimentare è che el tomate frito è talmente radicato nella cultura spagnola che gli iberici pensano sia un prodotto sano e naturale, e lo danno da mangiare agli ammalati e ANCHE ai bambini.
Cioè a 2 anni il parmigiano non lo danno ma il tomate frito si. No va bè, parliamone!
Poi se un giorno hai la diarrea e lo dici a qualche amico spagnolo preparati: il consiglio sarà pranzare arroz con tomate frito para estar bien.
Essendo fritto nell’olio di girasole questa salsa è grassissima, e ne ho le prove:

Tutti ciccioni con il tomate frito!

Mentre la passata di pomodoro italiana è DAVVERO sana e leggera:

Passata di pomodori, dolci ricordi!

Per favor, qualcuno mi spedisca una bottiglia di passata di pomodoro italiana!!!
Per concludere inserisco la nuovissima pubblicità del DIA, che ci aiuterà a riflettere su 2 drammatiche verità e 1 bugia iberica:

1) La ragazza solo dopo aver buttato la pasta si accorge che non ha il condimento (GULP!)
2) Il maschio iberico le procura TOMATE FRITO e lei lo riscalda nella padella senza aggiungere un goccio d’olio, una fogliolina di basilico, un pezzettino d’aglio… niente!
3) Lei gratta il parmigiano: BUGIAAAAA!!! Nessuno spagnolo gratta il parmigiano!!! I buongustai lo comprano già grattuggiato!
Distrutta dal tomate frito me despido!

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