LECTURAS DE CABECERA

Oggi sono stata al MATADERO, più precisamente nella CASA DEL LECTOR e ho visto una delle mostre più poetiche ed emozionanti di questa mia intensa vita: Lecturas de cabecera.
La cabecera è la testiera del letto,quindi
Le letture nel letto sono il faro che segnale il camino di nostri sogni notturni. Prima di dormire, nella diffusa e sonnolenta frontiera tra la vita e i nostri desideri, ci alimentiamo di storie per continuare ad essere vivi. Le storie universali e atemporali cavalcano comodamente nello spazio infinito della nostra mente. E grazie a loro ci abbandoniamo al sogno, però mai del tutto alla realtà.

un enorme letto, scenario perfetto per abbandonarci ai nostri sogni

L’allestimento della mostra è sorprendente: decine di giganteschi comodini, con tanto di gigantesche lampade e giganteschi bicchieri per dissertarci non con acqua ma con biglie di vetro, per giocare o per leggere il nostro futuro (incerto).

tutto perfetto, tutto come l'ho sempre sognato

Ogni comodino rappresenta un artista, e nei tre cassetti le illustrazioni raccontano storie che forse dovrebbero far sognare, ma sognare da svegli, di una fantasticheria che non lascia spazio al riposo intellettuale.
Come le immagini di Valerio Vidali che raccontano la storia di un ombrello dimenticato su un autobus, che passa di mano in mano e con ogni nuovo proprietario cambia funzione…

la storia perfetta

…trasformandosi secondo l’esigenza, e diventando persino una mazza da golf!

Allora mi è venuta quell’invidia che a volte provo, e ho desiderato essere Valerio Vidali per aver pensato io questa storia, come desidero essere Tabucchi per aver scritto Piccoli equivoci senza importanza, e così tante altri talenti che avrei voluto avere ma che non ho.
Nella mostra LECTURAS DE CABECERA ogni cassetto che aprivo era una perfezione ritrovata, un ordine al caos, una pulizia generale allo sporco del mondo.
Ho anche capito qual è la distanza tra un merlo e una balena: una distanza abissale.

Disegnare, dipingere, colorare, cucire e incollare tutto su uno stesso foglio: questo emoziona!

Ci sono mostre che piacciono perchè così ci hanno insegnato (i musei per lo meno una volta l’anno fanno esposizioni con grandi nomi, perchè i grandi nomi significano grandi soldi, anche se la gente non ama profondamente le opere che vede).
Ci sono mostre che piacciono perchè sono davvero belle, come se vedi l’arte del ’600 e non ti piace. No, l’arte del ’600 piace, e desta sempre ammirazione e rispetto.
Ci sono mostre che vorresti prendere a pugni la signorina della biglietteria per farti riavere i soldi.
E poi ci sono mostre come Lecturas de cabecera, che quando esci vuoi pagare il biglietto anche se è gratis, e poi vuoi piangere, e poi vuoi nasconderti sotto uno dei comodini giganti e chiedere scusa al mondo per essere così inutile, per non sapere scrivere, disegnare nè pensare cose innovative che cambiano la vita degli altri.
Che le sale espositive potrebbero fare questo: far pagare i biglietti all’uscita della mostra, ad offerta libera.
Così sì che le programmazioni sarebbero di qualità.

E se l’europa non fosse altro che una stoffa con mille fili colorati che intrecciano storie?

Sarebbe più bella di com’è ora.

(10 giugno compleanno di papá: AUGURI PAPY!!! TI AMO E TI ADORO!)

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Arte e Amore a Madrid

Domani è San Valentino, e in un mondo in cui tutto diventa business (soprattutto i sentimenti) anche l’arte si rimbocca le maniche per accaparrarsi qualche eurino.
Di cosa parlo?? Ovviamente del Museo Thyssen, sempre nella top ten dei miei luoghi favoriti di Madrid e degli enti più markettari (nel senso di attenti al marketing, eheeh!) della storia, con un occhio che guarda all’arte e tutto il resto del corpo che guarda alla fatturazione.
Il Thyssen, questo straordinario gioiellino, l’unico museo di tutta Madrid che non ha mai ingresso gratuito e che invece è ben attento a farti comprare 2 biglietti: uno per la collezione permanente e l’altro per le esposizioni!
Il Museo Thyssen, l’unica pinacoteca da me conosciuta che ha il negozio più grande delle sale adibite alle esposizioni permanenti!
Il Insomma il mio amato e odiato Thyssen ha organizzato una grande esposizione su Chagal, e la inaugura proprio il giorno di San Valentino, così giusto per confermare la sua indole markettara: un pittore popolare in un giorno popolare (e non credere che sia una casualità! Nell’arte nulla è casuale!).

Mio amatissimo Marc, perdona la gente MARKETTARA che ti strumentalizza!

Sarà forse la meta facilotta per le coppietta in cerca di un piano culturale il giorno dell’amore??? Sarà forse l’occassione per l’ineffabile Thyssen di guadagnare doppio contando sui tutti gli amanti dell’arte che si trascineranno dietro i propri innamorati per visitare Marc??? Secondo me si! Thyssen 1-Poesia 0.
Allora per dare uno schiaffo morale al Thyssen ho pensato di proporre dei piani B per San Valentino a Madrid, per il motto “Oggi non mi avrai Thyssen del cacchio, domani si(perchè ovviamente la mostra si deve vedere, ma un altro giorno).

Piani B per San Valentino a Madrid, da fare con innamorati di qualsiasi tipo (partner, amici, genitori, compagni di casa, etc…):

  • Andare a cenare alla Taberna de Los Ángeles a mangiare un piattone di Patatas al cabrales . Si tratta di uno dei luoghi meno romantici che io abbia mai visto, ma si mangia bene, si spende poco e ci si sente bene.

Adoro le patate!

frequentare il Matadero fa bene al cuore

  • Passare una notte trasgressiva a Chueca, rimettendoci completamente in discussione. Il 15 mattina saremo un po’ più lucidi sulla nostra vita. O no.

Che ognuno ami come gli pare!

Insomma io non me la sento di disprezzare completamente San Valentino, perchè se si è innamorati tutto è lecito, anche festeggiarsi. Io disprezzo solo i mercenari dell’arte. Se la pensi come me VOTAMI (VIVERE A MADRID il penultimo della pagina, sempre il primo nel tuo cuore!)

W L’AMORE!!!

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Cosa vedere a Madrid: EL MATADERO

Un posto stupendo di Madrid di cui si  può dire solo un  gran bene è il MATADERO, un angolone  (148.300 m2) di paradiso collocato a poche fermate di metro da Sol, e dove tutto è in evoluzione.

Si tratta di un centro culturale comunale, dove si può fare qualsiasi cosa: vedere opere di teatro, studiare nella biblioteca, dormire sulle panche, far giocare i bambini, vedere esposizioni, fare corsi e partecipare a seminari, vedere una rassegna cinematografica da vero cinefilo, sentire un concerto, prenderti una birra, o anche semplicemente non fare nient’altro che passeggiare, giusto per rafforzare la relazione con l’archeologia industriale e sentire che Madrid si muove, e nel verso giusto.
La cosa per me più interessante del Matadero è che avendo spazi enormi ogni qual volta cambiano le esposizioni cambia completamente il suo aspetto, e così il Matadero è sempre diverso da se stesso, però proprio come tu lo desideri vedere, e forse neanche lo sai.
¿¿Ma perché proprio oggi parli del Matadero?? Mi dirai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. Ebbene, parlo di questo perché oggi finalmente finisce una delle esposizioni più bruttone che io abbia mai visto non solo al Matadero, ma probabilmente in tutti gli spazi espositivi della mia vita!
Si tratta dell’esposizione per festeggiare i 15 anni dell’arrivo di Ikea in Spagna, e insomma già il tema non è propriamente dei più interessanti… Ma che hanno combinato due menti ultramoderne come Matadero e Ikea assieme?? DELLE SCHIFEZZE!!
Prima hanno chiesto a delle scuole di design e arte di RIUTILIZZARE degli oggetti quotidiani (Ikea) sotto nuove forme, ed ecco che il mio giovane cuore ha dovuto sopportare (tra le tante orribilità) la fontana di tazzine

e il labirinto di luci

che tra le due cose non ho ancora capito qual’è la più brutta.
Superato questo trauma iniziale si entra nel cuore dell’esposizione, che non è altro che una rispoduzione in minuatura e in chiave caotica di un negozio Ikea.

Cioè va bene che al Matadero si entra gratis, però pure all’Ikea non pago e per lo meno posso rubare le matite!
Insomma mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, io ti consiglio VIVAMENTE di andare al MATADERO a partire da domani (se vuoi sapere come arrivare clicca QUI), mentre oggi approfitta che è domenica e vai al Rastro!

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