Tradizioni Sacre (e no) a Madrid

Una cosa davvero interessante che sta succedendo a Madrid in questi giorni è la polemica per la PROCESIÓN ATEA, che gli atei vogliono organizzare il giovedì santo, con un percorso che sfiora la processione non atea, quella normale insomma.
Ma chi sono questi atei??? Saranno mica gli stessi che si sono baciati e spogliati sull’altare della cappella della Complu????
Pues, forse si, ma questi atei sono organizzati in confraternite: “Confradía de la Virgen del mismísimo Coño(Confraternita della Vergine del la stessissima Patata), “Congregación del la Cruel Inquisición (Congregazione della Crudele Inquisizione), “Hermanedad de la Santa Pedofilia (Fratellanza della Santa Pedofilia).

Il percorso della processione atea sfiorava quello della non-atea, e ne avremmo viste delle belle, perché insomma, a Madrid in quanto a sfilate alternative abbiamo SOLO da insegnare, ma quel rompiscatolino del sindaco Gallardón ha detto NO!. Perché??? perché ha detto che la PROCESIÓN ATEA vuole solo provocare e far arrabbiare e scandalizzare i cattolici, quindi lui i permessi non li ha dati, per evitare “problemas de orden público”.
Io personalmente penso solo una cosa, cioè che un po’ sono contenta che non ci sarà la PROCESIÓN ATEA perchè io il giovedì santo starò mangiando le braciole di cavallo con mamma e papa, e rosicherei TROPPO immaginando la Confradía de la Virgen del Coño sfilare a 500 metri da casa mia!

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STORIE DI VELI A MADRID

Una cosa molto interesante che è successa qui a Madrid è che una giovanissimissimissima musulmana (14 anni) andava a scuola con il velo che le copriva i capelli, e la normativa scolastica ha obbligato la ragazza a togliere questo velo, dicendo che durante le ore di lezione non è ammesso nulla che copra la testa (cappellini, berrettini, veli…niente!): evvai con la polemica!
Le amiche della ragazze si sono tutte presentate a scuola con il capo coperto da veli,la destra accusa, la sinistra offende, il centro annuisce e chi più ne ha più ne metta.
Mentre un liceo vicino a quello incriminato di razzismo si dichiarava disponibili ad accogliere la giovane donna con velo annesso, l’estrema sinistra si arrabbiava dicendo che no, che non è giusto trasferire la ragazza perché questo lederebbe i suoi diritti. Allora la comunità musulmana ha risposto che il velo resta, e la ragazza al liceo pure, e punto e a capo!
In tutto questo urlio alla Chechi è piaciuto quello che ha detto Il portavoce della comunità di Madrid, cioè che il velo non dev’essere ammesso perché non si deve ammettere alcun simbolo religioso, e basta.
Insomma la Francia resta un grandissimo modello, dove le musulmane arrivano a scuola con il velo, lo tolgono per seguire le lezioni e una volta fuori dall’edificio scolastico si ricoprono.
Che poi, diciamoci la verità, il velo in se per sé non è un problema.
Il problema è quello che rappresenta.

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Cose del Marocco a Madrid

Allora io devo raccontare alcune cose del Marocco, come mi chiede l’amica Laura. Che il Marocco è proprio un bel posto, molto variegato, con deserto, montagne, foreste e mare, e lì ci sono tutti i colori della natura, ed i minerali, oltre che un cielo con delle stelle speciali.
In Marocco si mangia bene, economico, per strada e speziato come piace a me.
In Marocco la gente urla per strada, che sembra di stare a Bari.
In Marocco tutti ti chiedono di tutto, e in ogni conversazione regna la legge della contrattazione, della mediazione e del tanto aspirato equilibrio.
In Marocco il sole picchia forte, ma anche il freddo si fa sentire, e gli sbalzi ti temperatura ti fanno uscire un moccio liquido e trasparente.
Io in Marocco ho visto tante cose davvero strane, che pure nell’altro viaggio avevo visto ma i miei occhi erano diversi e queste cose qui non mi erano sembrate poi così strane…in questo viaggio mi hanno colpito i dolci delle bancarelle nei mercati letteralmente ricoperti di apone grossissime e apparentemente crudeli.

Poi ho scoperto che non solo qui in Spagna la gente consuma una quantità spropositata di uova ma anche in Marocco ne fanno abuso, che uno deve stare attento a dove mette i piedi perché le strade sono quasi rivestite di uova, ed agli angoli ci sono gruppetti di gallinone con le zampe legate e l’aspetto remissivo che sembrano cuscini per fare la siesta.

Poi, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, se tu vai a fare un viaggio in Marocco ti invito a stare molto attento ad una malefica spezia apparentemente uguale al prezzemolo, ma sostanzialmente diversissima da questo: il filandro (questo è il nome spagnolo, quello italiano non lo so e non lo sa neppure wikipedia!). Che questo filandro lo usavano pure gli irlandesi per farci il pesto nel disperato e assolutamente malriuscito tentativo di imitare il pesto alla genovese, ed una volta ho sfiorato la morte per aver addentato una forchettata di spaghetti al filandro pensando fossero al pesto. Insomma FUGGI DAL FILANDRO: è amaro e fa schifo!

Comunque parlando di temi un po’ più seri io devo dire che in Marocco la gente è deliziosa, ma questa questione della religione musulmana è un vero dramma, secondo me. Io non voglio entrare in temi religiosi, però in Marocco sono stata in una discoteca ed è stata un’esperienza incredibile, ma forse è meglio che non faccio commenti, ma metto una foto abbastanza rappresentativa dell’educazione delle donne in Marocco.

Che insomma, se guardi un posto con occhi un po’ severi, uscendo dal ruolo di turista spendaccione e magnone, ti rendi conto che ci sono cose talmente brutte da annullare anche le bellezze assolute del Marocco.
Poi quando sono tornata dal Marocco mi è caduta a terra la macchina fotografica, e si è rotto il vetro che proteggeva l’obiettivo, e quindi ho pensato di approfittare di questo post per chiedere a mio padre (che legge periodicamente il mio blog) se per caso lui mi vuole fare un regalo e aggiustarmi la macchina…che lui è molto generoso
VIVA LA LIBERTÀ!

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