LA FEBBRE DEL MATTONE, A 550KM DA MADRID

Ieri sono tornata dal mare, che avevo bisogno di acqua salata, e allora con degli amici siamo stati a sud, a La Manga. Che io pensavo di aver visto cose strane nella mia vita, ma mi sbagliavo, perché ancora non avevo visto La Manga.
E se non conosci La Manga, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se non conosci La Manga non conosci una delle cose più tremende del mondo.

Che poi qui a Madrid l’aggettivo tremendo ha una connotazione positiva, ed esempio se un tio està tremendo significa che è un ragazzo davvero gnocco, ma io qui uso tremendo nel senso italiano, di teribbile (con una r e due b!). Che insomma questa cosa terribile, La Manga, è una lunga striscia di terralunga 24 km e larga 1,5, che si trova vicino Murcia. Questa lingua di terra è come un capello che attraversa due punte della costa, quindi è bagnata dal mare su entrambi i lati (dal Mar Minore e dal Mar Mediterraneo).

Si tratterebbe di un posto fantastico, se non fosse per quel terribile fenomeno che in Italia chiamiamo “febbre del mattone”, e che qui è sviluppata come una pestilenza.
Negli anni 60 la zona fu letteralmente presa d’assalto dalla costruzione indubbiamente abusiva, ed attualmente è completamente edificata, ed in estate vi alloggiano più di 500 persone (ahaah!volevo scrivere 500.000, correggo! come giustamente mi ha fatto notare il caro amico Diego!). Queste case di villeggiatura non sono villette, ma palazzoni di cemento di 10 piani, che le Vele di Napoli in confronto sembrano palazzi dell’ottocento. Insomma in questa Manga tu giri e giri e ovunque vedi cemento, che ti senti male.

Allora quando proprio non ce la facevo più a vedere tanto cemento e stavo per sentirmi male ho chiesto ai miei amici spagnoli se anche loro trovassero brutto quello scempio naturalistico, e loro mi hanno risposto praticamente in coro “questo è stato il boom economico spagnolo. Grazie a questo siamo cresciuti”. E allora io mi sono stata zitta, e mi sono rimessa a contemplare il cemento. Che io a volte penso che la Spagna ha due facce, una simpatica,progressista e allegrona, conosciuta ed amata dagli stranieri, e l’altra cupa, arretrata e rozza, che in pochi conoscono ma ogni tanto fa capolino, colpendoti come un pugno in faccia.
E questa faccia brutta, che si manifesta prevalentemente nell’ urbanistica, a me fa proprio venire il mal di pancia.

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