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Storie traverse a Madrid

Storie traverse a Madrid

05/06/2010 | cosa vedere | Comments (13)

Allora, tutto è andato bene, quindi adesso, finalmente, posso ricominciare a scrivere. Che prima ero preoccupata e non sapevo che dire, poi sono stata in Italia e Madrid mi sembrava il più magnifico e lontano episodio della mia vita, e quindi non sapevo cosa scrivere, poi sono tornata e mi sembrava difficile riprendere a raccontare, e poi ho ricevuto una bella mail dal mio amico e parente Pietro e mi sono sciolta, quindi sono tornata. Che insomma non l’ho ancora detto ma lo sanno tutti che L’INTER HA VITO, e quella notte è stata bellissima, e La Signora mi sembrava più incantevole che mai. Abbiamo anche appeso la bandiera dell’inter alla finestra!

Poi, dopo essere diventati campioni, sono successe varie cose: ho pensato di comprarmi una moto, sono andata a vedere le moto, sono stata in italia, ho passato 6 ore nell’aereoporto di bergamo aspettando il mio secondo volo e lì ho sbroccato, sono tornata a madrid, ho ricevuto un sacco di mail di voi matti che leggete il mio blog, ho deciso che la moto non me la compro più, etc.
Poi ieri sono stata a Lavapiés al BOLLYMADRID e ho mangiato un sacco di indianate, ed oggi sono stata a La Pedriza, il paradiso terrestre a 60 km da Madrid.
Lì, nel paradiso terrestre a 60 km da Madrid, PischiOne per farmi uno scherzo ha riempito una bottiglia di plastica con acqua del fiume, ed io me la sono bevuta quasi tutta, ed ora mi fa male la pancia, che io credevo che era acqua potabile, non acqua di fiume.
E insomma…sono tornata! Grazie per le mail che mi avete scritto e per i commenti!

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CHULAPOS  A MADRID!

CHULAPOS A MADRID!

Ieri c’è stata la festa di San Isidro, e tutta Madrid si è riversata nell’omonimo parco. In questo parco c’è l’obitorio della città, e a mi sembrava brutto fare bottellon proprio davanti all’ingresso dell’obitorio, ma insomma a Madrid tutto è un po’ estremo, e queste cose sembrano normali. Il parco era pienissimo di gente vestita da chulapos (così si chiamavano anticamente gli abitanti del quartiere di Malasaña): le donne con un vestito tipo sivigliano, uno scialle, un mantellino ed un garofano rosso in testa, e gli uomini con cappello nero a quadri bianchi, stivaletti e un fazzoletto bianco al collo.

La cosa che io AMO de La Signora è che nonostante la sua statura da megalopoli qui si vive in modo umano, coltivando le tradizioni, in una dimensione quasi, a volte, di paese. Ed allora io pure mi sono messa un garofano rosso tra i capelli e sono andata a celebrare il nostro santo. Al parco c’erano le giostre, le bancarelle di oggettini e poi le immancabili bancarelle di cibo, dove la cultura del “mondo fritto” imperava: c’erano delle enormi pentolone piene di olio bollente dove veniva fritta qualsiasi cosa!

Poi una cosa che piace molto qui a Madrid è il Salchipapas , un bicchierone di plastica da un litro pieno di patate fritte e salsiccia fritta, affogate nelle salse

Poi c’erano delle cosce di pollo frittissime che io solo a guardarle sono ingrassata
e dei panini lunghissimiiiiiiii (in questa foto non si vede bene ma erano lunghi quanto il mio avambraccio!)
Infine una cosa davvero nuova per me sono stata le mele caramellate per il motto come ti rendo maiala anche la frutta!
Il mercato nutturno della piazza di Marrakech alla festa di San isidro gli fa un baffo! tutto è stato bellissimo ed estremamente unto, e non vedo l’ora che torni SAN ISIDRO!

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San Isidro e il miracolo dell’Atlético

San Isidro e il miracolo dell’Atlético

13/05/2010 | cosa vedere | Comments (12)

Dunque io oggi devo dire parecchie cose, che ieri siamo entrati nella festività di San Isidro e questo curioso santo proprio ieri ha fatto il miracolo :l’Atletico Madrid ha vinto! E quello che è successo ieri notte a Madrid, quando l’arbitro ha fischiato la fine della partita, non si può capire. Ad essere sincera io ero nel sul divano di casa mia, ma insomma sì che ho sentito un casino esagerato, fuori e nel mio cuore!

Ma insomma oggi non parlo di calcio ma del santo de La mia Signora, San Isidro. Che questo signore qui ha una storia curiosa, perché nacque nel 1080 a Madrid e si sposò con Santa Maria de la Cabeza, che era pure una gran donna, tanto buona che fu fatta santa, ma per me fino a 10 minuti fa, cioè fino a quando non aprissi la wikipedia alla voce “San Isidro”, per me Santa Maria de la Cabeza era solo lo stradone dietro casa. Comunque torniamo al santo, che questo santo pare fosse moto buono, perché pregava tutto il tempo, e proprio grazie alle sue preghiere riuscì a salvare suo figlio (San llàn, una famiglia di santi, elllamadonaaaaa direbbe mio padre) da un pozzo, dove era rimasto intrappolato. Il giorno vero e proprio di questa festività è il 15 maggio, ma qui che siamo un pò esagerati le cerimonie durano una settimana intera, con l’apice assoluto sabato 15. Che fa La Signora per festeggiare il suo Santo? Ebbene tutta la città è in festa:concerti, spettacoli, mercatini e ovviamente fulcro di tutto sarà un pauroso BOTTELLON nel Parque de San Isidro. Poi siccome quest’anno la Gran Via compie 100 anni il nostro sindaco sborone, che poverino lui non sa che vuol dire vivere in una città antica, ha deciso di festeggiare il giorno di San Isidro con una torta gigante, oltre che musica e balli.

Anche questa volta: IN ALTO I CALICI!

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Strambe leggi a MADRID

Strambe leggi a MADRID

09/05/2010 | emozioni | Comments (19)

Che in Spagna piace bere ormai si sa, e io questo tema del bere me lo tengo stretto stretto, che posso scrivere un sacco di post io su questo tema qui! Quello che racconterò oggi è la Leyes antibotellón, cioè quell’insieme di regolamenti che cercano (direi piuttosto inútilmente) di limitare il fenomeno del consumo di alcol tra i giovani.
Poiché l’alcol è legale su tutto il territorio spagnolo le Comunità Autonome hanno ideato tre modi diversi di arginare l’etilismo dilagante:
• Proibire la vendita di alcolici ai minorenni
• Proibire il consumo di alcol in qualsiasi via pubblica (escludendo i tavolini esterni di bar e ristoranti)
• Proibire la vendita di bevande alcoliche nei supermercati e in qualsiasi commerci similari a partire dalle h 22.00. Questa proibizione impedisce di trovare alcol economico durante la notte, quindi ne limita un po’ il consumo.
Ovviamente se queste leggi non vengono rispettate si ha una multa, e così io l’altro giorno sono stata al negozio cinese sotto casa mia e ho scoperto che questo cinese qui è un pò malandrino, perchè lui non rispetta la legge, vendendo alcol anche la notte:

Adesso, per la sua avidità, la polizia gli ha proibito di vendere alcol a qualsiasi ora! ahaha!
Poi se una notte d’estate tu sei qui a Madrid e non sai bene che fare, che sei un pò annoiato, io ti consiglio un programma davvero alternativo, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!
Io ti consiglio di andare a Plaza de Moros (dove impera una grantissima tradizione di bottellòn)
Ver mapa más grande con una birra in mano (infrangendo la legge!) e sederti a bere: a un certo punto arriveranno 2 o 3 poliziotti, che cammineranno distrattamente tra le gente con un quadernetto in mano. Vedrai, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che tutti gli spagnoli si alzeranno e inizieranno a raccogliere tutte le loro bottiglie ed a fuggire (più o meno rapidamente) dalla piazza, facendo finta di niente. Questo è come un gioco che si crea tra la polizia, che deve impedire il bottellòn ma che sente solidarietà per la gente che lo sta facendo, e il giovane spagnolo, che nel bottellon ritrova se stesso ma evidentemente non vuole pagare la multa, quindi alla vista della polizia scappa elegantemente. La cosa più divertente del gioco è che non tutti i presenti sanno le regole, per cui nelle piazza c’è SEMPREun gruppetto di italiani che restano lì seduti a bere, chiedendosi perchè tutti vanno via: e puntualmente il gruppetto di italiani viene multato!!! è molto divertente questa scena, quando hai la prontezza di nascondere le birre che anche tu stavi bevendo e far finta di essere lì per caso!
…dedico questo post di oggi alla mia mamma, che a lei non piace bere e non vuole che io lo faccia (non lo faccio, madre!) ma oggi è la festa della mamma! mi manchi mamiuska!
Infine devo dire che io, vulcano permettendo, domani vado a Londra e quindi per qualche giorno non potrò scrivere sul mio stupendo blog, che verrà consumato dallo spam. Maledizione!

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Amore per gli UCCELLI a Madrid!

Amore per gli UCCELLI a Madrid!

05/05/2010 | cosa vedere | Comments (9)

A Madrid c’è un posto magico per chi ama gli uccelli (parlo di ornitologia!), e questo posto si chiama calle de Fray Ceferino González.

Che io prima di venire a vivere a Madrid non ci avevo mai pensato a quanto sono belli i piccoli volatili, con le loro piume morbide e i colori pastello, che ti viene voglia di mangiarteli in un boccone, come se fossero di zucchero.
Poi una domenica, mentre passeggiavo per il rastro, ho seguito un pio-pio assordante e ho scoperto questa stradina magica, interamente popolata da negozi e bancarelle che vendono uccelli!
In questa strada FLIPAS A COLORES, per via del pio-pio! Io davvero mi chiedo come si possa lavorare otto ore al giorno con un assordante cinguettio di milioni di trilioni di uccellini matti!

A me questa strada magica de La Signora mi ha un pò cambiato la vita, perchè uccella una domenica, uccella l’altra domenica ecco che mi sono fatta regalare una coppia di canarini: Roma e Perico!

Allora una cosa che io devo proprio dire dei canarini è che condizione indispensabile per averli in casa è possedere un’aspirapolvere, perchè i canarini sono dei piccoli maiali con le ali: sporcano tutto! I miei, per esempio, hanno come passatempo il lanciare i semini sul pavimento e sui divani…insomma tra quello che buttano e quello che mangiano sti canarini sono dei grandissimi consumisti!
Poi io un triste giorno ho scoperto che i canarini non possono volare, perchè quelli, poverini, sono nati in gabbia e quindi non sono molto capaci di muovere le ali. Allora la sera lascio sempre la porticina aperta, così Roma e Perico possono uscire e volare per la casa, e sono contenti. Il solo problema è convincerli a rimettersi nella gabbia…
A proposito di uccelli un detto conosciuto è Más vale pájaro en mano que ciento volando, cioè vale di più quello che realmente hai che quello a cui aspiri!

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2 Maggio: festa di MADRID!

2 Maggio: festa di MADRID!

Oggi è 2 di maggio, festa di Madrid: si celebra quello che è conosciuto come il “Levantamiento del 2 de mayo” del 1808.
In questa data le classi popolari di Madrid si opposero all’occupante francese. Di contro i francesi risposero in modo crudele alla (giusta) ribellione, e Murat esattamente il 2 maggio firmò un decreto che creava una commissione militare per sentenziare a morte tutti coloro che fossero stati incontrati con armi alla mano.
Nel Salòn del Prado e nei campi di Moncloa furono fucilati centinaia di patrioti. Murat pensava in questo modo di aver sconfitto i rivoluzionari, ma si sbagliava!
La sua prepotenza aveva solo ulteriormente infiammato l’animo degli spagnoli: la notte del 2 di Maggio, nella città di Mostoles un politico di nome Juan Pérez Villamil redasse una vera e propria dichiarazione di guerra ai francesi, dal nome Bando de los alcaldes de Móstoles o Bando de Independencia.

Insomma oggi a Madrid si festeggia la libertà: in alto i calici, gatos!

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STORIE DI VELI A MADRID

STORIE DI VELI A MADRID

22/04/2010 | emozioni | Comments (4)

Una cosa molto interesante che è successa qui a Madrid è che una giovanissimissimissima musulmana (14 anni) andava a scuola con il velo che le copriva i capelli, e la normativa scolastica ha obbligato la ragazza a togliere questo velo, dicendo che durante le ore di lezione non è ammesso nulla che copra la testa (cappellini, berrettini, veli…niente!): evvai con la polemica!
Le amiche della ragazze si sono tutte presentate a scuola con il capo coperto da veli,la destra accusa, la sinistra offende, il centro annuisce e chi più ne ha più ne metta.
Mentre un liceo vicino a quello incriminato di razzismo si dichiarava disponibili ad accogliere la giovane donna con velo annesso, l’estrema sinistra si arrabbiava dicendo che no, che non è giusto trasferire la ragazza perché questo lederebbe i suoi diritti. Allora la comunità musulmana ha risposto che il velo resta, e la ragazza al liceo pure, e punto e a capo!
In tutto questo urlio alla Chechi è piaciuto quello che ha detto Il portavoce della comunità di Madrid, cioè che il velo non dev’essere ammesso perché non si deve ammettere alcun simbolo religioso, e basta.
Insomma la Francia resta un grandissimo modello, dove le musulmane arrivano a scuola con il velo, lo tolgono per seguire le lezioni e una volta fuori dall’edificio scolastico si ricoprono.
Che poi, diciamoci la verità, il velo in se per sé non è un problema.
Il problema è quello che rappresenta.

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Cose sospese a Madrid

Cose sospese a Madrid

19/04/2010 | cosa vedere | Comments (8)

A Madrid abbiamo un edificio sospeso, che io lo conoscevo ma come distratta passante, e non mi ero mai resa conto che la Caixa Forum di Madrid di libra nell’aria come una pesante ape, ed il traffico diventa il suo ronzio. Allora, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se un giorno qualunque tu sei qui a Madrid e la vita ti sembra difficile e anche un po’ noiosa io ti consiglio davvero di andare in Paseo del Prado n36 , infilarti nello spazio tra il suolo e l’edificio, alzare la testa e fare OOOOOHH.
Che così, d’un baleno, la vita ti sembrerà più speciale solo per aver visto una vecchia Centrale Elettrica sospesa di fronte ad un giardino verticale; questo miracolo dell’archeologia industriale è CaixaForum, l’antica Centrale Elettrica de La Signora, riabilitata nel 2001 dallo studio di architettura Herzog De Meuron con i soldi della Caixa (la banca, in catalano).
La facciata toglie il fiato: la parte superiore è di acciaio e la inferiore di cemento…questa surreale struttura contiene 3 piani di esposizioni temporanee.

Al terzo piano ce n’è una di fotografia molto interessante, tra cui scatti dell’italiano Emilio Morenatti che fanno commuovere.

Secondo me questo reperto d’archeologia industriale è un posto dove l’anima sta in pace, e la mente si libera.
Secondo me questo è proprio uno dei migliori luoghi della mia Signora.

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Storie di TORI a Madrid

Storie di TORI a Madrid

Oggi a Madrid c’è stata un’accesa manifestazione su un tema a me molto caro, cioè il tema della CORRIDA. Negli ultimi mesi questo tema sta generando discussioni senza fine: il Parlamento Catalano ne ha discusso per settimane, proponendo la possibile proibizione delle corride nelle comunità autonome, iniziativa che si voterà a maggio. Come reazione all’eventuale proibizione della tauromachia le comunità autonome di Madrid, Valencia, Murcia e Navarra hanno deciso di dichiarare questa attività Bene di Interesse Culturale.
A Madrid la presidentessa della comunità, Esperanza Aguirre, ha pronunciato un personale e passionale panegirico in difesa della tauromachia “un’arte che merita di essere protetta poiché appartiene alla cultura spagnola e mediterranea da tempi lontanissimi”; di tutta risposta i manifestanti hanno sfilato per le strade al grido di “Torero, cabrón, trabaja de peón” o “Esperanza, te gusta la matanza” (“torero, stronzo, lavora come muratore” o “Esperanza, ti piace la mattanza”).

Cosa pensa la Chechi su questo tema? Ebbene Chechi si sente un po’ confusa, e proprio per questo parla in terza persona! Da un lato riconosce la ferocia e l’esagerato accanimento contro il toro, e dall’altro pensa a Goya, Picasso, García Lorca, Hemingway, Orson Welles e tutti gli infiniti artisti e comuni mortali che si sono emozionati davanti a quest’arte, che la Chehi senza dubbio definirebbe Patrimonio Culturale Immateriale .
E questo e quanto.

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Un quartiere estremo di Madrid: LAVAPIES!

Un quartiere estremo di Madrid: LAVAPIES!

23/03/2010 | cosa vedere | Comments (15)

Questo post di oggi è per Stefania, che da Hong Kong(da Hong Kong, mica da Barletta!saluto gli amici di Barletta!) mi ha detto che il mio blog è interessante e mi ha chiesto informazioni su Lavapiés, un quartiere estremo in una città estrema, nonché il MIO QUARTIERE PREFERITO!

Ebbene qui il tema si fa caldo, e non per dire: a Lavapiés ci sono normalmente 3-4 gradi in più rispetto al resto della città, a causa della densità di popolazione del quartiere. Se sei un artista, un musicista, un immigrato, un frikkettone, un punkabbestia, un alternativo o un ribelle rassegnati: a Lavapiés passerai completamente inosservato, poiché sicuramente qualcuno sarà infinitamente più peculiare di te! Il nome Lavapiés viene da una fontana che anticamente era situata al centro della piazza, dove la gente si lavava i piedi prima di accedere al tempio: questo quartiere è infatti uno dei più storici della città, antico ghetto. Proprio per questo le strade sono strette, e le case sono casas de corredor , cioè vecchie e di piccole dimensioni, costruite attorno ad un patio. Io ho vissuto a Lavapiés 6 mesi, con un bilancio davvero positivo…se non fosse per il grande, terribile e credo unico problema che affligge il quartiere: gli scarafaggi! Questi sono enormi, rossi , alati e con corazze durissime, ed è praticamente impossibile eliminarli. Insomma, se vivi a Lavapiés e vedi uno scarafaggio in casa fai prima a fare i cartoni ed iniziare il trasloco!
(per la cronaca: scarafaggio in spagnolo è cucaracha, e la canzone La cucaracha tradotta sarebbe: lo scarafaggiooo-lo scarafaggioooo non può camminare, perchè non ha, perchè le mancano, le due zampe di dietroooo-la-la-la etc.)
Ma parlando degli aspetti positivi di Lavapiés posso affermare senza paura di smentite che in questo incredibile quartire si mangiano i migliori kebabs di Madrid, ci sono degli eccellenti ristoranti indiani, gustosissimi fruttivendoli arabi ed è possibile trovare qualsiasi ingrediente di qualsiasi cucina di qualsiasi piatto del mondo. Inoltre in calle Argumosa presso La Tiendina è possibile trovare rarissimi esemplari della Terron Collection! Inoltre la piazza di Lavapiés dista 100 metri dal Museo Reina Sofia, ed 1 km del Prado, una sola fermata di metro da Sol, 200 metri dal mercato del Rastro ed è perfetto per ir de cañas il pomeriggio!
Insomma mio caro amico che vuoi venire a vivere a Madrid, se ami le esperienze estreme Lavapiés è il quartiere che fa per te!

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La cicatrice di Madrid

La cicatrice di Madrid

10/03/2010 | cosa vedere | Comments (21)

Madrid ha una grande e profonda cicatrice che le segna una parte della città (la parte a me più cara), la totalità della sua anima e tutta la Spagna.
Questo suo dolore si chiama 11M, cioè 11 marzo 2004, quando un attacco terrorista colpì 4 treni della rete del Cercania della città, uccidendo 191 persone. Questo drammatico episodio ebbe delle ripercussioni immediate sulla politica del Paese, poiché fu fatto esattamente tre giorni prima delle elezioni generali che portarono alla vittoria di Zapatero.
L’11 marzo 2004, subito dopo l’attentato, la destra (che a tavolino era già vincitrice delle elezioni) attribuì il gesto alla banda terrorista dell’ETA, nonostante gli esponenti politici di questa frangia indipendentista avessero sempre dichiarato la più completa estraneità ai fatti: ma né il governo, né i partiti politici né i mezzi di comunicazione ammisero ufficialmente l’estraneità dell’ETA. Solo quando il Al Quds Al Arabi di Londra ricevette una lettera che dichiarava la colpevolezza di Al Qaeda davanti agli attentati non si poté più nascondere la verità. Gli spagnoli, feriti nel cuore pulsante della nazione e traditi dalla classe politica che per ore fece di tutto per nascondere la verità, spostarono massimamente il voto a sinistra, quindi a Zapatero.

Proprio di fronte alla stazione di Atocha (sede degli attentati) si erege un cilindrone di vetro alto 11 metri, cicatrice di questo grande dolore. All’interno di questo monumento(ci si può entrare da un corridoio che si trova sotto la stazione) una complessa struttura “intrapola” i bigliettini che tutti i cittadini scrissero nei giorni immediatamente successivi all’attentato, in ricordo delle vittime. Ai miei occhi questa struttura, perfettamente integrata nel contesto urbano ma con una forma ed un materiale che creano una frattura evidente con gli altri edifici che la circondano, è un qualcosa di sublime.

Ed adesso un po’ di silenzio, soprattutto a Madrid.

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Cose di libri a Madrid

Cose di libri a Madrid

08/03/2010 | cosa vedere | Comments (14)

Questo post di oggi parla di libri, e lo voglio dedicare al mio parente e amico Pietro el Milanesun, che oltre ad essere un gran magnone è anche e soprattutto un grandissimo lettore, cosa che gli fa onore.
Una inequivocabile prova della sua grande cultura letteraria è la frequenza con cui legge e commenta i miei post, che solo un appassionato della scrittura o un folle potrebbe reggere questo ritmo, e credo che lui rientri in entrambe le categorie.
Io quando vado in giro per Madrid penso spesso al mio parente e amico Pietro, perchè a Madrid ci sono davvero poche librerie, e quindi mi chiedo ma-come-farebbe-il-mio-parente-e-amico-pietro-se-vivesse-in-questa-città-?-?-?. Risposta non c’è, visto che sul tema librerie soffro parecchio pure io, qui a Madrid. Ed insomma io non credo che ai gatos non piaccia l’arte (qui sale espositive,musei,concerti e cinema abbondano) bensì ritengo che leggere gli faccia schifo. Quindi le uniche librerie che si trovano in giro con una relativa facilità sono la Casadellibro (sembrerebbe scritto in italiano ed invece è proprio spagnolo), la terrificante Fnac e la libreria dell’odiato-amato Corte Ingles.

Mentre il fine settimana, di mattina, nel parco del retiro c’è un modestissimo, discreto e mesto mercatino di libri usati.

Io quando ho voglia di letture bellissime chiamo mia mamma, e le chiedo di leggermi i titoli dei libri che stanno in camera mia, così mi deprimo meglio. Buuu.

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