San Isidro: la festa più bella (per me)

Domani è uno dei giorni più importante dell’anno per me.
È il mio compleanno??? Noooo! È il compleanno di PischiOne, di qualche familiare, é un anniversario o una data storica?? Noooo!
Domani è SAN ISIDRO, e il mio cuore è colmo di gioia!
Madrid, questa metropoli moderna di più di sei milioni di abitanti (registrati, senza considerare tutti coloro che ci vivono per periodi limitati o senza documenti) all’improvviso si trasforma in piccolo paese di provincia, mantenedo vive tradizioni e folclore nel giorno del suo Santo Patrono. E che tu non sia cattolico poco importa, nemmeno io lo sono!
Ma festeggiare San Isidro è un qualcosa di trascendentale, che supera religioni e fedi. San Isidro è uno di noi!
Secondo la tradizione San isidro nacque proprio a Madrid nel 1082, in una famiglia di modestissime origini. Fin da piccolo Isidro aveva dovuto dedicarsi alla coltivazione dei campi, senza mai trascurare la fede, grazie all’aiuto degli angeli che aravano il campo mentre lui pregava. A Isidro sono attribuiti due miracoli: aver salvato un bambino caduto in un pozzo, e aver fatto sgorgare una fontana di acqua miracolosa, battendo con un bastone il suolo arido. Quest’acqua pare fosse capace non solo di fertilizzare la terra, ma anche di guarire dalle malattie, e proprio attorno a questa fonte nel ‘500 si innalzò una chiesetta dedicata al santo, chiesetta che ogni 15 maggio si trasforma in un luogo di pellegrinaggio e nel fulcro della festa del patrono.
Quindi se domani ti trovi a Madrid non puoi assolutamente perderti la magia di quello che accade nella Pradera de San Isidro, cioè nella enorme zona verde che comprende la chiesetta e un grandissimo parco attorno. Non ci saranno miracoli, ma l’atmosfera sarà surreale. Per me scoprire questa festa ha significato marcare un prima e un dopo nella mia idea di “santo patrono”.
A Cassano Murge, da dove io provengo e dove festeggiamo la Madonna degli Angeli, quello che si fa durante la festa patronale è vestirsi bene, mangiare le noccioline, guardare le bancarelle, stare con gli amici e se si è giovani andare alle giostre.
A San Isidro NO! La festa inizia ufficialmente alla Ermita di San Isidro, dove c’è la fonte Domani quindi bisognerà svegliarsi di buon’ora e fare una lunga fila per bere un sorso dell’acqua miracolosa (cosa che dovrai fare anche se godi di ottima salute, poiché la vida da muchas vueltas e non è mai buona educazione dire di no a un miracolo). fuente san isidro fonte madrid
Solo dopo aver bevuto l’acqua miracolosa ci si potrà lanciare nella festa Per partecipare alla celebrazione senza essere additati da tutti i passanti sarà il caso di vestirsi in modo adeguato per l’occasione, cioè da chulapo e chulapa. Si definisce chulapo il castigliano autentico, e indubbiamente non esiste città più castigliana, verace e genuina di Madrid!
Il chulapo e la chulapa non sono vecchietti nostalgici o giovani anacronistici, ma tutti coloro che amano la cultura spagnola, si identificano in essa e per il giorno di San Isidro vogliono rendere omaggio alla grande Castiglia, vestendosi con il tradizionale abito regionale del XIX secolo: per gli uomini un elegante pantalone nero, gilet, berrettino a quadretti bianco e nero e un garofano all’occhiello, mentre la chulapa… vi lascerà senza parole!
Il suo abito ricorda quello delle ballerine di flamenco, un lungo vestito generalmente a fondo bianco con pois rossi o verdi, uno scialle che le copre la testa, un garofano rosso sistemato sulla fronte, proprio al centro del capo, e scarpe con tacco grosso, per ballare fino a notte fonda senza perdere la femminilità. È importante rimarcare che il giorno di San Isidro tutti si vestono con gli abiti caratteristici, e per i turisti poco informati o gli autoctoni distratti ci sono bancarelle che vendono gli accessori base per essere un chulapo doc: scialli, berretti e garofani.
Questa tradizione in città è talmente radicata che nella settimana della festa anche i bambini vanno a scuola vestiti con gli abiti tipici, per cui non vi meravigliate se aspettando la metro o gironzolando per il centro vi scontrate con scolaresche mascherate! Questi piccoli chulapos tra qualche anno animeranno la festa della pradera, suonando la zarzuela o ballando il paso doble davanti a turisti basiti.
Ecco i miei due chulapos preferiti: JL e Lorenzen san isidro 2 san isidro 1
Una volta indossati almeno i complementi basici del chulapo e bevuta l’acqua miracolosa ci sono per lo meno 3 cose fondamentali che dovrai fare alla Pradera de San Isidro per entrare in sintonia con il santo patrono:
• lanciarti tra la folla e ballare qualche danza tipica, o almeno provarci
• sederti sul prato e bere tinto de verano, cioè vino rosso diluito con acqua tonica fresca e ghiaccio
• mangiare i dolcetti tipici per l’occasione, le rosquillas del Santo, per lo meno una lista e una tonta, letteralmente una intelligente e una scema.
L’intelligente è ricoperta di zucchero o crema, la scema non ha nessuna copertura
rosquillas
Se sei un temerario potrai anche mangiare una porzione di entresijo, cioè interiora di gallina e/o maiale tagliate in pezzettini di circa 5 cm e fritte in un enorme pentolone. Ma attenzione: riuscire a sopportare l’odore di mondo fritto che emanano i pentoloni della Pradera è solo per veri chulapos! madrid festa san isidro
Al tramonto, un po’ stanchi e provati ma sempre vestiti di tutto punto e muniti di garofano, ci si sposta a Las Vistilla, dei giardini nel centralissimo quartiere de La Latina, per seguire i festeggiamenti sempre con musica, danze e alcol.
In questa seconda parte della festa però il tinto de verano lascerà spazio ai super alcolici: in questa lunga giornata potrai strafare, l’acqua miracolosa di San Isidro ti proteggerà da ogni male!
(tutto il programma della festa qui!)

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La Zarzuela (San Isidro parte 1)

San Isidro si avvicina (15 Maggio) e devo dire la verità: non sto più nella pelle! Per me questa festa è più che importante, più che bella, più che sacra (anche perché io nel sacro non credo).
Questa festa è Madrid sottoforma di festa, e se c’è un momento ideale per conoscere Madrid è proprio durante San Isidro, quando questa città da 6 milioni di abitanti si comporta come se fosse un paesino di 6.000 persone, mantenendo vive le tradizioni.
Oggi vorrei parlare di una tradizione musicale tipica di San Isidro: la Zarzuela. Teatro, canto, strumenti, parole, mito, dramma e tematiche classiche si incontrano in un’unica opera teatrale in cui la splendida Madrid fa da scenario, e così prende vita il genere lirico-drammatico castigliano per antonomasia.


madrid tradizioni 1
Il nome Zarzuela ha origine dal Palacio de la Zarzuela, una delle residenze della famiglia reale spagnola, non lontana da Madrid, dove si tenne la prima rappresentazione, e il palazzo a sua volta si chiama così per via della grande abbondanza di zarzas nella zona, cioè di more.
Le prime zarzuelas risalgono alla metà del Seicento, con le opere di Calderón de la Barca; nel corso del XVIII secolo, cominciarono ad assumere caratteristiche simili alle operette italiane, con canzoni, cori, scene comiche e un duetto centrale. Fu dopo la rivoluzione del 1868 che la zarzuela cambiò, in quanto la crisi economica ebbe ripercussioni anche sul teatro: lo spettacolo teatrale era caro e certamente non ci si poteva permettere di sostenere costi elevati, per cui si decise di ridurre la durata delle opere, che passò da quattro ore a una soltanto. Inoltre la gente cercava nelle opere teatrali la propria storia, la quotidianità, ed ecco che i temi si distaccarono in modo sempre più netto da quelli dell’operetta italiana per diventare completamente locali, madrileni.
Gli ingredienti base della zarzuela sono amore, passione, pettegolezzo, equivoco, e i protagonisti variano per età e per carattere ma restano sempre e solo loro, i chulapos!
Questo termine deriva da chulo (“bello”, “grazioso”) e indica l’individuo di classe popolare di Madrid, che si contraddistingue per i vestiti tipici molto particolari e il suo stile nel camminare, tra il sicuro di sé e il presuntuoso. Tutt’oggi il madrileno tipico viene definito dal resto della Spagna chulo, con ammirazione e certamente con un pizzico di invidia (…del resto, come dargli torto?).
Si può studiare e leggere molto su una città e un popolo per conoscerne la storia, ma a volte è sufficiente divertirsi come vuole la tradizione per capirne l’essenza. La mia zarzuela preferita è La verbena de la Paloma..
verbena madrid 1
La verbena è una festa popolare che si celebra di notte, e nel caso specifico la verbena de la Paloma è la festa della Vergine della Paloma, protettrice del centralissimo quartiere di La Latina.
L’operetta, firmata da Ricardo de la Vega nel 1894, narra di due bellissime muchachas, Susana e Casta, che durante la festività del quartiere accettano le avances di un maturo banchiere, don Hilarión.
La cosa non piace affatto al giovane Julián, innamorato di Susana, e la situazione si complica quando il giorno centrale della festa le due ragazze, splendenti nei loro abiti da chulapas, con tanto di fiore tra i capelli e mantellina, decidono di accompagnare il loro anziano ammiratore… Cosa succederà dopo? Riuscirà Julián a (ri)conquistare Susana? E che ne sarà di Casta? Non ti resta che andare a teatro per scoprirlo!
tradizioni a madrid

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San Isidro a Madrid

Oggi il mio corazón é felice! Sará che qui é arrivata l’estate?? Nooooooo!!! Sará che non ho motivi concreti per essere triste?? Noooooo! Sará perchè la mia piantina di pomodoro cresce senza sosta??? Noooooo!!!
Io sono Felice perchè é 15 Maggio, il giorno di San Isidro!!!
San Isidro è il nostro amatissimo santo patrono, e sebbene io sia atea tutti i 15 Maggio della vita voglio stare a Madrid, ed andare a la pradera di San Isidro, a fare il pic nic!

La leggenda racconta che Isidro stava lavorando la terra (proprio nel parco che adesso ha il suo nome) quando ricevette la visita del suo capo Iván de Vargas che gli chiese dell’acqua.
Ma il povero Isidro aveva la brocca vuota, e quindi iniziò a colpire una roccia dicendo «Cuando Dios quería, aquí agua había»: in pochi secondi iniziò a sgorgare acqua, e Isidro potette placare la sete del suo signore e diventò Santo.

Quindi la tradizione vuole che il 15 maggio si vada alla Ermida de San Isidro nel quartiere di Carabanchel e si beva l’acqua della fonte miracolosa, che cura ogni dolore e problema.
Siccome l’anno scorso l’acqua miracolosa ha fatto davvero miracoli nella mia vita anche quest’anno mi sono armata di pazienza, e ho fatto quasi 2 ore di coda per bere l’acqua, fiduciosa in un frizzante 2014-2015!
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Poi sono andata a la pradera a fare il pic nic e a fotografare i chulapos (così si chiamavano anticamente gli abitanti del quartiere di Malasaña): le donne con un vestito tipo sivigliano, uno scialle, un mantellino ed un garofano rosso in testa, e gli uomini con cappello nero a quadri bianchi, stivaletti e un fazzoletto bianco al collo.
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Il vestito tipico da chulapa ricorda l’abito da flamenco ma in una versione più semplice, ed è sempre accompagnato da un garofano giusto sopra la fronte e una mantellina.
Se più che la classe media ti interessa un livello sociale più alto il vestito che fa per te è il goyesco, composto da tessuti più pregiati (tipo velluti e pizzi) e uno strano copricapo in testa
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Il nome goyesco deriva proprio dal maestro Francisco Goya, chulapo autentico, che amava moltissimo raffigurare i madrileni della fine del ’700
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Ma quello che più mi piace di San Isidro é il sentimento. Il santo di Madrid é il santo di tutti, perché Madrid es la suma de todos
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Ma tra tanto glamour alla pradera non se magna?? ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. SI, se magna!!!
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Io di San Isidro non posso dire proprio niente di brutto. ¡VIVA SAN ISIDRO!

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San Isidro, la fiesta de Madrid

Sebbene il tempo sia una merdy oggi è un giorno speciale, perchè è SAN ISIDRO, la festa del nostro santo patrono: AUGURI ISIDRO!
In questa festa tutto quello che è denominato “casticismo madrileño” prende il sopravvento sulla normalità, e l’immagine che noi stranieri abbiamo della Spagna (non senza stereotipi) diventa improvvisamente realtà.

La parola CASTIZO significa infatti “che possiede caratteristiche peculiari e tipiche di un posto”, quindi nel caso del nostra caro SAN ISIDRO la Pradera de San Isidro, nel quartiere di Carabanchel, è un tripudio di vestiti tipici, musiche, balli, giostre, vino, birra e grandi mangiate.

io e PischiOne tra 30 anni

Ma la cosa imprescindibile il giorno di San Isidro è andare alla chiesetta del santo e passare varie decine di minuti in coda per poi raggiungere finalmente la fonte miracolosa, e bere acqua prodigiosa a volontà.
Sono diversi anni che un po’ per pigrizia e un po’ per distrazione non riesco a bere l’acqua santa, ma quest’anno, avendo un concreto bisogno di miracoli su vari fronti, mi sono data da fare e sono addirittura riuscita a convincere PischiOne ad accompagnarmi a prendere l’acqua del santo: e sono soddisfazioni!

la fonte dei miracoli

Dei giovanotti riempiono le bottiglie che fedeli, curiosi e cercatori di emozioni (come me) si sono PREVIAMENTE portati da casa. Ma se per distrazione dimentichi il recipiente per prendere l’acqua non temere: per 2 euro potrai comprare delle bottiglie di plastica, o bere direttamente dai bicchieri “sociali” che passano di bocca in bocca.
Poi se vuoi puoi dare anche l’offerta

miracoli con offerta

Io ho condiviso la mia bottiglietta con PischiOne, poi tornata a casa ho usato una parte dell’acqua miracolosa rimantente per bagnare un po’ le mie tre piantine, metterne un pochino nell’acquario e dare da bere ai miei canarini. Me ne è rimasta un altro poco per gli amici che passano da qui, che secondo me le cose miracolose è bene condividerle.

Poi siamo andati a comprare las rosquillas, cioè i dolci tipici. Ne vendevano di tutti i tipi ma io ho voluto las tontas, letteralmente “le sceme”, cioè quelle senza gelatine nè zuccheri sopra (15 maggio, la prova costume si avvicina…).

GNAMMI!

Io, che sono una vera CHULAPA, cioè una persona profondamente radicata nella cultura madrileña, alla pradera mi sento felice

voglio vivere in questa strada

Mi piace tutto quello che vedo, soprattutto la sconfinatezza di Madrid (non geografica ma culturale)






Il vestito tipico da chulapa ricorda l’abito da flamenco ma in una versione più semplice, ed è sempre accompagnato da un garofano giusto sopra la fronte e una mantellina. Se più che la classe media ti interessa un livello sociale più alto il vestito che fa per te è il goyesco, composto da tessuti più pregiati (tipo velluti e pizzi) e uno strano copricapo in testa

chulapas "pijas", cioè "fighette"

Il nome goyesco deriva proprio dal maestro Francisco Goya, chulapo autentico, che amava moltissimo raffigurare i madrileni della fine del ’700

"El Quitasol" Francisco Goya, 1777

Ma tra tanto glamour alla pradera non si mangia??? ti chiederai tu, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid. SI, se magna!!!





Se ti trovi a Madrid e ti sei perso tutto questo NON ROSICARE!!! Sebbene oggi sia il giorno del santo tutti i festeggiamente proseguono fino a domenica, e qui potrai trovare il programma ufficiale della festa. ¡SAN ISIDRO TE AMO!

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San Isidro a Madrid

Eccomi appena tornata dalla STRAORDINARIA festa di San Isidro, santo patrono della nostra amata Madrid.
Il giorno di San Isidro si va alla Pradera de San Isidro vestiti da chulapos, a bere e a magnà in commemorazione del caro Isidro, che da buon madrileño sicuramente sarà molto contento di tutto il caos che si crea in suo onore.
Alla Pradera l’atmosfera è davvero festosa: si sta con gli amici, si mangiano cose fritte, si balla e ci si sente felici.

preparando il nostro pic nic

La cosa che più mi ha impressionato di San Isidro 2012 sono state le palle di plastica chiudi bimbo:

Ma che sará questo liquido rosso???

Ciò se hai un bambino un pò scassone puoi portarlo qui: in men che non si dica te lo chiuderanno in una palla di plastica e lo faranno rotolare in un misterioso liquido rosso, mentre tu potrai felicemente ubriacarti con i tuoi amici!

ecco il momento della chiusura del bimbo nella palla di plastica

Ma la cosa piú bella di Madrid, e ovviamente anche di San Isidro, sono i madrileñi.
Madrid è una metropoli con 6.489.680 di abitanti ma che conserva fortemente una dimensione umana, di tradizioni e usanze, e la gente vestita da chulapos ne è la prova:
(con il termine CHULAPO si indicavano gli abitanti di alcuni quartieri di Madrid. Da chulapo viene il termine chulo, che significa bello)

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San Isidro, la festa di Madrid!

La festa di San Isidro è iniziata a MADRID!!
San Isidro è il santo patrono della città, e tutti noi gatos lo amiamo tanto!
La leggenda racconta che Isidro stava lavorando la terra (proprio nella zona della pradera,che adesso ha il suo nome) quando ricevette la visita del suo capo Iván de Vargas che gli chiese dell’acqua.
Ma il povero Isidro aveva la brocca vuota, e quindi iniziò a colpire una roccia dicendo «Cuando Dios quería, aquí agua había»: in pochi secondi iniziò a sgorgare acqua, e Isidro potette placare la sete del suo signore e diventò Santo.
Quindi la tradizione vuole che il 15 maggio si vada alla Ermida de San Isidro nel quartiere di Carabanchel e si beva l’acqua della fonte miracolosa, che cura ogni dolore e problema.

la fonte miracolosa

domani tutti a Carabanchel!

Io sono tre anni che mi metto in fila ma la quantità di gente mi demoralizza e dopo qualche minuto abbandono l’impresa: in questo San Isidro 2012 riusciró a bere l’acqua miracolosa?? Spero proprio di si, ho tanto bisogno di un miracolo Isidro Santo mio!
Peró oltre a bere l’acqua santa a Madrid facciamo davvero tantissime cose in onore di Isidro: concerti, spettacoli teatrali, attività per bambini, etc. in questa pagina potrai scaricare il programma di San Isidro 2012 e scegliere la tua attività preferita!
Peró programma o non programma stasera, vigilia del santo, si va tutti alla Vistillas a fare un mega botellon come vuole la migliore tradizione spagnola. Poi martedì non si lavora e si va dalla mattina a la pradera de San Isidro vestiti da chulapos, a mangiare cose fritte alle bancarelle.

Chulapos: belli, eleganti e sexy!

Insomma i prossimi due giorni saranno davvero intensissimi e imperdibili: ¡AUPA SAN ISIDRO!

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Aspettando San Isidro a Madrid…

Per godere di questa esplosione di primavera e prepararmi alla grande Fiesta de San Isidro oggi sono stata tutto il pomeriggio in giro, infatti adesso sono solo le 20.45 ma sono stanchissima e ho tanto sonno!
La cosa più bella della mia passeggiatona è stata la scoperta di un angolo di tranquillità nel cuore di Madrid: Calle Hermosilla 26, in quel del barrio Salamanca.

Il barrio de Salamanca è il quartiere più fighetto de La Signora, straripante di negozi di gran lusso, macchioni e attici con terrazze: un panorama davvero frustante per chi ha una normovita (come me).

Ma tra cotanto fighettume ecco che si giunge a un portale, e….

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Insomma in Calle Hermosilla 26 si sta proprio bene, ti consiglio di cercare voli lastminute e venire a vederla!

Poi ho attraversato la strada, con il cuore colmo di poesia, e qualcosa mi ha richiamato alla dura realtà:
UNA BAMBOLA VESTITA DA PRIMA COMUNIONE!

Mamma ho paura!!!

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San Isidro,¡CUANTO TE QUIERO!

Oggi a Madrid siamo tutti felicissimi, o almeno cerchiamo di esserlo, perché è la festa del nostro amato SAN ISIDRO! Auguri San Isidro!
Isidro il santissimo non solo era buono lui, ma anche tutta la sua famiglia: sua moglie Maria de la Cabeza fu proclamata Santa, e anche suo figlio Illán, protagonista di uno dei 2 più importanti miracoli di Isidro, fu fatto santo: mamma mia quanta bontà in questa famiglia!!
Io pur non essendo cattolica AMO e AMO San Isidro per vari motivi, e soprattutto per uno dei suoi miracoli, quello degli angeli. Si narra che mentre Isidro pregava degli angeli aravano il campo, facendo così il suo lavoro: che bello! Io anche potrei iniziare a pregare se degli angeli passassero l’aspirapolvere, cambiassero le lenzuola, pulissero il bagno, mettessero in ordine etc.
Comunque insomma la cosa più importante di questa giornata di festa è andare alla Pradera di San Isidro, vestirsi da CHULAPOS, mangiare e bere, cosa che io farò imminentemente!

Intanto mi preme dire che ieri era la Noche de los Museos, e io invece di fare la burina ed andare ai Jardines de Las Vistillas a fare il mega-botellón come vuole la tradizione madrileña sono andata al Museo Thyssen-Bornemisza a vedere l’esposizione Heroínas, e siccome pure io sono eroica non so come ma sono riuscita a trascinare anche PischiOne al museo.
Dunque di questa esposizione potrei dire tante cose cattivelle, ma non le dirò perché la presentazione dell’esposizione dice parole per me sacre:
“La historia del arte occidental abunda en imágenes de mujeres seductoras, complacientes, sumisas, vencidas, esclavizadas. Pero el objeto de nuestra exposición son las figuras de mujeres fuertes: activas, independientes, desafiantes, inspiradas, creadoras, dominadoras, triunfantes. O bien, para usar una palabra clave de la agenda feminista en las últimas décadas: esta exposición se interesa por aquellas imágenes que pueden ser fuentes de “empoderamiento” (empowerment) para las propias mujeres.”
Insomma per una mostra che rappresenta la donna non solo per la sua bellezza ma per il coraggio e la forza vale assolutamente la pena cerca offerte Windjet e fare un salto a Madrid.
E adesso a la PRADERA, vestita da chulapa!


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CHULAPOS A MADRID!

Ieri c’è stata la festa di San Isidro, e tutta Madrid si è riversata nell’omonimo parco. In questo parco c’è l’obitorio della città, e a mi sembrava brutto fare bottellon proprio davanti all’ingresso dell’obitorio, ma insomma a Madrid tutto è un po’ estremo, e queste cose sembrano normali. Il parco era pienissimo di gente vestita da chulapos (così si chiamavano anticamente gli abitanti del quartiere di Malasaña): le donne con un vestito tipo sivigliano, uno scialle, un mantellino ed un garofano rosso in testa, e gli uomini con cappello nero a quadri bianchi, stivaletti e un fazzoletto bianco al collo.

La cosa che io AMO de La Signora è che nonostante la sua statura da megalopoli qui si vive in modo umano, coltivando le tradizioni, in una dimensione quasi, a volte, di paese. Ed allora io pure mi sono messa un garofano rosso tra i capelli e sono andata a celebrare il nostro santo. Al parco c’erano le giostre, le bancarelle di oggettini e poi le immancabili bancarelle di cibo, dove la cultura del “mondo fritto” imperava: c’erano delle enormi pentolone piene di olio bollente dove veniva fritta qualsiasi cosa!

Poi una cosa che piace molto qui a Madrid è il Salchipapas , un bicchierone di plastica da un litro pieno di patate fritte e salsiccia fritta, affogate nelle salse

Poi c’erano delle cosce di pollo frittissime che io solo a guardarle sono ingrassata
e dei panini lunghissimiiiiiiii (in questa foto non si vede bene ma erano lunghi quanto il mio avambraccio!)
Infine una cosa davvero nuova per me sono stata le mele caramellate per il motto come ti rendo maiala anche la frutta!
Il mercato nutturno della piazza di Marrakech alla festa di San isidro gli fa un baffo! tutto è stato bellissimo ed estremamente unto, e non vedo l’ora che torni SAN ISIDRO!

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San Isidro e il miracolo dell’Atlético

Dunque io oggi devo dire parecchie cose, che ieri siamo entrati nella festività di San Isidro e questo curioso santo proprio ieri ha fatto il miracolo :l’Atletico Madrid ha vinto! E quello che è successo ieri notte a Madrid, quando l’arbitro ha fischiato la fine della partita, non si può capire. Ad essere sincera io ero nel sul divano di casa mia, ma insomma sì che ho sentito un casino esagerato, fuori e nel mio cuore!

Ma insomma oggi non parlo di calcio ma del santo de La mia Signora, San Isidro. Che questo signore qui ha una storia curiosa, perché nacque nel 1080 a Madrid e si sposò con Santa Maria de la Cabeza, che era pure una gran donna, tanto buona che fu fatta santa, ma per me fino a 10 minuti fa, cioè fino a quando non aprissi la wikipedia alla voce “San Isidro”, per me Santa Maria de la Cabeza era solo lo stradone dietro casa. Comunque torniamo al santo, che questo santo pare fosse moto buono, perché pregava tutto il tempo, e proprio grazie alle sue preghiere riuscì a salvare suo figlio (San llàn, una famiglia di santi, elllamadonaaaaa direbbe mio padre) da un pozzo, dove era rimasto intrappolato. Il giorno vero e proprio di questa festività è il 15 maggio, ma qui che siamo un pò esagerati le cerimonie durano una settimana intera, con l’apice assoluto sabato 15. Che fa La Signora per festeggiare il suo Santo? Ebbene tutta la città è in festa:concerti, spettacoli, mercatini e ovviamente fulcro di tutto sarà un pauroso BOTTELLON nel Parque de San Isidro. Poi siccome quest’anno la Gran Via compie 100 anni il nostro sindaco sborone, che poverino lui non sa che vuol dire vivere in una città antica, ha deciso di festeggiare il giorno di San Isidro con una torta gigante, oltre che musica e balli.

Anche questa volta: IN ALTO I CALICI!

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