COJONES, non una parolaccia ma una parolona

Per avere un anno grandioso bisogna iniziarlo alla grande, con energía e ottimismo, dicono certe pagine web tanto banali quanto di piacevole lettura.
E allora tra una poppata e un cambio di pannolino mi chiedevo quale potesse essere l’entrata trionfale di vivereamadrid in questo nuovo anno, e la risposta l’ho trovata in una delle parole più complesse e interessanti del castigliano: COJONES, cioè coglioni.
Non fare il perbenista mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!!!
Credo che non esista una parola spagnola con più accezioni di COJONES! Questo semplice e banale vocabolo che si riferisce agli attributi maschili nasconde in se soprendenti significati:

Se è accompagnata da un numerale assume un significato diverso a seconda del numero che l’accompagna.
1 cojón= caro, costoso (vale un cojón)
2 cojones= coraggio (tenía dos cojones)
3 cojones= disprezzo (me importa tres cojones)
Un numero molto grande= difficoltà (me costó mil pares de cojones lograrlo)
Quando “cojones” é un verbo il significato cambia:
TENER cojones= avere coraggio (esta persona tiene cojones) sebbene con un segno esclamativo il significato cambia, e può indicare sorpresa ¡TIENE COJONES!

Se i famosi attributi vengono messi in qualche posto specifico cambia il significato:
- Puso los cojones encima de la mesa (mise i coglioni sul tavolo) = determinazione
- Me apuesto los cojones (mi gioco i coglioni)= sfida
- Te corto los cojones (ti taglio i coglioni)= minaccia

Anche il tempo del verbo utilizzato cambia il significato:
Il presente indica fastidio: me toca los cojones (mi tocca i coglioni)
Il riflessivo significa pigrizia: se tocaba los cojones (si toccava i coglioni)
L’imperativo significa sorpresa: ¡tocate los cojones! (toccati i coglioni!)

I prefissi e i suffissi modificano il significato della parola:
Acojonado indica PAURA
DEScojonado indica STANCHEZZA O RISATE
Cojonudo indica PERFEZIONE
Cojonado indica INDOLENZA

Le preposizioni difiniscono una espressione:
DE cojones= successo (me salió de cojones)
DE cojones= quantità (hacia un frio de cojones)
POR cojones= volontà (lo haré por cojones)
HASTA cojones = mimite (estoy hasta los cojones)
CON cojones= valore (era un hombre con cojones)
SIN cojones= codardia (era un himbre sin cojones).

Ovviamente anche il colore, la struttura, la forma e la dimensione influiscono sul significato:
Colore:
Viola= freddo (se me quedaron los cojones morado)

Forma:
Cuadrados= stanchezza (tenia los cojones cuadrados)

Dei COJONES molto sfruttati indicano ESPERIENZA: tenia los cojones pelados de tanto repetirlo.
Ovviamente la dimensione e la posizione sono estremamente importanti:
- Tiene los cojones grandes y bien plantados
- Tiene los cojones como los del Caballo del Espartero

Quando la dimensione è eccessiva il significato diventa negativo, e indica pigrizia o passività:
Le cuelgan los cojones
Se pisa los cojones
Se sienta sobra los cojones

L’esclamazione ¡COJONES! Indica sopresa
¡MANDA COJONES! Significa perplessità
¡ME SALE DE LOS COJONES! Determinazione, ordine imperativo.

Insomma una parola complessa, da studiare e imparare bene per capire che se qualcuno ti dice eres cojonudo devi sorridere orgoglioso, mentre se ti dicono eres un acojonado devi forse rivedere qualcosa nel tuo essere.

Los COJONES offrono anche una delle esperienze più tipiche che la Spagna possa offrire ai più temerari tra i suoi visitatori: magiare las criadillas, cioè i testicoli del toro. (io non posso farcela. Tu???)
piatti tipici spagnoli
Se l’idea di ingerire i genitali di un animale non ti alletta molto forse ti consolerà il motto che suole spinge gli uomini a consumare questo piatto, cioè «de lo que se come, se cría», letteralmente “di quello che si mangia, si cresce”.
Quindi se vuoi aumentare la tua mascolinità sai cosa mangiare a Madrid!

Buon anno a tutti, buon inizio, buona nuova vita!

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Pomada del mio cuore

Quello che mi piace del castellano, anche detto “spagnolo” (inteso come lingua e non come macho ibérico) è TUTTO!
Oggi vorrei parlare di una parola piccola, comune ma densa di valore: POMADA.
La pomada non è altro che la pomata, cioè crema, unguento.
Però nel castigliano il suo valore aumenta in due espressioni sublimi:
Estar en la pomada
Que te den pomada

Estar en la pomada significa essere al corrente di qualcosa, sapere di cosa tratta una noticia o un fatto in genere segreto (e forse un po’ turbio).
Que te den pomada é invece una frase dispettiva, di rifiuto. Invece di mandare il tuo  interlocutore rompicazzo a quel paese auguragli che gli mettano della pomata!!
Pomada è anche una bevanda típica di Minorca, gin con limonata.

Pomada, una parola che sembra banale ma non lo è. ¡POMADA TODA LA VIDA!

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PELAR, un gran verbo

Un verbo spagnolo molto molto bello è PELAR, scatola magica colma di mille significati.


Dal latino pilare PELAR significa:

  • Tagliare, rasare, togliere i capelli
  • Spennare: pelar un pollo, tagliare un pollo
  • Sbucciare, pulire: pelar una naranja, sbucciare un’arancia
  • Restare senza soldi: me pelaron en el casino, mi lasciarono senza soldi nel casino
  • Criticare (soprattutto in latino america)
  • Perdere i capelli
  • Perdere la pelle a causa del troppo sole: se me está pelando la espalda, mi sto sbucciando la schiena

Qualcosa può essere dura de pelar cioè difficile da conseguire i da vincere, come ad esempio este profesor es duro de pelar, cioè questo professore è un osso duro
Qualcosa que pela è qualcosa che produce una sensazione estrema, come ad esempio il freddo: hace un frío que pela, fa un freddo tremendo.
Un salario pelado è uno stipendio fisso, completamente senza bonus nè incentivi

Se qualcosa ti è indifferente ma vuoi rimarcarlo in senso dispregiativo potrai dire ME LA PELA: ¡que te enfades ma la pela! che sarebbe non me ne frega un cazzo che ti arrabbi! Idealmente PELARSELA indica due cose: o qualcosa che ti tocca solo superficialmente ma non scalfisce la tua anima, proprio come togliere i peli o masturbarsi, che sarebbe il nostro “questa cosa mi fa ‘na sega!

Un saggio proverbio spagnolo dice: Cuando las barbas de tu vecino veas pelar, pon las tuyas a remojar (quando vedi tagliare la barba al tuo vicino inizia a inumidire la tua), cioè se attorno a te le cose si mettono male è il caso di prepararti per affrontare il peggio… saggezza popolare!

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Olerse la tostada, cioé prevedere qualcosa

Quando succede qualcosa che in qualche modo immaginavi in spagnolo si dice “Olerse la tostada”, cioè “sentire il profumo del pane tostato”.

come direbbe la nonna: "IO LO SAPEVO!!!!"

Così come sentendo l’aroma del caffè possiamo immaginare che qualcuno lo sta preparando, l’espressione “olerse algo” significa intuire (sospettare con una certa sicurezza) che succederà qualcosa, e può avere un’accezione positiva. Aggiungere “la tostada” vuol dire indicare l’esatto segreto che stiamo indovinando, che in genera ha una connotazione negativa, come scoprire un tranello o un inganno.
Esempi: La fiesta a sorpresa ha salido fenomenal, pero me olía algo
La festa a sorpresa è stata fantástica, però un pó me lo immaginavo
Cuando les vi juntos no me quedé sorprendida: ¡ya me olía la tostada1
Quando li vidi insieme non restai sorpresa, giá avevo intutito qualcosa

La situazione contraria si esprime con caerse de las nube, cioé l’italiano cadere dalle nuvole (ma al singolare, non si sa perché!).
Per indicare una persona particolarmente distratta e stordita a Madrid capitál si usa estar en la parra, e parra è vigneto.

hoy estoy en la parra

Uno que está en la parra no se enterara de nada y nunca podrá olerse la tostada, pero si caerse de la nube :)

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Offese in spagnolo

Questo post di oggi lo dedico a CarmenC e LorenzoMan che dopo il post sulle espressioni volgari in spagnolo mi hanno chiesto di continuare a raccontare qualcosa sulgli insulti della penisola Isterica (hjhjh!).

Un’offesa che io amo tantissimo è malfollado o malfollada, a seconda se si riferisce a un uomo o una donna. Si pronuncia malfoiado/a (la doppia L è I, come nel caso di paella) e letteralmente significa mal scopato, dal verbo FOLLAR (fare l’amore).
Allude chiaramente a una persona di cattivo umore perché supuestamente scopa male, o (San Isidro non voglia!) non scopa affatto!
Se vuoi dirlo alla madrileña dovrai troncare la D e aggiungere un paio di O finali dicendo MALFOLLAOOO, che a Madrid si usa così!

tipica espressione del MALFOLLADO!

Insomma questa offesa è sicuramente tra le più terribili che si possano dare e ricevere, quindi sii parco nell’usarla!!!
Se invece vuoi offendere in modo più elegante potrai definire qualcuno mal nacido, cioè nato male.
Questa espressione indica una persona che si comporta male, ma che probabilmente scopa. O almeno vogliamo sperarlo!
Se le volgarità spagnole te ponen ti invito a leggere anche joder, parolacce in spagnolo e cachondo

E adesso il momento della sincerità anonima:

A volte sei stato MAL FOLLADO??
  
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Il participio in spagnolo

Mio caro e caro amico italiano che vivi a Madrid, è giunta l’ora di svelarti un altro segreto di pulcinella delle grammatica spagnola: in spagnolo il PARTICIPIO è sempre maschile, e non concorda mai con il sostantivo.
L’aggettivo si, il participio no.

La finestra è aperta= la ventana està abierta
Hai aperto la finestra? Si, l’ho aperta = has abierto la ventana? Si, la he abierto

Se quando usi male il ciao in spagnolo la gente ti guarderà come un alien sappi che accordando il participio al sostantivo gli spagnoli vedranno in te direttamente un maccherone gigante

Lottiamo insieme contro l’itañolo!

e ora un piccolo quiz per conoscerti meglio:

i post di grammatica sono:
  
pollcode.com free polls 
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CACHONDO:quando la grammatica è DAVVERO importante!

Una parola spagnola molto molto interesante è cachondo.
Si tratta di un aggettivo che ha significati molto diversi a seconda del verbo con cui si usa e, ovviamente, del contesto della frase. Si pronuncia CACIONDO al maschile e CACIONDA al femminile (Ch si legge CI) e i suoi significati sono prevalentemente due:
essere simpatico, divertito, piacevole
essere eccitato sessualmente
(!!!)
Quindi mia cara amica italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se stai parlando con qualcuno e vuoi dire che tu sei una persona simpatica devi dire “soy cachonda” (appunto sono simpatica) e non “estoy cachonda” (cioè sto arrapata!!): capisci adesso perchè è importante usare bene questo verbo?? Le reazioni del tuo interlocutore potrebbero essere le piú disparate!

Il dizionario salverà il mondo!

SOY, di essere, indica una condizione permanente dello spirito, mentre ESTOY, di stare, di riferisce a una fase transitoria, per cui l’aggettivo CACHONDO cambia completamente di significato, un pò come il verbo JODER

Quindi ad esempio il tuo collega gnoccone potrai definirlo “tío cachiondo”, il che non significa che è simpatico, ma solo che apprezzi la sua forma fisica (cioè che està como un queso)!
Se invece è simpatico ma non ti piace dirai “el tío este es un cachiondo”, per dire che la sua anima è cachionda, ma purtroppo il suo corpo non accompagna tal cachondagine.
Poi ovviamente nella lingua parlata le regole grammaticali sono relative, per cui potrai definire il tuo collega cachondisimo per dire che ha tutto: fascino e simpatia!

Da cachondo deriva CACHONDEO, aggettivo che si riferisce a situazioni caotiche, divertenti e poco serie:
¿Pero qué cachondeo es este? Però che situazione poco seria è questa?
¡este curso no es un cachondeo! Questo corso non è una cretinata!

Quindi il verbo cachondear, cioè prendere in giro qualcuno, burlarsi di qualcuno:
cachondeando de los políticos prendendo in giro i politici

Che tu sia cachondo o no presta molta attenzione usando questo verbo:
¡Podrían cachondearse de ti, lo cual molestaría a cualquiera, también un cachondo!

Ti piace leggere queste curiosità sulla grammatica spagnola e su Madrid? allora devi scaricarti due app (non una, ma ben due!) di vivereamadrid: la app del blog  (vivereamadrid)e la app sui proverbi spagnoli (proverbi spagnoli), per conoscere la cultura e la grammatica spagnola in modo simpatico tramite i proverbi più usati nella penisola isterica!

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PAROLE,PAROLE,PAROLE A MADRID

Che poi se posso dire la verità un blogger non sempre ha tempo/voglia di scrivere dei post, e questo succede soprattutto se il blogger in questione vive a Madrid, che si sa che La Signora succhia e risucchia tempo e energie.
Comunque oggi ero in metro sballottata da mille voci e mi sono messa a pensare alla perole, e ho capito che una parola che amo moltissimo è VENGA.
Venga è una parola che non ha una precisa traduzione in italiano: può significare andiamo, sbrigati, va bene, ok, maddai, non perdere tempo… ma io la tradurrei più generalmente alla romana, tipo STICAZZIII.
VENGA, ai miei occhi di italiana, è una concentrazione di felicità, spensieratezza e libertà!

(nella foto i Vengaboys, un gruppo a me sconosciuto di eurodance olandese. ho cercato su google-immagini venga e mi è venuta fuori questa immagine come primo risultato!)
Una parola italiana molto amata dagli spagnoli è OVUNQUE! Questa parola infatti si traduce in castillano come “en todos lados” , e non con una sola parola.
Per questo i miei amici spagnoli che parlano l’italiano (un caro saluto a Sara,Kike,Dani e PischiOne) mettono la parola “ovunque” ovunque!
ed ora è sabato sera…VENGAAAA!

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