Olerse la tostada, cioé prevedere qualcosa

Quando succede qualcosa che in qualche modo immaginavi in spagnolo si dice “Olerse la tostada”, cioè “sentire il profumo del pane tostato”.

come direbbe la nonna: "IO LO SAPEVO!!!!"

Così come sentendo l’aroma del caffè possiamo immaginare che qualcuno lo sta preparando, l’espressione “olerse algo” significa intuire (sospettare con una certa sicurezza) che succederà qualcosa, e può avere un’accezione positiva. Aggiungere “la tostada” vuol dire indicare l’esatto segreto che stiamo indovinando, che in genera ha una connotazione negativa, come scoprire un tranello o un inganno.
Esempi: La fiesta a sorpresa ha salido fenomenal, pero me olía algo
La festa a sorpresa è stata fantástica, però un pó me lo immaginavo
Cuando les vi juntos no me quedé sorprendida: ¡ya me olía la tostada1
Quando li vidi insieme non restai sorpresa, giá avevo intutito qualcosa

La situazione contraria si esprime con caerse de las nube, cioé l’italiano cadere dalle nuvole (ma al singolare, non si sa perché!).
Per indicare una persona particolarmente distratta e stordita a Madrid capitál si usa estar en la parra, e parra è vigneto.

hoy estoy en la parra

Uno que está en la parra no se enterara de nada y nunca podrá olerse la tostada, pero si caerse de la nube :)

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Se un sabato mattina a Madrid…

da leggere tutto di un fiato:

Se un sabato mattina a Madrid dopo una notte insonne ti vesti da profuga e vai a pulire la tua nuova casa e poi sudata stanca e distrutta torni alla casa vecchia e scopri di aver lasciato la chiave nella serratura da dentro e non c’è modo di aprire la cazzo di porta nonostante la commovente cooperazione di tutto il vicinato non ti resta che chiamare il primo cerrajeros (l’omino della serratura) che vedi pubblicizzato per strada nel mio caso il 659059059.
Mentre lo zelante omino della serratura ti comunica che tarderà circa 70 minuti a raggiungere la tua porta chiusa tu potrai fare una serie di cose interessantissime per ingannare l’attesa, come:

  • Mangiare una TOSTA DE GAMBAS bevendo una coca cola al bar sotto casa

  • Guardare i piccioni e insultarli a bassa voce, dicendogli cose tipo “¡me das asco rata con alas!”

abbasso i piccioni viva i cani!

    • Contare quante macchine rosse passano in 5 minuti. Nel mio caso solo una.

mi piacciono le macchine rosse

  • Tornare allo stesso bar della tosta, stesso tavolino, e bere un pessimo caffè 100% made in Spain

si somiglia ma non chiamiamolo caffè!

  • Pensare a un ricordo dolcissimo, capace di fermare il tempo: la Marghi nella pancia di mia sorella qualche giorno prima di atterrare su questo folle mondo

Ti amo tanto Margherona!

  • Pensare a una cosa stupenda che accadrà tra pochissimo, forse proprio oggi (fino a quando non succede non dico nulla) e sentire il cuore grosso.
  • Pensare all’ulivo del giardinetto della mia casa nuova, che sa anche un pò di casa-casa

come a Cassano

Poi arriva l’omino e la porta si apre: ¡por fin!

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QUEDAR, il verbo minestrone

Se wordpress funziona questo post verrà pubblicato il 20 marzo, mentre io starò viaggiando lungo la Riviera Maya!!!
Se c’è un verbo che significa di tutto in spagnolo questo è il verbo QUEDAR, vero minestrone del castigliano.

QUEDAR si pronuncia chedar e significa:
• Stare, restare in un luogo (se quedará en Madrid – resterà a Madrid)
• Sottrarre, restare parte di una cosa (me quedan tres pesetas – mi restano 3 pesetas; queda por instalar la cocina – resta da montare la cucina)
• Parmanere in una condizione, o passare ad un’altra condizione più o meno stabile (quedó herido – restò ferito)
• Trovarsi in una condizione come conseguenza di qualcosa (después de aquello,quedó como el tonto de la clase – dopo quell’esperienza restò come lo scemo della classe)
• Terminare, finire (quedó aquí la conversación – la conversazione restò qui)
• Organizzare un appuntamento (quedamos a las 8- ci vediamo alle 8)
• Quello che manca per arrivare a una situazione o a un luogo (quedan dos semanas para la entrega del proyecto – mancano 2 settimana per la consegna del progetto; quedan 2 km– mancano 2 km)
• Essere situato (ese pueblo queda lejos de aquí – questo paese è lontano da qui)
• Con la preposizione CON indica possessione (yo me quedaré con estos libros – prenderò questi libri; quedate conmigo – resta con me)
• Con la preposizione EN indica una decisione (quedamos en comprar el piso– siamo d’accordo nel comprare l’appartamento)
Quedar indica anche concetti più astratti, come:
• provocare buona o cattiva impressione a qualcuno: si le llevas flores quedarás muy bien – se le porti dei fiori farai bella figura
• stare bene o male con un vestito: este vestido te queda fenomenal!- questo vestito ti sta benissimo; este vestido te queda fatal!- questo vestito ti sta malissimo;
QUEDAR lo incontriamo anche nelle espressioni familiari:
quedarse atrás: restare indietro, anche in senso figurato
quedarse a oscuras: non capire qualcosa
quedarse bizco: (letteralmente restare strabico) stupirsi
quedarse corto: non riuscire a raggiungere un obiettivo
quedarse más ancho que largo, quedarse tan ancho, quedarse tan fresco: (letteralmente restare più largo che lungo, restare molto largo, restare molto fresco) restare completamente indifferenti verso qualcosa
quedarse tieso: morire
quedarse yerto: spaventarsi terribilmente
aquí me quedo, besos desde Mexico lindo!

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Autobuses, os amo!

Così come quando a Madrid ho nostalgia mi faccio inghiottire senza meta dalla metropolitana, quando sono di buon umore mi piace prendere gli autobus e farmi dei giri per la città.

La Signora ha una rete di autobus da fare invidia: più di 210 linee diurne e 17 notturne attraversano Madrid, componendo misteriosi disegni sul suo tessuto urbano.
Questi autobus qui che abbiamo a Madrid oltre a essere tanti ed efficienti sono anche belli di brutto: sono tutti nuovi, lunghi come dei millepiedi, hanno i seggiolini per i bambini, il sedile grosso per gli obesi, i sedili normali per gli anziani, le gravide e gli invalidi e ADDIRITTURA lo spazio per mettere il carrozzino!

A questo proposito vorrei precisarti, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che sugli autobus di Madrid è permesso un solo passeggino per volta. Cioè se sull’autobus c’è un bebè con passeggino e tu vuoi salire con il tuo l’autista ti dirà NO: per la sicurezza della cittadinanza tutta non possono andare due passeggini, anche se l’autobus è vuoto!
Una delle leggi basiche dei trasporti pubblici di Madrid è NON CONTRADDIRE MAI L’AUTISTA.
El conductor infatti non solo guida ma saluta sempre tutti, da informazioni ai turisti, fa i biglietti, frena all’improvviso seminando panico tra i passeggeri e grazie allo specchietto che ha piazzato sulla testa controlla che dalle porte posteriori nessuno faccia il furbetto, salendo senza obliterare.
Se qualcuno si infila nell’autobus senza pagare il pedaggio lo zelante autista madrileño emetterà un fischio, richiamando il furbetto al suo dovere di cittadino: 1,50 euro di biglietto o una bella multazza!
Di tutte le linee di autobus che ho provato la mia preferita era la 6, ma devo dire che ultimamente anche la 45 mi fa battere il cuore.
La 6 mi porta da casa a Plaza Jacinto Benavente, verso lo shopping madrileño, la 45 mi porta dal lavoro a casa, verso la mia pace e il MIO tempo.
Ancora non ho deciso se è meglio stare per negozi a provarmi vestiti o sul divano in pigiama a leggere un libro, ma quel che so è che il tempo in autobus non è mai perso, a Madrid.

FANNULLONE: NON DIMENTICARE IL CONCORSO DI SCRITTURA CREATIVA! 50 EURO IN CHEQUE REGALO RYANAIR!!!


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