Photoespaña: TIERGARTEN. UN JARDÍN ROMÁNTICO ALEMÁN

Oltre a sentirsi mas feos que picio un’altra cosa che può capitare se è agosto e tu lavori duro a Madrid è avere mal di gola.
Un mal di gola di quelli che prendono le orecchie e un po’ gli occhi e che fanno dire si e no con la testa, che la voce non esce.
Con questo tipo di mal di gola oggi mi sono aggirata per la città, come sempre cercando emozioni intense: prima ho girovagato alla ricerca di hotel Madrid per alcuni amici che mi verranno a trovare, poi la mia meta è stata il Museo del Romanticismo, un museino senza infamia né lode dove regna silenzio e fresco e dove le emozioni forti scarseggiano ma comunque si sta abbastanza bene (ed è gratis).
La mostra che mi interessava era “TIERGARTEN. UN JARDÍN ROMÁNTICO ALEMÁN” del circuito Photoespaña.
Il fotógrafo Amparo Garrido per un intero anno ha fotografato il romantico giardino di Tiergarten, un luogo disegnato per suscitare nello spettatore l’emozione di una natura vergine e esuberante.

le meraviglie della natura…

Cioè mentre nel ‘800 il modello era la natura, e l’arte non faceva altro che imitare questo modello adesso Amparo scopre che la natura ha mille trucchi e illusioni.
Il giardino ottocentesco non è più solo un giardino ma un micro mondo dove il limite tra selvaggio e civilizzato è minimo, e dove l’essere umano si sente più vulnerabile. Che bello!

Io personalmente guardando tante immagini così rigogliose e vive mi sono sentita molto vulnerabile, mi sono chiesta se davvero in natura esistono tanti verdi e marroni, mi è anche girata un pò la testa e mi sono dovuta sedere su una sediolina della sala.

Poi ho iniziato anche a pensare a delle cose un pò brutte, come per esempio noi uomini ci siamo così abituati al cemento che passiamo vite intere in città e ci dimentichiamo del profumo della terra bagnata, e ho pensato anche in altre cose ancora più brutte che credo sia meglio non dire…

Tanta natura ha risvegliato il mio animo romantico, e mi sono ricordata di una frase di Oscar Wilde che diceva:“La naturaleza del romanticismo es la incertidumbre” che se fosse vero significherebbe che noi giovani di questi anni siamo tutti dei gran romantici visto che viviamo nell’incertezza più completa, e invece mi guardo intorno e vedo parecchio realismo estremo e poco romanticismo.

Comunque che tu sia romantico o no guardando queste foto ti sentirari umano, che di questi tempi non è poco.

pace.

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Ansiedad de la imagen

Tra le esposizioni di Photoespaña ce n’è una che esprime la mia anima: Ansiedad de la imagen.
Ansietà dell’immagine, un poeticissimo riflesso delle preoccupazioni umane.

Non a caso entrando c’è uno specchio rotto, che ci ricorda che i protagonisti veri dell’esposizione siamo noi:

Nell’ultima decade la globalizzazione ha prodotto enormi cambi geopolitici, e tutte le zone del mondo in questo momento hanno difficoltà a resistere alla globalizzazione. Nonostante questa immensa fusione socio-culturale ogni regione fa il possibile per presentare una resistenza incosciente (e instabile) e un’opposizione alla cultura dominante. Questa esposizione rappresenta esattamente questa incertezza: il cambio della realtà, un mondo sempre nuovo e in trasformazione, un momento di ansia e di instabilità.
Il click è di artisti di tanti Paesi, e il tocco italiano lo dobbiamo a Matteo Basilé che mi ha provocato come un’enorme esplosione nella testa e nella pancia.

uau!

Allora con morbo mi sono messa a spiare nella rete cercando Matteo Basilè: com’è-che fa-dove vive-con chi-che mangia a colazione-ama i cani?.
Voglio sapere TUTTO.

uau uau!

Navigo nel web, che internet non è altro che l’estrema espressione della globalizzazione, meraviglia con un retrogusto inquietante. La ansiedad de la imagen già mi assale, il web mi sovra stimola e Matteo Basilè non mi interessa più: da fine si trasforma in mezzo.
Scopro una mostra di Matteo che si chiama Il Mito dell’Aspirina, BAYER Italia vedo le immagni, mi fanno schifo e non le capisco e all’improvviso Matteo Basilè non mi emoziona più.

e questa sarebbe arte digitale????!?!?

Mi sembra tutta una farsa, già mi viene fuori molta cattiveria quando scopro che l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ha un’altra mostra sua, THISHUMANITY. Mi assale un’inquietudine, devo vederla subito!
Ansiedad de la imagen.

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PhotoEspaña Madrid: Asia Serendipity

La mia sfida personale per le prossime settimane è riuscire a vedere tutte le 70 esposizioni di Photo España: ci riuscirò? Io credo di si! (se hai comprato dei volo per Madrid ti consiglio vivamente di consultare qui e vedere qualche esposizione!)
L’emozione del momento me l’ha regalata la sala espositiva Teatro Fernán Gómez (dove avevo già visto Beautiful Agony) con Asia Serendipity.
In realtà questo centro d’arte ospita anche un’altra esposizione di PhotoEspaña di nome De la Factory al mundo: fotografía y la comunidad de Warhol.
Questa seconda esposizione è molto più pubblicizzata della prima MA molto molto meno interessante!
Il protagonista è Warhol che come ogni buon artista POP che si rispetti muove grandi masse. Le foto raffigurano la vita di Andy e di tutti i suoi amici bohémiens de la Factory che fanno riunioni e incontri.

Andy e i suoi amici

E come disse il saggio: STI CAZZI!
Invece l’esposizione Asia Serendipity è davvero bellissima e per un momento ci permette di assommarci al lato B delle cose.

Sherman Ong Hanoihaiku: una foto perfetta.

Si tratta di nuovi talenti asiatici che rompono ogni barriera tra reale e immaginario e ci propongono un nuovo modello di fotografia. Non si tratta di natura nè di street style ma di visioni oniriche e surreali.
Tra le mie opere preferite indubbiamente quelle di Sohei Nishin, che scatta centinaia di fotografie aeree e le combina in un delirante collage, in cui ricompone la città.

tanti pezzi compongono un insieme

In questo modo ogni piccola fotografia ricostruisce il tessuto urbano ma anche il tessuto immaginario, e la visione generale è realistica ma speciale, differente, visionaria.
Ma come avrà fatto Sohei a creare un genere fotografico così unico, a fermare il tempo sommando tanti momenti diversi della realtà ed a rendere interessante una foto panoramica? Non lo so ma lo amo!
Un altro fotografo che ha rapito il mio cuore è Sherman Ong Hanoi Haiku che racconta la vita.
Per me l’aspetto più interessante della vita è la gente (cosa sarà mai un’immagine di una spiaggia caraibica?? io voglio vedere persone, non cose!) e Sherman condivide questo mio pensiero e riesce a rendere poetica alche la dura realtà.

                                                        Io davanti una foto così resto senza parole.


http://www.edreams.it/voli/madrid/MAD/

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Beautiful Agony


Io lavoro a pochi passi dal Centro Colon, dove “colon” non è il retto, bensì si riferisce a Cristoforo Colombo, che come tutti sanno era italiano ma gli spagnoli cercano pateticamente di appropiarsene, chiamandolo Cristóbal Colón.

Cari spagnoli, Colombo era italiano! Cioè non basta mica cambiare il nome ad una persona per cambiarne anche la storia???
Insomma questo centro del colon qui è per me un posto magico perché dà inizio a quello che si chiama el triangulo del arte, cioè la zona a più alta concentrazione di museo, sale espositive e gallerie d’arte di tutta Madrid.
Allora siccome oggi il mio umore era un po’ pietoso tirarmi su sono stata al Centro de Arte / FUNDACIÓN BANCO SANTANDER, nel Teatro Fernán Gómez, a vedere una delle tantissime e gratuitissime esposizioni del Photo España 2011, dal titolo FACE CONTACT.
Innanzi tutto una cosa carinissima del Teatro Fernán Gómez è che per entrare devi scendere un po’ sottoterra, che io ogni volta ho la sensazione di entrare in una navicella spaziale.
Poi gli spazi sono enormi, silenziosi, l’esposizione è curata nei minimi dettagli e tutto è talmente piacevole che staresti tutto il giorno a contemplare le immagini.
Quello che io amo della fotografia, e che questa esposizione trasmette a pieno, è la sensazione si “irraggiungibile normalità”, l’illusione di essere protagonisti delle foto, o addirittura gli artefici di queste.
Devo dire che tutte le immagini mi sono sembrate molto espressive, ma l’opera che mi è piaciuta di più è Beautiful Agony, che già il titolo sembra la mia vita (jhjhjhjhj). Insomma in una saletta sono sistemati in forma circolare una ventina di televisiori, che proiettano i primi piani di uomini e donne nel pieno raggiungimento di un orgasmo.
Secondo me quello più gnocco di tutti era questo:

Se ti metti al centro della sala, proprio nel mezzo di tutta quest’onda di piacere, e ti lasci concentri sulle voci e sui visi puoi scoprire che l’arte non solo rende più accettabile la vita, ma a volte è l’unica cosa che riesce a coglierne il senso.

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Cose sospese a Madrid

A Madrid abbiamo un edificio sospeso, che io lo conoscevo ma come distratta passante, e non mi ero mai resa conto che la Caixa Forum di Madrid di libra nell’aria come una pesante ape, ed il traffico diventa il suo ronzio. Allora, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se un giorno qualunque tu sei qui a Madrid e la vita ti sembra difficile e anche un po’ noiosa io ti consiglio davvero di andare in Paseo del Prado n36 , infilarti nello spazio tra il suolo e l’edificio, alzare la testa e fare OOOOOHH.
Che così, d’un baleno, la vita ti sembrerà più speciale solo per aver visto una vecchia Centrale Elettrica sospesa di fronte ad un giardino verticale; questo miracolo dell’archeologia industriale è CaixaForum, l’antica Centrale Elettrica de La Signora, riabilitata nel 2001 dallo studio di architettura Herzog De Meuron con i soldi della Caixa (la banca, in catalano).
La facciata toglie il fiato: la parte superiore è di acciaio e la inferiore di cemento…questa surreale struttura contiene 3 piani di esposizioni temporanee.

Al terzo piano ce n’è una di fotografia molto interessante, tra cui scatti dell’italiano Emilio Morenatti che fanno commuovere.

Secondo me questo reperto d’archeologia industriale è un posto dove l’anima sta in pace, e la mente si libera.
Secondo me questo è proprio uno dei migliori luoghi della mia Signora.

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Arte gratis, a Madrid.

Io oggi sono stata a vedere una mostra. Che una cosa meravigliosa di Madrid, La Signora, è che puoi amare l’arte ed essere povero senza nessun conflitto nè frustrazione, senza fare il punkabbestia dannato, senza metterti su internet a vedere i quadri perchè non hai i soldi per il biglietto del museo,o cercare di convincere quello che sta alla biglietteria che sei ancora studente, mostrandogli il tesserino dell’università del 1996!
No, qui queste umiliazioni puoi evitarle giacchè quasi tutti i musei e le sale espositive di Madrid sono gratis, o hanno orari di entrata gratuita. Non come a Roma, dove devi pagare pure per andare al museo comunale!
Che l’altro giorno una mia carissima amica che è pittrice e viveva con me a roma mi ha detto che era stata al Palazzo delle Esposizioni ed era pieno di bella gente, e i ragazzi erano tutti gnocchi, tutti eleganti, tutti fighi, che io lo so che lì è così, non è che lo conosco poco il Palazzo io, io lo conosco fin troppo quel posto di merda, il Supermercato delle Esposizioni, che un biglietto costa 12 euro! 12 euro! Allora io ho subito detto alla mia carissima amica pittrice che ci credo che lì sono tutti belli de eleganti, a 12 eurazzi il biglietto! Io sabato mi sono comprata un paio di jeans da Zara a 12 euro! Comunque qui a Madrid no, qui a Madrid tu puoi amare l’arte, amare lo shopping e avere pochi soldi senza problemi, perchè puoi vedere delle cose bellissime gratis e poi quando esci dalla sala espositive puoi pure andare a comprarti dei vestiti, che tanto qui ci sono ancora i saldi e le cose te le buttano appresso.
Comunque è meglio se non parlo della realtà museale romana, altrimenti mi censurano il blog, che poi non sarebbe una grandissima novità visto che qualche mese fa mi hanno censurato un gruppo che avevo creato sul facebook e che è meglio non nominare, altrimenti sì che mi censurano nuovamente!
Non è che io sia una persona persona particolarmente intellettuale, nè colta, assolutamente! A me mettimi sulla spiaggia con una peroni de un panino con la porchetta de io sto benissimo, però io riconosco il valore dell’arte, l’arte che purifica, ripulisce, aiuta. Osservare cose belle dà senso alla giornata, e crearle dà senso alla vita, dico io.

Oggi io, a Madrid, in questa bellissima cittadona che mi ha amorevolmente accolta, ho visto una bellissima mostra di fotografia a 0 euro. Il fotografo è un ragazzo pelato con la faccia un pò sorpresa, e si chiama Pierre Gonnord, e la sua mostra si chiama Terre de personne.
Si tratta di ritratti bellissimi, e poi qualche foto della natura.
Io oggi in calle Alcalà 31 davanti alle foto di Pierre sì che sono stata bene.

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