Quasi tradire, pentirsi, amare. Vivere a Madrid.

Non so bene come sia potuto succedere, pero è accaduto.
Cioè, poteva accadere, stava per succedere, e sarebbe successo se non mi fossi soffermata a pensare qualche attimo in più, se non mi fossi buttata un bicchiere d’acqua in faccia e schiaffeggiata davanti allo specchio.
Qualche settimana fa ero pronta per andare a vivere a Barcellona.
É sorta questa possibilità e io non solo l’ho sfiorata ma l’ho quasi afferrata. Ho pensato al mare, ai voli diretti per Bari, alla vicinanza geográfica e stilistica all’Italia, ai bar puliti, alla gente vestita un po’ meglio, e mi sono detta “que sí, ¡coño!” e stavo per farlo.
Come quando incontri un tipo che ti piace, e lo guardi, e ti guarda, e poi non si sa come succede ma si inizia a parlare, a sorridere, e per un secondo piuttosto lungo pensi che quel tipo potrebbe essere una nuova possibilità, una nuova vita, o anche solo un brivido, una illusione, e insomma ti dici “ma si, che cazzo, una volta si vive!!” o magari non ti dici niente, fai solo un enorme urlo dentro per non sentire il cuore. Così mi è successo con Barcellona.
Mi sono immaginata per quelle strade, entrando nel portale di qualche bel palazzo dai soffitti alti, bevendo un caffé in un posto pulito, pagando un gintonic 20 euro MA su una terrazza con vista mare. E ho pensato di farlo.
Poi però l’universo è tornato in ordine (il mio), e anche la mia mente.
Ho fatto una passeggiata con la mia bambina lungo Madrid Rio ed ho capito che stavo per fare una cagata abissale. Ho sentito il mio amore per Madrid rinascere, e le ho chiesto scusa per averla tradita, anche se solo con il pensiero, però insistentemente e per diversi giorni.
Ora sono tornata in me. (Ho anche riletto questo mio post scritto più di due anni fa. Tutto torna. To anche trovato questo post dove parlo di Barcellona, scritto ben 5 anni fa, ma che sento ancora e sempre molto mio)

Mi è venuta in mente una espressione meravigliosa che dovrei usare di più: TÚ MISMO.
Sarebbe Te stesso, ha (come sempre, come tutto) vari significati a seconda del contesto ma a volte è usato in modo tagliete a significare “come vuoi, fai quello che ti pare, fai quello che pensi”.
È un delegare ogni responsabilità e scelta all’altro, ma spingendo alla consapevolezza e al peso delle proprie scelte.
-¿Qué le digo? -a ver, tú mismo
Cosa le dico? –quello che ti pare!
Questa traduzione è evidentemente esagerata, ma è quello che io mi sono detta per uscire fuori dal tunnel nero dei se e ma. Ed è quello che ognuno di noi deve dirsi quando ha qualche tormentata decisione da prendere: ¡tú mismo!

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Madrid in fotografia

Me pilla el toro, cioè mi prende il toro, ma non letteralmente (per fortuna!) ma in generale nella vita.
Non ho tempo per fare quasi nulla, e sto trascurando il blog. Che Madrid mi perdoni!

Per questo ho chiesto aiuto esterno per scrivere qualche post, e oggi ho il piacere e l’onore di avere su www.vivereamadrid.it un’invitata molto speciale: Elisa Santarelli, una fotografa che ha fatto l’erasmus a Madrid e ha deciso di pubblicare su questa pagina alcune fantastiche foto.

Questo è il suo testo, seguno le sue foto. Grazie Elisa!
“Il mio primo vero incontro con Madrid è stato nel 2010 in occasione dell’Erasmus, poi ci sono stati vari “ti ci devo portare” – piccole fughe – nel tentativo di ritrovare, anche solo per poco, quella dimensione piacevole che avevo lasciato. Questa volta però non sono tornata per nostalgia del passato ma per sperimentare nuovi punti di vista, allo scopo di realizzare un piccolo reportage fotografico sulla città.
Mi rendo conto che un mese sia troppo poco per raggiungere tale obiettivo, diciamo che quello che vedrete più che un reportage è un principio di reportage in cui ho cercato di individuare punti fermi e trasformazioni, relazioni e dialoghi tra la città e le persone che la vivono, abitanti del luogo o turisti che siano.
Passeggiando a distanza di tempo nei vari quartieri la sensazione che provo è che Madrid abbia subito, non necessariamente in termini negativi, un radicale cambiamento: mi impressionano gli schermi pubblicitari su Callao (e su Puerta del Sol, però meno), lo spostamento dell’insegna di Tio Pepe, l’Azoteca del circulo de Bellas Artes prima terrazzo abitato dal romanticismo ora lounge bar vestito in giacca e cravatta, la zona totalmente re-inventata del Rio Mazanes, Lavapiés non più “il posto dove è meglio non girare da soli” bensì il fulcro del turismo soprattutto culinario.
Ci sono cose che però non sono cambiate: i banchini del Rastro, i bevitori e i venditori di birra di Plaza dos de Mayo, il Parco del Retiro, il Templo de Debod, plaza Mayor, Palacio Real e tutti gli altri monumenti più o meno storici della capitale.
Luglio 2016. Arrivo a Madrid durante la settimana dell’Orgullo Lgbt, fervono i preparativi e gli arcobaleni attraversano il barrio di Chueca fino ad abbracciare tutta la città. Inizio a scattare da qui, dimenticando ogni bianco e nero.”

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Qui potrai trovare altre foto di Elisa

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Ser de Madriz

Riflessioni sul SER DE MADRIZ, ossia essere madrileño Nota: qui Madrid è Madriz. La D non piace. madrid cose
1. Madrileño: si definisce tale qualsiasi essere nato nella regione di Madriz o a 10.000 km di distanza, senza discriminazione alcune di sesso, religione, razza, cultura o idee. Il Madrileño è colui che ama e vive Madriz, poco importa la sua provenienza. Anche io che sono nata e cresciuta a Cassano Murge in realtà soy de Madriz

2. Uno è di Madriz da qualsiasi parte della Comunidad de Madrid provenga. Sappiamo che se sei nato a Ostia non sei di Roma, però qui sei di Madriz sia che tu sia nato nella Sierra, sia che sia nato a Mostoles. Sei di Madriz e basta.

3. L’espressione “ir al pueblo” (andare al paese, inteso come passare qualche giorno di vacanza al paesino) non è una frase dispregiativa e centralista. Significa “passare qualche giorno o un fine settimana nel luogo di origine della propria famiglia”. Sebbene tutti noi siamo di Madriz la maggior parte dei nostri genitori e fratelli vivono e/o provengono da altri posti. Poverini.

4. È assolutamente falso che Madrid non ha una spiaggia. La costa di Valencia è la spiaggia di Madrid.

5. Chiedendo informazioni per raggiungere un posto si sente spesso l’espressione “está al lado” (sta vicino). Questa si potrebbe tradurre con “sta a 20 minuti di macchina o a 50 minuti a piedi”. Ma tu sai quanto è enorme Madriz?!? pensa solo che la nostra spiaggia sta a Valencia e capirai!

6. Da vero animale urbano il madrileño che va un fine settimana in provincia è molto affascinato e incuriosito dagli aspetti bucolici della vita di campagna, e fa domande idiote. Comprensibile, vorrei vedere il paesano muoversi nella metro di Madrid!

7. Per il madrileño la metropolitana di Madriz è la più bella e agile d’Europa. Concordo.

8. In città c’è una certa tendenza a pronunciare “ej que” invece di “es que”, pero non lasciarti ingannare: Madriz è aperta a tutti ma anche classista, e “ej que” urla provenienza dai quartieri di classe bassa. Sappilo.

9. Il madrileño detesta le preposizioni quando parla dei luoghi della capitale. Plaza de Castilla diventa Plazacastilla, Plaza de España è Plazaespaña.

10. Il madrileño si vanta di mangiare il pesce più fresco della penisola, sebbene la città sia a più di 250km dal mare. Se vuoi mangiare un pescadido fresco fresco vente a Madriz.

11. Quelli di Madrid sono le persone più internazionali del mondo. Dovunque tu sia, per esempio a Tokio, se incontri uno di Madrid e gli chiedi “di dove sei” lui inevitabilmente risponderà “¡de aqui, de Madriz!” (di qui, di Madrid!)

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Cosa fare a Madrid nei momenti un po’ cupi

Mica tutti i giorni sono frizzanti a Madrid!
Alcune mattine anche qui capita di svegliarsi con i pensieri un po’ confusi, che sembra di odorare la nostalgia sul cuscino. Alcune volte anche qui capita di svegliarsi all’alba con un’immagine del passato remoto che si credeva persa per sempre nella memoria.

Per non assecondare i perfidi scherzetti della malinconia ho preso la mia inseparabile Motorona e ho fatto un sacco di cose in giro per la mia amata Madrid, lottando contro i pensieri cupi. E l’ottimismo ha vinto!

Prima ho fatto colazione al Grazie Mille, e il fiore disegnatomi sulla schiuma del cappuccino mi ha detto “Buongiorno Chechi, sorridi!”

come in Italia, peró a Madrid: esiste qualcosa di meglio??

E mi sono messa a guardare alcuni prodotti italiani in vendita, e mi è venuta una voglia incredibile di Fonzies! Allora sono scappata via, perchè la nostalgia stava tornado

ghiottonerie italiane

Poi sono andata a Plaza Mayor, a guardare Madrid dal suo cuore e centro assoluto. Ho visto il celebre Spiderman ciccione mentre si preparava

un eroe dei nostri tempi

e ho seguito il capitano senza testa nella sua misteriosa passeggiata

dove vai capitano?

Proprio mentre i pensieri cattivi facevano capolino ho incontrato un cane buffo, e l’ho preso in giro stando ben attenta a non farmi notare dal suo padrone

la natura può essere feroce

E poi mi sono messa a leggere le scritte per terra, che hanno riempito il mio cuore di poesia

che bello!

E finalmente sono tornata a casa, più contenta.

La cosa che non devo mai dimenticare, e non devi mai dimenticare nemmeno tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, è questa:

LA PAURA È LA MORTE DELL’ANIMA

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Per essere felici

Io oggi non mi ricordo quasi niente di ieri, però si che mi ricordo che la mia cara amica Erika (con K) mi ha detto che Osho le ha detto (a lei e a tutti, anche a te mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!) che noi la vita la dobbiamo vivere come un ruscello di acqua che scorre, e non come uno stagno.
Cioè insomma che anche se i cambi fanno paura il futuro è criptico e la vita inclemente noi dobbiamo vivere trattenendo le cose positive e non avendo paura che le cose cambino. Erika con K, ho capito bene o non ho capito un cazzo?
Supponendo che abbia capito bene e supponendo che questo Osho sia davvero un saggio e non uno sfigato qualsiasi come quasi tutti io ho pensato di provarci a fare quello che dice Osho, di essere ruscelli e non stagni.

Prendi qualcosa per essere felice? Si, decisioni

Porvaci pure tu!

A proposito di felicitá: caro sconosciuto amico lettore se nei prossimi giorni vieni a Madrid capital per favore mi scrivi a chechi@vivereamadrid.it? Ho bisogno di un corriere di parmigiano, ovviamente pago il formaggio e se sei simpatico di offro pure una birra. Aiutami ad essere felice e non avere carenze di calcio. Grazie!

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Madrid, dove il freddo ti entra nel cervello

Quello che oggi posso dire di MADRID è che fa un frio de cojones e che non è affatto bello stare sul motorino, né per strada, io solo starei sul divano con la coperta e un cioccolatino in bocca.

La nostra bella Madrid, dal clima ostile

Ma come può una cittá friggere di estate e congelare di inverno i suoi numerosi, imprevedibili e caotici abitanti??
Poi oggi mi sono ricordata che a settembre quando faceva caldo e si stava sempre in giro a un certo punto decisi di aprire una sezione di street style su questo mio bellissimo blog, per essere più alla moda. E scattai pure qualche foto a sconosciuti, pazienti e creativi passanti, ma poi credo di non averne pubblicata nemmeno una!
E così oggi ho ritrovato la foto di questa timida ed eccentrica signorina leopardata, che si era gentilmente prestata al mio obiettivo con la scioltezza di un burattino di legno.

Pinocchio, ma dove vai??

Devo assolutamente migliorarmi come fotografa.
E adesso il momento della veritá: il TEST! Perché la tua opinione mi interessa ‘na cifra!

Ti piacerebbe che VIVEREAMADRID avesse una sezione di streetstyle?


pollcode.com free polls 

Scusa se scrivo cose pietose ma se vedessi il trascorrere delle mie giornate e il mio cervellino congelato capiresti, mio caro caro caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!

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Pecore a Madrid: la Fiesta Nacional de la Trashumancia

La cosa bellissima che è successa ieri a Madrid (ma siccome sono senza internet fino a mercoledì -maledetto trasloco!- posso pubblicare solo oggi) è la La XIX Fiesta Nacional de la Trashumancia, cioé il giorno della transumanza in cui circa 2000 pecore di lana merinos bianche e nere hanno attraversato il centro di Madrid!
La finalitá di questo atto è rivendicare i diritti e la conservazione dei percorsi per il transito non motorizzato e lo sviluppo sostenibile: COME SONO STATA FELICE DI VEDERE IL CENTRO PIENO DI PECORONE!!!!

¡A por la Puerta del Sol!

Pecorone cittadine

¡A por la calle de Alcalá!

¡A por el oso y el madroño!

¡A por Cibeles!

¡A por la Catedral de la Almudena!

W LE PECORE IN CITTÁ!!!

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!adiós Palos de la Frontera!

E insomma alla fine ho sconfitto la maldición de Palos de la Frontera e ho cambiato casa…
scrivo questo post con mooooolta malinconia, perché cambiare è bello ma anche brutto e perchè come si direbbe in spagnolo Palos es mucho Palos, cioé il mio vecchio quartiere è davvero spaciale nella sua banalitá.
Le cose che mi mancheranno di più sono:
La scalinata difronte casa, cioé la Trinitá dei Monti de noartri

come a Roma

Il negozio di dopanti per diventare muscolosi, che in questi anni ha sempre scatenato in me un mix tra ribrezzo e morboso interesse

ma a che servono tanti muscoli??

La mia sarta, detta “la sarta di Acquaviva” (che spero non me ne voglia per pubblicare una sua foto a sua insaputa!)

Mi mancherai signora sarta di Acquaviva!!!

Le scritte timidamente sovversive che cercano di migliorare il mondo

SPEGNI LA TV ACCENDI LA TUA MENTE!

Il casoplón della mia amata amica LuciadiBari

17 piani di morbidezza!

La cosa che ricorderó con piú forza di tutto questo tremendo trasloco sará sicuramente lo spostamento dell’acquario di 60 litri (e pesci!). Un GRAZIE speciale a Dimitri Petrof per l’aiuto!

MAI piú traslocare un acquario!

Infine l’immagine che porteró sempre sempre nel mio cuore è la foto scattata ieri pomeriggio con Pischi One nella nostra casetta ormai vuota

IN QUESTA CASA SIAMO STATI TANTO FELICI! (e anche un pò tristi)

Da oggi inizia una nuova fase della mia vita, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid scusa la malinconia di questo post però a Palos lascio un pezzo del mio cuore!!

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Haiku per Madrid

Oggi preparo la valigetta che domani devo andare a Barcellona per delle robe di lavoro.
Poi da Barcellona forse andrò in Italia, o forse tornerò a Madrid e poi andrò in Italia, non lo so ma di sicuro poi tra qualche giorno torno a Madrid.
Che io quando devo lasciare Madrid (anche solo per qualche giorno, anche se per andare in un posto bellissimo) mi sento sempre malinconica e per esprimere al massimo questa inquietudine che ho nell’anima ho scritto un haiku.
(grazie al mio insostituibile cugino Andrea per avermi aiutata a contare le sillabe!)


Tu, odorosa

Tra birra e patatas

Rubi il cuore

la nostra grande Madrid

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Il bello di vivere in Spagna

Siccome i miei grandi perchè della vita in spagna hanno creato un pò di scompiglio ho pensato di dedicare un post al bello di vivere a Madrid (in Spagna).
Questo post non nasce con il desiderio di bilanciare l’altro (i miei grandi perchè vivono e si moltiplicano nella mia mente) ma dalla voglia di comunicare anche quello che io amo di questo folle Paese, e lo dedico alla mia sconociuta amica Rocio e a tutta la comunità di Spagnoli a Roma (e in Italia) che immagino abbiano (giustamente) molta nostalgia della Spagna (e probabilmente leggendo questo post compreranno biglietti aerei per passare qualche giorno a casa).

Forse quello che penso è valido per tutta la Spagna, ma io parlo di Madrid perchè è dove vivo.
Che poi magari un friki di una qualsiasi città, per esempio di Palencia, mi scrive una mail e mi dice no es verdad lo que dices!!! En Palencia no se hace esto si no lo otro!! perchè insomma i rompiscatole abbondano sia in Spagna che in Italia.

Il bello del vivere in Spagna non entra in un solo post nemmeno se lo amputo, lo frullo e lo comprimo. Le idee mi fuoriescono da tutti i pori del mio corpo, e così adesso dirò le prime cose che mi vengono in mente e forse dimenticherò altre più importanti.

La moda dello scompiglio interiore. A Madrid (in Spagna) ce ne freghiamo di quello che dicono le passerelle, e la moda la decide la gente. Gli spagnoli conoscono l’arcobaleno e lo indossano con sommo piacere, superano il dogma nero=eleganza, sanno divertirsi anche con i tessuti e indossano con disinvoltura cose che io fino a qualche anno fa vedevo come impensabili (e che invece ora sfoggio con orgolio=tocados)

Conoscersi e baciarsi. A Madrid (in Spagna) ci si vuole bene! O almeno ci si prova, e per questo non appena conosci qualcuno ti presenti con due sonori baci sulle guance.
Tra maschi però si mantiene la distanza fisica, e si va di stretta di mano.
Il bacio se sei donna devi darlo sempre: a donne, uomini, vecchi e bambini. Nel sudore e nella malattia, sempre. È brutto? No, è bellissimo! È diverso però bellissimo, perchè il bacio rompe barrierie fisiche e mentali, e crea subito vicinanza. Ti conosco e ti bacio: smack!

Il paese che fermò il tempo. A Madrid (in Spagna) non è mai troppo tardi! Gli orari sono dilatati o completamente frantumati da una nuova concezione temporale.
Non è mai troppo tardi per fare niente, si può mangiare, uscire, dormire, fare spese etc a qualsiasi ora del giorno e della notte (nel centro di Madrid alcuni negozi chiudono alle 22.00). La giornata dura davvero 24 ore.

Gente da bar. Cioè per esempio io sono una che ama i bar, e se non so che fare io prendo e vado 5 minuti al bar. A che bar? Non lo so, a uno qualsiasi, al primo che incontro per strada.
Il bar è come tu territorio neutrale, terra di nessuno dove poter bere un caffè (che sarà pessimo se sei a Madrid! Ejeje!) e stare un pò li a guardare la gente che entra e esce, a rubare minuti di vite altrui. Giovane donna solitaria in un bar, a Madrid (in Spagna) è normale. Diciamo che a Madrid (in Spagna) non c’è qualcosa di mal visto. Tu prendi e vai al bar, come è giusto che sia!

A me piacciono le spagnole. Sono etero però riconosco che è IMPOSSIBILE non amarle. Vanno al bar (anche da sole), si vestono come gli pare, ridono, bevono, si ubricano e succede che vomitino per strada, parlano, ballano, si mettono las bolas chinas, sono CONCRETAMENTE femministe, tutti gli anni vanno in vacanza con le amiche: vivono!
Per questo i maschi italiani ignoranti credono che le spagnole siano “ragazze facili”, perchè sono vive e DISFRUTAN.

Los españoles me ponen. Mai dissi verità più vera. Sono lenti, non corteggiano perchè sono paritari, non ti offrono manco una birra, sono dei maledetti Peter Pan, uscirebbero tutti i giorni e fino ai 35 anni rischiano il coma etilico ogni sabato sera PERÒ sono onesti e sinceri. Il maschio spagnolo non mente, non ti prende in giro, è integro e onesto. ¡Me ponen!

Essere o avere? Indubbiamente ESSERE. A Madrid (in Spagna) non conta che lavoro fai, come ti vesti, che macchina hai, dove esci la sera. Quello che conta è come sei.
E un paese in cui conta più il contenuto del contenitore merita tutta una vita.

cielo su Madrid

E tu cosa ami particolarmente di questo Paese?

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Madrid: pensamientos confusos

Questa settimana ho la sensazione di non star scegliendo la vita, ma che la vita stia scegliendo me.
Assonnata e stanca mi barcameno tra le mille faccende quotidiane, desiderando solo del tempo vuoto da riempire a mio piacimento.
Ci metterei una dormita sul mio divano, un pomeriggio con Lucia di Bari, una lunghissima telefonata con mamiuska.
Ma il tempo vuoto non c’è, e allora non mi resta che catturare immagini che mi impressionano per poter raccontare qualcosa sul mio amatissimo blog.

La tragaperras della Mahou: il premio è la birra!

se vinci bevi!

Il gatto del mio vicino, che mi aspetta affacciato alla finestra e mi guarda in modo inquietante

caro gatto del vicino io ti odio!

Un cane lascivo, che mi dà parecchia invidia

vorrei essere un cane libidinoso...


Domani è venerdì, e speriamo vada tutto bene.

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