Elezioni in Spagna

Mia figlia mette i denti (e so’ dolori!), Uk sconvolge l’Europa votando LEAVE, la Spagna va alle urne per la seconda volta, vince il PP ma ancora senza maggioranza assoluta, l’Italia vince contro la Spagna ed è tutto un godere, tutto questo mentre io sono in Puglia a mangiare i taralli.
E meno male che l’Italia ha vinto la partita, altrimenti sarei caduta in una depressione nera!!!!
Ma parliamo delle elezioni, che le stavamo aspettando come manna dal cielo e invece stiamo messi male, come prima e più di prima.
elezioni spagna
Le elezioni di Dicembre 2015 avevano sancito la fine del bipartitismo spagnolo, le elezioni del giugno 2016 hanno riproposto gli stessi rislutati: il PP (Partito Popolare, destra, con Rajoy) resta il primo partito ma senza maggioranza assoluta (anche se rafforzato con 14 deputati in più), davanti a Psoe, Podemos e Ciudadanos.
Un voto particularmente doloroso per me, perchè ha visto tramontare l’idea che Podemos diventasse il primo partito della sinistra, superando i socialisti, e candidarsi alla guida del governo.

Il Pp di Rajoy si rafforza rispetto a dicembre: cresce di 13 deputati, a quota 137 su 350, con il 33% dei voti. Forse proprio il terremento scatenato dal referendum inglese ha orientato gli elettori a votarela ‘sicurezza’ contro l’avventura di Podemos.
Così i popolari hanno assorbito molti voti del partito moderato emergente Ciudadanos, che è sceso da 40 a 32 seggi e al 12,9%. Per i socialisti c’è stata una leggera flessione a 85 deputati contro i 90 del Congresso uscente.

“Rivendichiamo il diritto di governare, perchè abbiamo vinto”, ha detto il leader del Pp Mariano Rajoy davanti a una folla di sostenitori festanti davanti alla sede del partito.
Questi risultati delle seconde elezioni però non smuovono dalla paralisi del parlamento dopo le politiche di dicembre. Si resta senza maggioranze chiare, e con l’esigenza di raggiungere accordi.
PSOE e Podemos non raggiungono la maggioranza assoluta neanche alleandosi con i piccoli partiti indipendentisti. Stessa situazione per ePP e Ciudadanos.
Pare che l’unica soluzione possibile sia una coalizione tra PP e PSOE, destra e sinistra.
Non ci resta che aspettare. E mi fermo qui, che sono troppo sconsolata.

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Elezioni in Spagna

Elezioni finite, scrutini finiti: che è successo in Spagna? Il PP (Partito Popolare, destra) al potere dal 2011 con Rajoy ha ottenuto 123 seggi su 350, un 28,7 % dei consensi che rendono questo partito il vincitore delle elezioni politiche  in quanto a numero di voti (sebbene è opportuno sottolineare che mai prima di oggi un partito aveva vinto le elezioni con una percentuale di voto cosi bassa).
IL PSOE (Partito Socialista, sinistra) è arrivato secondo on il 22% dei voti (90 seggi) e Podemos, il partito nato nelle piazze di Madrid dal movimento degli indiñatos, si proclama con forza come terzo partito, ottenendo ben 69 voti. 7Deludenti (per le aspettative generali, non per me) i risultati di Ciudadanos, il partito centrista che ha ottenuto solo 40 seggi.
risultati elezioni spagna 2015
Uno scenario politico nuovo per il Paese, che determina la fine del bipartitismo e una interessante e nuova voglia di cambiamento, dimostrata dal numero elevatissimo di voti di Podemos (personalmente infatti non mi concentrerei tanto sul numero di voti ottenuti dal PP e dal PSOE quanto sull’indiscutibile forza di questo nuovo partito, che raccoglie ideologie e esperienze diverse, nasce nelle piazze e rappresenta una autentica voglia di cambiamento).
podemos  
Lo scenario è tanto innovativo quanto caotico: nessun partito ha la maggioranza necessaria er governare (176 seggi su 350), quindi per la prima volta dal 1982 sarà necessario formare un governo di coalizione. Ma chi con chi?
Inizialmente sia Ciudadanos che Podemos avevano escluso la possibilità di allearsi con i partiti tradizionali, sebbene Albert Rivera (leader di Ciudadanos) nel suo primo discorso dopo le elezioni si è dichiarato aperto a possibili alleanze.
Se Ciudadanos desse il suo appoggio al PP avrebbero 162 seggi: un maggioranza troppo fragile! Il nuovo parlamento sarà un puzzle con più pezzi rispetto al parlamento precedente, ed inoltre estremamente difficili da incastrare
Adesso via libera ai giochi delle coalizioni, ma bisogna muoversi rapidamente: se entro due mesi dal primo incarico non sarà formato il governo saranno convocate nuove elezioni!

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Elezioni nazionali in Spagna

Se dicessi che questi sono giorni speciali qui in Spagna me quedaria corta, nel senso che non renderei l’idea di quello che stiamo vivendo e sentendo in visione del 20 dicembre, giorno delle elezioni nazionali.
Chi partecipa, e chi vincerà? Pare che finalmente sia finita l’epoca del bipartitismo, poichè per la prima volta dalla morte di Franco due nuovi partiti si sono affacciati alla scena politica spagnola: Ciudadanos, un partito di ideologia centrista liderato da Albert Rivera e Podemos, partito di estrema sinistra che nasce direttamente dai movimenti degli indiñados, liderato Pablo Iglesias.
Le posizioni centriste di Ciudadanos gli permettono di trattare con tutti gli altri partiti da una posizione di forza: si sono infatti già dichiarati pronti a fare accordi con il PP sulle misure economiche, con il PSOE sulle riforme sociali, e con Podemos per la riforma elettorale.
Podemos ha come modello Tsipras, e i suoi consensi sono altalenanti, sebbene sia la sindaco di Barcellona che quella di Madrid provengono da questo movimento.
A questi due nuovi e giovanissimi movimenti (i due leader hanno entrambi meno di 37 anni) si affiancano i vecchi partiti: PP, Partido Popular di destra, attualmente al potere con Rajoy e il PSOE, Partito Socialista di Pedro Sanchez.
La partita è complessa poichè secondo gli ultimi sondaggi un’ampia fetta degli elettori si dichiara indecisa, o dice che opterà per l’astensionismo.
In una nazione dove il tasso di disoccupazione è oltre il 20% il governo di Rajoy (duramente colpito da molti casi di corruzione negli ultimi mesi) difende i suoi 4 anni di riforme, incolpando il governo precedente (Zapatero, del PSOE) di aver lasciato la Spagna in condizioni catastrofiche.
Difficilissimo dire che governo sarà, ma quel che pare scontato è che sarà indispensabile formare coalizioni.
Il primo tentativo di formare un governo esecutivo toccherà al partito con la maggioranza relativa, probabilmente il PP.
Tra le tante questioni (lavoro, corruzione, terrorismo, etc) spiccano tre grandi temi: la possibilità di cambiare la monarchia per una repubblica (ampi settori dell’opinione pubblica sarebbero favorevoli), le spinte indipendentiste (soprattutto in Cataluña) e la riforma elettorale.
Io non avendo la cittadinanza spagnola non potrò votare, ma sto cercando di usare tutte le mie armi per convincere PischiOne a cedermi il suo voto…
Ci riuscirò? Te lo racconterò lunedi mattina!

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Elezioni a Madrid!

Se dicessi che oggi è un giorno importante per Madrid “me quedaria corta”, cioè non esprimerei con sufficiente forza quello che significa questo 24 Maggio 2015. Che succede? Non feste sacre né profane ma ELEZIONI!
Si vota in moltissime città e comuni, ma quello che a me interessa è sempre e solo MADRID! 4,6 milioni di madrileni oggi eserciteranno il proprio diritto-dovere al voto per la Comunidad de Madrid e per el Ayuntamiento, cioè Regione e Sindaco.
Io in quanto cittadina straniera regolarmente residente a Madrid posso votare solo per il Sindaco.
Tempo fa Pischi One mi aveva ceduto il suo voto alla regione, ma oggi che è giorno di elezioni lo ha negato e non ha voluto darmelo!!! Disdetta!!!!
Comunque oggi ci siamo svegliati di buon ora e siamo andati al nostro seggio elettorale (Colegio Joaquin Costa) a votare, e poi a bere un caffè al bar (cosi come facevo nella mia prima giovinezza a Cassano Murge con il mio papone).
Chi sono i candidati?
I principali, dall’estrema sinistra a destra, (con il link ai loro programmi elettorali) sono:
• Manuela Carmena (Ahora Madrid) programma qui
• Raquel López (IU-Los Verdes) programma qui • Antonio Carmona (PSOE) programma qui
• Begoña Villacís (Ciudadanos) programma qui
• David Ortega (UPyD) programma qui
• Esperanza Aguirre (PP) programma qui
Per me votare in Spagna suscita sempre un rinnovato stupore: in ogni seggio ci sono tavoli su tavoli ricolmi di schede elettorali, un foglietto per ogni partito (bianchi per il comune, rosa per la regione).
elezioni a madird
Ogni elettore deve scegliere il partito che vuole votare, prendere il foglietto corrispondente, chiuderlo nella busta da lettera e poi imbucare il suo voto (ovviamente dopo essersi identificato con il dni o passaporto).
Qui puoi vedere la mano nervosa di Pischi One nella difficile selezione elezioni madrid 1 votazioni madrid E la privacy??? Ti chiederai tu sgomento.
E che ti posso dire?? Qui si usa così! Se sei particolarmente riservato potrai sempre entrare in una di queste moderne cabine con tenda grigia e scegliere li dentro la tua scheda, cioè la tua preferenza di voto.
madrid votazioni
Secondo i censimenti il risultato elettorare di Madrid sarebbe questo: 19 consiglieri elettorali per l’intramontabile (ahimè) PP e 17 per PODEMOS (che nelle elezioni municiali si chiama AHORA MADRID).
La destra dovrebbe quindi fare una coalizione con l’estrema sinistra!  
estimazione risulati elettorali  
Chi governerà la bella Madrid lo sapremo tra poche ore. Vorrei dire “che vinca il migliore” ma sappiamo che in caso di elezioni non è quasi mai il migliore a vincere :(
Allora dico CHE NON VINCA IL PP!!!! Tutto il resto vale, più o meno…
e ricorda che “Si no votas luego no puedes quejarte”!!! (se non voti poi non puoi lamentarti!)

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Votare in Spagna: specchio riflesso!

Se c’è una cosa della Spagna che vivo sempre con rinnovato stupore questa cosa qui è il sacro diritto/dovere al voto.
Come si vota in Spagna?? Ovviamente come in Italia, ma anche a rovescio rispetto all’Italia, come tutto in questo bizzarro Paese.
All’entrare nella scuola-seggio elettorale (anche qui come in Italia le scuole sono adibite a seggi elettorali, e si vota tra banchi e disegni, con il cuore leggero della giovinezza e la mente pensante delle difficoltá dell’etá adulta) ti accoglieranno dei tavoloni ricolmi di schede elettorali, e delle cabine anch’esse ricolme di foglietti.
elezioni in spagna
Non prenderne uno a caso, mio caro elettore distratto!!!
Qui non siamo in italia, che tutte le schede elettorali contengono tutti i partiti, e nel segreto dell’urna dovrai esercitare il tuo diritto al voto!
In Spagna ogni foglietto è giá di un partito, quindi quello che prendi è il tuo voto!
elezioni europee
elecciones europeas
Per questo la cabina con la tenda ti accoglie all’ingresso della scuola, casomai non vuoi far vedere la tua preferenza a tutti i curiosi-passanti-rappresentati di lista che ti circondano!
viaggi spagnaLa cosa per me curiosa é che nella cabina elettorale non si entra obbligatoriamente da soli, o per lo meno no nel Colegio Joaquín Costa !

madrid voto europee
Una volta scelto il foglietto giusto questo si infila in una busta bianca da lettera, e quindi ci si reca al proprio seggio, si imbuca la busta nell’urna e si sussurra: SAN ISIDRO AIUTACI TU!
voto spagna

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Elezioni 2013: come votare dalla Spagna

Dunque quello di oggi è un post molto molto serio, che si chiama: come votare per le elezioni 2013 quando sei residente in Spagna.
Innanzitutto per poter votare da Madrid devi essere iscritto all’AIRE. Iscriversi all’AIRE è facile (scopri qui come farlo) e fondamentale, non solo per poter esercitare il tuo diritto/dovere di voto ma anche per rifare il documento di identità, patente e passaporto direttamente al Consolato di Madrid (…IN BOCCA AL LUPO PER QUESTA TUA GRANDE AVVENTURA!!!).
Inoltre se vivi all’estero e non sei iscritto all’AIRE lo stato italiano paga dei soldi per te, per dei beni sociali che tu non usi e non consumi!!! Cose come strade, luci, impianti sportivi, etc…
Poi se non sei registrato all’AIRE la tua madrepatria non sa che vivi fuori, e quindi per colpa tua tutte quelle meravigliose statistiche sulla fuga dei cervelli se ne vanno alle cozze!
Una volta che sei iscritto all’AIRE riceverai (o meglio dovresti ricevere) direttamente a casa il plico elettorale. Per stare sereno puoi inviare una mail a elezioni.madrid@esteri.it indicando il tuo nome e cognome, e ti diranno se risulti iscritto e dove ti invieranno le schede elettorali.
Qualora anche tu, come me, avessi cambiato casa dovrai mandare una mail a anagrafe.madrid@esteri.it con i tuoi dati, proprio come nell’immagine.

copia tutto uguale uguale!

Mi raccomando a terminare con CORDIALI SALUTI: ci tengono moltissimo all’ufficio consolare!

Il pacco con le schede elettorali lo dovremmo ricevere entro il 10 febbraio: se il giorno 11 il pacco non l’hai ancora ricevuto chiama il numero 807.505.883 (a pagamento!) per scoprire dove sta il tuo pacco!

Se invece sei iscritto all’AIRE ma vuoi esercitare il tuo diritto di voto in italia devi comunicarlo per iscritto, ma sappi che è troppo tardi: il temine per presentare la domanda è scaduto!!! se non mi credi guarda qui!

Mi raccomando: noi cittadini italiani residenti all’estero dobbiamo votare prima di quelli residenti in Italia, quindi assicurati di essere iscritto alle liste elettorali

A proposito del numero 807.505.883 (a pagamento!)vorrei dire una cosa: quel numero lì oltre a essere il telefono ufficiale dell’ambasciata di Madrid è anche il telefono contro la nostalgia dell’Italia. Ogni volta che fai una domanda su cose burocratiche la risposta sarà un’altra domanda, ed entrerai nel circolo vizioso della burocrazia italiana che ti farà subito ringraziare il cielo di vivere in Spagna.
Quel numero lì cancella la malinconia per il caffè, per la pasta al dente, per gli assorbenti lines e per tutto quello che per te è l’Italia.
Che io dopo aver chiamato subito mi sono ricordata perchè dopo qualche giorno in Italia cerco voli per Madrid

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