PAQUITO EL CHOCOLATERO, el alma de España

In Spagna amiamo la festa, e non c’è festa degna di questo nome senza PAQUITO EL CHOCOLATERO!
Che sia un matrimonio, un grande compleanno, un ballo di capodanno, un battesimo, una laurea, un addio al celibato/nubilato, una festa di paese e chi più ne ha più ne metta PAQUITO EL CHOCOLATERO è sempre il protagonista indiscusso del ballo spagnolo, momento culmine della festa e dell’euforia iberica.

Paquito, il re della pista!

Sulle note di Paquito gli spagnoli si esaltano: urlano, gridano, si dimenano, saltano dalle sedie per lanciarsi in pista e a volte addirittura lasciano il loro coktail da qualche parte per dedicarsi completamente al ballo!
Ma di che cosa parlo?? Di PAQUITO EL CHOCOLATERO, una composizione musicale creata nel remoto 1937 dall’ alicantino Gustavo Pascual Falcó.
Questa canzone è un pasodoble e Gustavo la scrisse in onore di suo cognato Francisco Pérez Molina, conosciuto appunto come Paquito “el chocolatero”.
Il testo originale fu scritto da Gustavo in Valenciano, ed è questo:

Paquito “El Xocolatero”
es un home molt formal
que quan arriba la Festa
va sempre molt colocat

Es posa el vestit de Festa
el puro, cafe-licor
i s´en va per la filada
per oblidarse de tot

(estribillo)

Pe’ l carrer va desfilant
entre flors i colors
el poble se’n va entregant
a la gracia d’ aquest home
que sap com ningu ballar.
Per el carrer va desfilant.
Cantueso i Herbero
per a poder-ho aguantar
mentre dura nostra Festa
tan valenciana, tan popular

(bis)

L’ endemá s´en va a la fabrica
i se posa a treballar
Cantueso i Herbero
per a poder-ho aguantar
fins que torne nostra Festa
tan Valenciana, tan popularLa

che tradotto in castigliano suona così:
Paquito “El Chocolatero”
es un hombre muy formal
que cuando llega la fiesta
va siempre muy “colocao”

Se pone el vestido de fiesta
el puro, cafe-licor
y se va a la “filá”
para olvidarse de todo.

Por la calle van desfilando
entre flores y colores
y el pueblo se va entregando
a la gracia de este hombre
que sabe como nadie bailar.

Por la calle van desfilando
Cantueso y Herbero
para poderlo aguantar
mientras dure la fiesta
tan Valenciana, tan popular.

Despues (mañana) se irá
a la fábrica y se pone a trabajar
Cantueso y Herbero
para poderlo aguantar
hasta que vuelva nuestra fiesta
tan Valenciana, tan Popular.

Insomma il caro Paquito era un perfetto spagnolo: amava la fiesta, e in occasione delle feste di Valencia si vestiva bene e andava sempre in giro colocao (=profondamente allegrone grazie a qualche bicchiere di troppo), ballando, bevendo e fumando un puro(=sigaro).
Il giorno seguente andava a lavoro bevendo Cantueso e Herbero (liquori) per poter resistere fino alla festa successiva.
E la sua professione di chocolatero?? nel testo originale non c’è traccia di churros e porras di Paquito, ma la canzone ha davvero infite versioni.
Una delle più comuni è “Paquito el chocolatero, me tiene hasta los huevos”.

Come si balla Paquito?? non si sa esattamente perchè esistono varie correnti di pensiero: in piedi, in ginocchio, a file parallele, a file diagonali… quello che conta nel ballo di Paquito è URLARE ehe!ehee! e muovere bene il bacino, simulando l’atto sassuale.

Che in Spagna il ballo piace così, un pò carnale!
Adesso non resta che mettere il volume del tuo pc a palla e ballare PAQUITO EL CHOCOLATERO!

Una versione particolarmente choni di Paquito è quella di King Africa: Pischi One mi ha letteralmente proibito di pubblicarla sul blog, quindi ve vuoi vederla clicca qui

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Tormentoni musicali in Spagna: Ai se eu te pego

Il post di oggi lo dedico a Federica, questa cara e sconosciuta amica nostalgica di Madrid che mi ha chiesto di raccontare qualcosa sui tormentoni musicali del momento in Spagna.
Ebbene da qualche settimana a questa parte c’è una canzone che non ci dà pace e si acolta in qualsiasi bar, discoteca, negozio, supermercato e punto di ritrovo della Peniscola Isterica: ‘Ai se eu te pego’ del brasiliano Michel Teló.

La canzone è ovviamente terribile (come tutti i tormentoni musicali) ma la cosa più inquietante è che nonostante nessuno la trovi bella tutti la cantano!! Perché???? È un po’ quello come il fenomeno delle Hogan in Italia, che fanno schifo ma le hanno tutti!
Comunque tornando a ‘Ai se eu te pego’ questo Michel qui è un tipo piuttosto pragmatico, che lascia poco spazio alla poesia.
Infatti la canzone (che è in portoghese) in spagnolo sarebbe “¡Ahi Si Yo Te Agarro!”cioè “Ahi se ti afferro!”, ovviamente sotto un profilo sessuale.
Il testo giudicalo tu:

Wow, wow!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!
Deliciosa, deliciosa!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Sábado en la disco!
Todos empezaron a bailar!
Y pasó la nena más linda!
Y con coraje empecé a hablar!

Wow, wow!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Deliciosa, deliciosa!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Sábado en la disco!
Todos empezaron a bailar!
Y pasó la nena más linda!
Y con coraje empecé a hablar!

Wow, wow!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Deliciosa, deliciosa!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Cioè la storia narra del romantico Michel che un sabato va in discoteca e tutti iniziano a ballare, e all’improvviso lui vede la nena más linda (ragazza più bella) e si fa coraggio e inizia a parlare. Dicendo cosa? Non si sa, ma quello che lui desidera è agarrarla!
Michè tu a Montale gli fai ‘na pippa!

Se non vuoi cercare voli aerei per Madrid puoi ricreare l’hambient spagnolo a casa tua e ascoltare quasta canzone come un vero gato madrileño facendo queste piccole cose:

    -

  • ricoprire il pavimento della stanza di pezzi di cibo e fazzolettini sporchi
    -

  • creare penombra
    -

  • creare molta confusione chiedendo a tutti i membri della famiglia di urlare qualcosa contemporaneamente (ognuno una cosa diversa, ovviamente!) e/o accendendo la tv, la radio e facendo squillare il cellulare
    -

  • friggere qualcosa in cucina lasciando le porte aperte e le finestra ben chiuse: che la puzza di fritto ti assalga, amico!

Con questi 4 fattori (sporco-buio-chiasso-puzza) avrai riprodotto l’hambient iberico perfetto: adesso è giunto il momento di ascoltare ‘Ai se eu te pego’ alzando il volume a palla, facendo cadere birra e cibo e muovendo il bacino simulando un amplesso:
¡esta es españa amigo!

VOTAMIIII! VIVERE A MADRID, il penultimo della pagina, il primo nel tuo cuore, yeah!

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Musica spagnola anni `80

Oggi vorrei trattare un tema davvero scottante, e dedico questo post alla mia adorata amica Lucia: Lucia, ¿¿¡que seria esta vida sin ti?!?
Il tema di oggi è la MUSICA SPAGNOLA DEGLI ANNI `80!

Adoro gli anni `80!!!!

L’argomento è davvero delicato e vasto, quindi ho pensato che ogni tanto quando non so bene di che parlare e ho comunque voglia di dire qualcosa pubblicherò qualche colonna sonora della movida madrileña.
Inizio con i precursori della musica elettronica: gli AZUL Y NEGRO con Me estoy volviendo loco

Il testo è a dir poco semplicissimo: me estoy volviendo loco, me estoy volviendo loco poco a poco poco a poco (sto diventando pazzo, sto diventando pazzo poco a poco poco a poco) ed il video è sublime: arida natura spagnola con qualche ecomostro qua e là, una ballerina minimalista e i due artisti.

Mi piacciono troppo!!! A volte metto questa canzone a palla e ballo davanti all’acquario… ¿me estoy volviendo loca?

La seconda canzone del mio cuore è No controles degli Ole Ole (il gruppo fu creato sullo stile dei Mecano, e il produttore era per entrambi Jorge Álvarez).

Il testo di NO CONTROLES (non controllare) è un inno alla libertà:

No controles mi forma de vestir
porque es total y a todo el mundo gusto
No controles mi forma de pensar
porque es total y todos les encanta

No controles mis vestidos
no controles mis sentidos
No controles mis vestidos
no controles mis sentidos

Il video BELLISSIMO!!

Dios quanto avrei voluto avere 30 anni a Madrid negli anni `80!!!!! DIOSSSSSSSSSSSSS

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