Per te Sandra, beddha mea!!!

Questo non è un post, è solo un pensiero per Alessandra, la mia zocc, che domani verrà sottoposta ad un importante e delicato intervento.

È strano come la paura rimuova ricordi e desideri… la nostra stanza dell’università, Jan Jambon, gli assurdi turni per lavare stanza e bagno, i racconti notturni, il nostro piccolo armadio pieno di tuoi vestiti!!! Streghetta!!! perchè invadevi sempre il mio spazio???

Sandra, come vorrei tornare per un attimo nella nostra stanza di viale Gallipoli (che numero era??) e pizzicarti le guance.

Sandra: tutto andrà benissimo e presto tornerai a ballare la pizzica e a taccheggiare per strada.

Per te Sandra, beddha mea!!!

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Manie spagnole: la cena de navidad

Tornata a casa fresca come una scamorza affumicata cosa trovo??? Cosa trovo???
Un pacco inviatomi dalla ineffabile Marina di Genova!!! MARINA TE QUIERO!!! Marina, che è una persona stupenda e generosa, ha preso alla lettera la mia richiesta di aiuto inviata qualche giorno fa e mi ha spedito un pezzo mastodontico di parmigiano reggiano e 2 Kg di Galletti!!!!

Il regalo di Marina di Genova sotto il mio albero di natale!

Mammaaaaaa!!! Marina di Genova mi ha mandato un sacco di cose e tu ancora niente!!! Marina di Genova 1000- Mamma 0! Quindi questo post lo dedico a Marina di Genova, e alla sua bellissima famiglia (cane compreso): VI ADORO TUTTI!
Allora oggi vorrei parare di una delle manie che hanno gli spagnoli: las cenas de navidad.
Giunge dicembre e si susseguono mille cene di natale, perché in Spagna si usa fare una cena de navidad con ogni gruppo di persone che si conoscono e con cui si ha un purché minimo contatto.

Per esempio mettiamo che una persona normale studia o lavora, e poi va in palestra. Questa persona avrà una cena de navidad con i compagni di studio o di lavoro, una cena con quelli della palestra, una cena con quelli del corso d’inglese dell’anno scorso che comunque si è rimasti amici, una cena con gli Amici veri, un’altra con gli amici del pischello. È terribile! Bisogna fare una cena con ogni gruppo, altrimenti ci si sente davvero out!

pulpo a la gallega, un classico della cena de navidad

Siccome tutti tutti fanno le cene che si vada in trattoria o al ristorante fighetto è assolutamente obbligatorio prenotare. Molti ristoranti nel periodo di natale fanno i turni per la cena, e anche gli spagnoli sono obbligati a arrivare puntuali! Ma che si fa in queste infinite cene?? Ovviamente se magna e se beve di tutto di più, e poi si va de copas hasta las mil: come ci piace uscire e strafare a noi gatos!!!
Io stasera ho la cena de Navidad con i miei colleghi di lavoro e siccome siamo troppo fighi andremo al Corral de la Moreria, il più famoso ristorante con spettacolo di flamenco di Madrid: che bello!
Ma il mio vero sogno è fare una cena de Navidad con Marina di Genova, mangiando pasta al pesto. GRAZIE MARINA DI GENOVA!!!

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Amore a Madrid: cose da NON fare!

Dunque io oggi devo dichiarare una cosa che mi mette parecchio in difficoltà, ma insomma io questa cosa qui devo dirla, e questa cosa qui è che a Madrid, e in Spagna in generale, piace molto Federico Moccia!!! In che senso??? Eh, nel senso che non solo i suoi libri vengono tradotti in spagnolo e comprati, ma certa gente a volte quando dici che sei italiano alla classica cantilena “ah!pizza-pasta-Berlusconi” aggiunge anche “Moccia”, e insomma capirai bene, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che questo è proprio un colpo basso. Che poi la gente fa trasmissioni televisive, dibattiti e scrive pure libri sul perché i giovani vanno via dall’italia…che se Moccia è rappresentativo del Paese a me sembra miracoloso che ci sia ancora gente che in Italia ci sta…

Comunque insomma quello che vorrei dire oggi è che non solo agli spagnoli piace Moccia, e non solo si leggono i suoi libri tradotti, ma fanno anche le cose che lui dice sui libri, tipo mettere i lucchetti da qualche parte, come vuole il libro “Tengo ganas de ti”. E dove li piazzano questi lucchetti d’amore? In Plaza Mayor, sotto la statua di Filipe III!!

Eddaiiiii!!!! Adolescenti spagnoli, perché fate queste cose brutte? Copiate le cose belle dell’Italia! O non copiate niente, e inventatene delle altre! Ma insomma, i lucchetti in Plaza Mayor noooo!

Infine vorrei concludere questo doloroso post con una riflessione: ma se l’amore è libertà, perché cazzo metti un lucchetto per dimostrare al mondo che sei innamorato??! Insomma, se ami vuole dire che il tuo cuore è grande e libero! Allora che so io, fai volare un palloncino! Che ogni coppia innamorata faccia volare un palloncino, così non solo umiliamo Moccia ma tappiamo anche il buco dell’ozono di plastica e siamo tutti più felici!

Ho avuto un problema con la posta elettronica, e ho perso alcune mail. Se mi hai scritto e non hai ricevuto risposta scrivimi a chechimadrid@gmail.com (Marco che venivi in vacanza a Madrid: ho perso anche il tuo numero, che era nella mail!scrivimi a chechimadrid@gmail.com)

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Emozioni intense a Madrid

Innanzi tutto io devo dire che Marina di Genova ha superato se stessa, inviandomi non solo i Galletti ma anche i kinder e delle nutelline-monodose da assumere rapidamente in caso di calo glicemico.
Queste nutelline qui hanno un buco, che io credo che significhi che mettendoci un nastrino rosso si possono appendere all’albero di Natale, ma io manco morta le appendo al mio alberello! No, le nutelline sono nella borsa, pronte all’uso.
E insomma io prima a Marina di Genova le volevo bene, mentre adesso mi sa che la amo! Marina, verro a vivere a Genova e metteremo su il blog www.vivereagenova.it! Anzi no! Marina, prendi un volo low cost e vieni tu a vivere a Madrid che qui possiamo pure sposarci, e fare un buffet di galletti e nutella! Sarà bellissimo Marina!!!
Allora io con tutta questa emozione di questo paccone incredibile che mi ha mandato Marina di Genova io ho dovuto fare qualcosa di rilassante, per bilanciare le emozioni, e sono andata al Caixa Forum; questo è un posto dove io non mi stanco MAI di andare, che quando a Madrid non so che fare io vado ai posti che non mi stancano MAI, che sono: il Reina Sofia, il Caixa Forum o H&M di Callao (H&M-di-callao-mammaaaaa-miaaaaa!).
Dell’edificio del Caixa Forum e del giardino verticale io ho parlato troppeee volte, ma quello che forse non ho detto è che al Caixa Forum si sta bene pure dentro, e non solo fuori.

Questo edificio qui ha tre piani, e ci sono sempre tre esposizioni che si alternano. Adesso le esposizioni sono: Dalì, Lorca y Residencia de Estudiantes, l’infanzia vista dall’obiettivo di Isabel Muñoz e il nostro Fellini. Lì dentro il Caixa Forum fa un caldo che la metà basta, ma per il resto è un vero piacere passeggiare e prendere l’ascensore e fare l’intellettuale a costo zero.
La mostra Dalì, Lorca y Residencia de Estudiantes è interessantissima e a Milano l’ingresso costerebbe 10 euro (caro amico milanese che vuoi venire a vivere a Madrid, non pensare che questa frase contenga razzismo perché così non è! Questo ipotetico prezzo dell’ipotetica esposizione Dalì, Lorca y Residencia de Estudiantes a Palazzo Reale me l’ha detto un milanese, non è venuto fuori dalla mia mente terruncella!!!).
Dell’esposizione su Fellini quasi non posso dire niente, perché alla terza foto mi sono messa a piangere e me ne sono uscita: troppa Roma! Troppa NOSTALGIA!
Quello che invece dirò tratta dell’esposizione di Muñoz, che le foto di questa signora sono magnifiche, e pure qui mi veniva da piangere ma non per nostalgia, ma per la vita in generale.

Ma devo anche dire che la mostra l’hanno montata in una sala piccolissima, che non ci stava un cazzo dentro, tutte le foto appiccicate, tutto stretto, duemila gradi, quindi secondo me io ho pensato che il direttore espositivo, un certo Manuel Blanco, lui aveva visto il catalogo delle foto e aveva letto male lui, che pensava fossero in cm le dimensioni, invece erano in metri. Quindi poi il giorno del montaggio che sono arrivati i camion con le gigantografie il signor Manuel ha capito che le foto erano GIGANTI, e però lui poverino non sapeva più come fare, che aveva prenotato solo quella saletta lì, e allora ha fatto un labirinto con le foto e ha detto che lo spettatore interagisce con l’opera.
Che queste minchiate qui, dell’arte contemporanea, nascono così.
MARINAAAA! a Manuel Blanco niente Galletti! solo a me!

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La cicatrice di Madrid

Madrid ha una grande e profonda cicatrice che le segna una parte della città (la parte a me più cara), la totalità della sua anima e tutta la Spagna.
Questo suo dolore si chiama 11M, cioè 11 marzo 2004, quando un attacco terrorista colpì 4 treni della rete del Cercania della città, uccidendo 191 persone. Questo drammatico episodio ebbe delle ripercussioni immediate sulla politica del Paese, poiché fu fatto esattamente tre giorni prima delle elezioni generali che portarono alla vittoria di Zapatero.
L’11 marzo 2004, subito dopo l’attentato, la destra (che a tavolino era già vincitrice delle elezioni) attribuì il gesto alla banda terrorista dell’ETA, nonostante gli esponenti politici di questa frangia indipendentista avessero sempre dichiarato la più completa estraneità ai fatti: ma né il governo, né i partiti politici né i mezzi di comunicazione ammisero ufficialmente l’estraneità dell’ETA. Solo quando il Al Quds Al Arabi di Londra ricevette una lettera che dichiarava la colpevolezza di Al Qaeda davanti agli attentati non si poté più nascondere la verità. Gli spagnoli, feriti nel cuore pulsante della nazione e traditi dalla classe politica che per ore fece di tutto per nascondere la verità, spostarono massimamente il voto a sinistra, quindi a Zapatero.

Proprio di fronte alla stazione di Atocha (sede degli attentati) si erege un cilindrone di vetro alto 11 metri, cicatrice di questo grande dolore. All’interno di questo monumento(ci si può entrare da un corridoio che si trova sotto la stazione) una complessa struttura “intrapola” i bigliettini che tutti i cittadini scrissero nei giorni immediatamente successivi all’attentato, in ricordo delle vittime. Ai miei occhi questa struttura, perfettamente integrata nel contesto urbano ma con una forma ed un materiale che creano una frattura evidente con gli altri edifici che la circondano, è un qualcosa di sublime.

Ed adesso un po’ di silenzio, soprattutto a Madrid.

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Invidie, spam e vittorie a Madrid

Oggi devo assolutamente parlare di alcuni problemi della vita da blogger a Madrid, che a leggere questa mia creatura stupenda dal nome www.vivereamadrid.it sembra che uno quando ha un blog e parla di Madrid ha risolto tutti i suoi problemi, invece no, non è vero niente, che i problemi ci sono eccome.
Allora innanzi tutto devo dire che io da quando ho questo meraviglioso blog mi sento proprio una star, che domenica sera ero ad una festa e il mio amico Quique mi ha detto che stavano pure degli italiani, a questa festa.
Allora io sono andata da loro, mi sono presentata e poi ho detto “conoscete la web vuvuvupuntovivereamadridpuntoit?” e quelli mi hanno detto che non l’avevano mai sentita nominare questa pagina web. E poi l’altro giorno ero in un bar e ho sentito che un ragazzo italianissimo chiedeva un caffè, e poi quando anche io con il mio accento italianissimo ho chiesto il mio caffè il ragazzo italianissimo si è girato a guardarmi, ed io ho subito pensato che lui stava pensado che io forse potevo essere Chechimadrid, cioè effettivamente io, la blogger del suo ipotetico blog preferito.
Quindi io mi sono data un tono da blogger ed ho bevuto il caffè e me ne sono andata tirandomela un pò, e solo dopo qualche ora ho pensato che l’italianissimo mi avrà guardata perché italianissima pure io, e non per vivereamadirpuntoit.
Che questi due piccoli aneddoti a me costa fatica raccontarli, che non è facile dedicare praticamente ogni momento libero ad un blog e poi avere una vita normale, e solo i bloggers lo sanno questo.
Poi devo dire che questo mio stupendo blog è soggetto a molte invidie. Innanzi tutto qui a Madrid c’è una grande associazione di italiani che vivono a Madrid, che io ho sempre snobbato per la mia indole radical chic, che non è che io vivo a Madrid per stare con gli italiani, però nemmeno per non starci.
Io vivo a Madrid e basta, quindi se conosco degli italiani sì che ci esco, ma non vado a mettermi in questi covi di persone accomunate solo dalla dimensione della carta di identità. Però insomma lasciando stare le polemiche devo dire che questa gente, o meglio il leader di questa gente con la carta di identità marroncina e piuttosto grande, ha
letteralmente boicottato il mio blog, perché dice che lui ne sta facendo uno uguale e non vuole concorrenza. Che concorrenza non ne voglio nemmeno io, mio caro nemico italiano che già vivi a Madrid, e concorrenza non sarà, poiché tu potrai avere tutti i contatti che vuoi ma mai avrai i miei occhi taglienti né la mia lingua biforcuta!E poi a dimostrazione che la vita del blogger non è facile per un cazzo si è messa tutta questa gente davvero cattiva e priva di moralità che fa spam sul mio blog, e devo cancellare milioni di commenti-spam ogni ora. Che non è vita questa!
Allora oggi al lavoro io ho parlato di questo problema dello spam con il mio amico Pedro e lui, che è proprio la leche per queste cose, mi ha detto che è buono che mi fanno spam, perché significa che il mio blog è importante, e che lui non metterebbe il codice capcha per non ridurre le visite.
Io non sono molto d’accordo però gli ho detto che va bene, proviamo a non metterlo il codice capcha e vediamo che succede.
Comunque adesso per dare una nota positiva a questo post un pò sfigato devo annunciare che ho vinto un viaggio a Londra, per seguire una conferenza di web marketing. Il volo e l’albergo e spero anche il cibo mi sono generosamente offerti dalla mia impresa, perchè sono stata la migliore del 2009 nel mio lavoro, che è un lavoro di traduzioni e creative marketing, e ne sono contenta e finalmente ho un motivo reale e concreto per tirarmela un pò. Quindi il 10 maggio vado a londra.
Che a me prima la metro di londra mi faceva paura, ma ora che vivo qui la metro di londra mi fa ‘na pippa!

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La nostalgia a Madrid

Quello che voglio raccontare oggi è la nostalgia. Che pure a Madrid certi giorni nevica e fa freddo, e non tutto è semplice.
Allora io oggi mi sono messa a pensare a delle cose delle mia vita di cui ho nostalgia, tanto per complicare la situazione emotiva già labile, e le suddette cose nostalgiche sono veramente parecchie; oggi la più grande è il mio amico del cuore Andrea.
Ed è tutto il giorno che barcollo tra la nostalgia ed il freddo e penso ad un argomento interessante da scrivere su questo mio bellissimo blog, che poi ci sto mettendo un impegno della madonna a farmi pubblicità e quindi è particolarmente importante scrivere molto bene, così la gente pensa che sono proprio brava e che il mio blog è davvero figo, ma insomma oggi l’argomento non viene.
Poi stamattina un giovane mi ha pure scritto una mail con questo testo “ma lo sai che i galletti del mulino bianco sono risultati positivi alle analisi sulla presenza di metalli pesanti?” che io ci sono davvero rimasta male per questa mail, perchè i galletti sono come un riferimento nella mia sbandata vita.
Che poi non so se è normale inviare certe mail così, solo per togliere punti di riferimento alla gente…
Comunque tornando al tema di oggi, la nostalgia a Madrid, io ho pensato un modo per affrontare questa bruttissima bestia della nostalgia qui a Madrid, ed il modo è comprare un biglietto della metro e mettersi a girare a cazzo per tutte le linee, facendo avanti e indietro, e impagnandosi a toccare bene bene periferie e capolinea.
Che normalmente la gente dice che quando si è depressi bisogna vestirsi bene ed andare a ballare e non pensarci, ma io invece seguo un insegnamento di un amico che ho avuto, che si chiama Mauro, che questo amico aveva formulato la teoria del superamento dei problemi, e tale teoria diceva che quando hai un problema per superarlo devi pensare ad un problema più grande.
Quindi questo mio amico Mauro mi faceva un esempio pratico, dicendomi che se tu un giorno perdi le chiavi della macchina e scleri perchè ti sembra un problema grande, tu devi incendiare la macchina, proprio ,la tua, proprio quella di cui hai perso le chiavi perchè così all’improvviso non te ne fregherà più un cazzo che non trovi le chiavi, perchè inizierai ad occuparti dell’auto in fiamme.
Io ho sempre avuto una grande stima della teoria del superamento dei problemi del mio amico Mauro.

Allora se tu vai a Museo del Jamon e per 2 euro ti compri il meù para llevar (1 banino, 1 birra e 1 mela) e poi ti infili sottoterra, in quella cosa che si chiama metro e ti pianifichi di passare un paio d’ore facendo avanti e indietro, secondo me si che poi non ci pensi più alla nostalgia.
Che poi io quando sto lì sotto, seduta, tra tutti questi emeriti sconosciuti che ci guardiamo tutti come alieni, con occhi interrogativi, che siamo tutti qui a vivere ed a dividerci gli spazi cercando di conquistare la nostra fetta di felicità, quando sto lì sotto io penso infinite cose e grossomodo sto meglio.
Solo mi spiace che non ci sia una fermata che si chiama Re di Roma.

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Cose tristi a Madrid

Oggi devo dirti una cosa parecchio triste, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
È morto il mio tritone, di nome Saqui (leggi SAKI). Praticamente questo tritone, piccolino, piuttosto brutto, ma a cui io ero molto affezionata, viveva nell’acquario assieme a molti pesci.
Ma questo tritone, Saqui, non aveva un carattere facile, proprio per un cazzo, e si comportava piuttosto male con i pesci (che invece sono tutti molto educati, meno uno che era un vero stronzo e lo trovammo morto quasi subito, ucciso. Pace all’anima sua).
Non è che Saqui, il malevolo Saqui, facesse nulla di particolare, però era molto schivo, non interagiva con gli altri e soprattutto intimoriva tutti ed esercitava prepotenze di vario tipo, indubbiamente agevolato dal suo aspetto ripugnante. Comunque io e PischiOne siamo due persone parecchio buone,e stavamo lì sempre dietro il tritone, che come sta il tritone, che dove sta il tritone, che il tritone si sente solo etc. ma questo tritone, Saqui, non ha mai mai ricambiato il nostro affetto.
Soprattutto con me è sempre stato davvero perfido, però non vorrei entrare troppo nel personale in questo racconto di questa storia triste, quindi ti dirò solo che un giorno il malevolo Saqui scappò. Scappò perchè noi avevamo lasciato il coperchio dell’acquario socchiuso, e il malevolo Saqui non aspettava altro che un piccolo errore umano per urlare al mondo la sua cattiveria.
E così fuggì, e noi non sapevamo proprio come fare per trovarlo, quindi niente, smettemmo di cercarlo non appena accertammo la sua fuga. E la vita in casa proseguiva piuttosto tranquilla, che si stava bene e non avevamo più da pensare al malevolo, e solo qualche volta io mi chiedevo dove fosse ed andavo a spiare nell’acquario, ma i pesci stavano di un bene che io poi smettevo subito di cercarlo al malevolo Saqui, tanta era la paura di trovarlo.
Fino a ieri, che PischiOne lo trovò sotto il divano, non morto ma mortissimo! Era completamente rinsecchito il malevolo Saqui, prosciugato dalla sua stessa cattiveria e meschinità, un pezzettino di pelle arsa.
E questo è quanto ho da dirti oggi, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid.
Questa è la fine della breve esistenza del malevolo Saqui (che visse in casa mia circa 12 giorni).

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Una console distrutta a Madrid

Non so spiegare bene cosa sia accaduto, ma stasera mentre giocavamo con la x-box pirateata quelli di microsoft (ma chi siete??stronziiii!!) ci hanno scoperto ed hanno bloccato la console! DISPERAZIONE A MADRIDDDD!!!
Caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, ti chiedo aiuto e sostegno in questo momento difficile.
Conosci qualcuno talmente pirata da poter annullare il primo taroccamento della console e fa tornare la x-box normale??
E comunque vorrei specificare che se i giochi costassero un pò meno non avremmo pirateato proprio niente!
…mentre scrivo mi sorge un dubbio: ma non è che con questa ammissione pubblcia ora mi arrestano??!?!
Ti ringrazio per il sostegno, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid

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Avere mal di gola a Madrid

Avere mal di gola è una cosa orribile, soprattutto se questo ti succede a Madrid, e sei così cazzone da non esserti ancora empadronato, e quindi non avere un medico.
Caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, tu non fare come me, che dopo quasi un anno ancora non ho consegnato sto foglio.
TU EMPADRONATE!!!

Poi quando sto meglio e non sono a lavoro spiego cos’è questa storia dell’EMPADRONAMIENTO.
Hasta pronto!

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