Di giornali online e minchiarellate varie…

Non per tornare sul post de I miei perché della vita in Spagna che armó la de San Quintin* però devo dire che soprattutto con il caldo mi vengono in mente molte differenze tra Spagna e Italia.

Questo fine settimana mi sono rifugiata nel nord della Spagna, ma fa caldo uguale e quindi stupide osservazioni bombardano la mia minchiarella
(per la cronaca: PischiOne chiama la mia testa minchiarella, perché quando viveva a Roma qualche italiano simpaticone gli disse che testa si diceva minchia. Sono passati tanti anni ma in lui resta il dubbio che la minchia sia proprio la testa, e fedele a questo suo primo insegnante di italiano continua a definire la testa MINCHIA e la mia testa MINCHIARELLA).

Per esempio io tutti i santi giorni leggo www.repubblica.it e www.elpais.com e tutti i santi giorni mi chiedo: perché i giornali online spagnoli mettono l’immagine prima del titolo e dell’articolo??
Io, che per molte cose ho ancora (e per sempre) la minchiarella italiana resto semrpe un po’ basita perché leggo un titolo e vedo una foto che non ha niente a che vedere, e mi dico …mah..
Poi leggo il titolo di sotto e capisco che la foto si riferisce al seguente articolo!

repubblica.it (e TUTTI gli altri giornali online italiani): titolo, foto, articolo

elpais.com: titoli e foto in libertá!

Cari amici spagnoli che vivere in italia, anche voi provate la stessa e inversa sorpresa quando leggete repubblica.it?? Vi prego ditemi di si!!

Detto questo vado a farmi la doccia, che oggi è sabato sera e ¡el sabado por la noche no se sale a toma algo, se sale de fiesta!
(mentre TUTTE le mie amiche si sposano e si ingravidano io resto giovanissima, ohh yeah!!)

* ARMARSE LA DE SAN QUINTÍN espressione molto tipica usata per indicare una discussione molto forte o una situazione violenta. Questa espressione allude alla presa della piazza francese di San Quintin, il 10 agosto del 1557 da parte delle truppe spagnole di Felipe II.

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PAQUITO EL CHOCOLATERO, el alma de España

In Spagna amiamo la festa, e non c’è festa degna di questo nome senza PAQUITO EL CHOCOLATERO!
Che sia un matrimonio, un grande compleanno, un ballo di capodanno, un battesimo, una laurea, un addio al celibato/nubilato, una festa di paese e chi più ne ha più ne metta PAQUITO EL CHOCOLATERO è sempre il protagonista indiscusso del ballo spagnolo, momento culmine della festa e dell’euforia iberica.

Paquito, il re della pista!

Sulle note di Paquito gli spagnoli si esaltano: urlano, gridano, si dimenano, saltano dalle sedie per lanciarsi in pista e a volte addirittura lasciano il loro coktail da qualche parte per dedicarsi completamente al ballo!
Ma di che cosa parlo?? Di PAQUITO EL CHOCOLATERO, una composizione musicale creata nel remoto 1937 dall’ alicantino Gustavo Pascual Falcó.
Questa canzone è un pasodoble e Gustavo la scrisse in onore di suo cognato Francisco Pérez Molina, conosciuto appunto come Paquito “el chocolatero”.
Il testo originale fu scritto da Gustavo in Valenciano, ed è questo:

Paquito “El Xocolatero”
es un home molt formal
que quan arriba la Festa
va sempre molt colocat

Es posa el vestit de Festa
el puro, cafe-licor
i s´en va per la filada
per oblidarse de tot

(estribillo)

Pe’ l carrer va desfilant
entre flors i colors
el poble se’n va entregant
a la gracia d’ aquest home
que sap com ningu ballar.
Per el carrer va desfilant.
Cantueso i Herbero
per a poder-ho aguantar
mentre dura nostra Festa
tan valenciana, tan popular

(bis)

L’ endemá s´en va a la fabrica
i se posa a treballar
Cantueso i Herbero
per a poder-ho aguantar
fins que torne nostra Festa
tan Valenciana, tan popularLa

che tradotto in castigliano suona così:
Paquito “El Chocolatero”
es un hombre muy formal
que cuando llega la fiesta
va siempre muy “colocao”

Se pone el vestido de fiesta
el puro, cafe-licor
y se va a la “filá”
para olvidarse de todo.

Por la calle van desfilando
entre flores y colores
y el pueblo se va entregando
a la gracia de este hombre
que sabe como nadie bailar.

Por la calle van desfilando
Cantueso y Herbero
para poderlo aguantar
mientras dure la fiesta
tan Valenciana, tan popular.

Despues (mañana) se irá
a la fábrica y se pone a trabajar
Cantueso y Herbero
para poderlo aguantar
hasta que vuelva nuestra fiesta
tan Valenciana, tan Popular.

Insomma il caro Paquito era un perfetto spagnolo: amava la fiesta, e in occasione delle feste di Valencia si vestiva bene e andava sempre in giro colocao (=profondamente allegrone grazie a qualche bicchiere di troppo), ballando, bevendo e fumando un puro(=sigaro).
Il giorno seguente andava a lavoro bevendo Cantueso e Herbero (liquori) per poter resistere fino alla festa successiva.
E la sua professione di chocolatero?? nel testo originale non c’è traccia di churros e porras di Paquito, ma la canzone ha davvero infite versioni.
Una delle più comuni è “Paquito el chocolatero, me tiene hasta los huevos”.

Come si balla Paquito?? non si sa esattamente perchè esistono varie correnti di pensiero: in piedi, in ginocchio, a file parallele, a file diagonali… quello che conta nel ballo di Paquito è URLARE ehe!ehee! e muovere bene il bacino, simulando l’atto sassuale.

Che in Spagna il ballo piace così, un pò carnale!
Adesso non resta che mettere il volume del tuo pc a palla e ballare PAQUITO EL CHOCOLATERO!

Una versione particolarmente choni di Paquito è quella di King Africa: Pischi One mi ha letteralmente proibito di pubblicarla sul blog, quindi ve vuoi vederla clicca qui

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España profunda

Non tutti gli italiani che vivono a Madrid (e più in generale in Spagna) hanno la fortuna di conoscere la España profunda, cosa che io ho fatto questo fine settimana in un paesino della Castilla Leon chiamato Mozar De Valverde, in provincia di Zamora.

Una delle meravigliose cicogne della Castilla Leon

In questo delizioso paesino di 120 anime ogni 23 di luglio si celebra la Fiesta de Santa María Magdalena in un’atmosfera assolutamente surreale che equilibria perfettamente il sacro e il profano, con uno spirito di festa e allegria che solo la Spagna sa trasmettere.
La festa inizia la mattina con i giochi per i bambini:

il cannone di spuma per i bambini

Poi si va alla processione della santa patrona, tutti vestiti bene e pettinati:

Santa María Magdalena

Dopo la processione si va tutti al bar, a prendere il vermùe a ballare el paso doble

anche qui tutto finisce a taralucci e vino

in una dimensione spazio temporale profondamente diversa da quella che conosciamo a Madrid:

amo la Spagna!

Poi un signore sale su una sedia e fa la subasta de la tarta de María Magdalena, che è una vera e propria asta di tortoni un pò secconi. Il più caro è stato venduto per ben 17 euro!

un’immagine che non dimenticherò mai!

La sera si cena tutti insieme, però che ognuno porti 3 euro e PIATTO, CUCCHIAIO, FORCHETTA E COLTELLO. OGNUNO IL SUO!

la cena del villaggio

Dopo la cena si continua a ballare con la Discoteca Mobile

la Discoteca Mobile

Non so se a Mozar de Valverde il tempo si è fermato, ma sicuramente quando io sono li il mio orologio non funziona

credo che questa casa sia fatta di zucchero…

A Mozar tutto è bellissimo, soprattutto le mie amate pecore

Se ami la Spagna DEVI passare da qui.

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Toros de Osborne, el alma de España

Esiste forse un paesaggio on the road più estravagante di quello spagnolo? Sicuramente no, perché tra vacche e pecoroni al pascolo, mulini a vento, puticlub e toros de Osborne ne abbiamo veramente per tutti i gusti!

le strade spagnole non annoiano MAI!

Ma cosa sono questi toros de Osborne?? Delle enormi sagome di circa 14 metri che raffigurano appunto un bel torone spagnolo: come sono belli los toros de Osborne!!

persino io mi sento spagnola guardando un toro de Osborne

Los toros de Osborne oltre ad essere stupendi sono un vero pezzo di storia nazionale: nacquero come icona commerciale del brandy Osborne nel lontano 1956 (sotto il franchismo) e in poco tempo iniziarono a popolare tutte le autostrade spagnole.
Nel 1988 una nuova legge proibì qualsiasi tipo di pubblicità sulle autostrade: fu allora che si decise di lasciare le sagome togliendo la pubblicità, e di definire queste figure herencia cultural y artística del paisaje español.

semplicemente BELLO

Infatti el toro de Osborne è molto più di un simbolo commerciale! È un simbolo, rappresenta l’identità stessa della Spagna e non a caso i nazionalisti della Cataluña, Comunidad Valenciana e Isole Baleari hanno boicottato i toroni e hanno cercato di toglierli dal proprio territorio :(
Infatti in cataluña non ce ne sono, e come si direbbe a madrid “¡ellos se lo pierden!”

Anche il mio adorato amico Marione e tutti i suoi compatrioti messicani possono godere di uno spettacolo simile ai toros de Osborne grazie al brandy Magno.

¡Marione en cuando veas un toro de Magno piensa en mí!

Se fai un lungo viaggio in macchina los toros de Osborne ti fanno compagnia e ti dicono cose belle

¡te quiero torito guapo!

Ne vorrei tanto uno in casa!

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Tradizioni spagnole: EL PAN

Questo fine settimana che volge TRISTEMENTE al termine è stato davvero iper bucolico e denso di animali, familiari acquisiti, pollini e cibo tradizionale spagnolo.
Prima sono andata in Extremadura, dove appunto la natura è extrema y dura.
Io devo dire che di questa regione amo tutto, ma soprattutto LAS MIGAS, cioè pan con pan.
Si tratta di un piatto tradizionale extremeño, di origine contadina quindi molto povero e sostanzioso: lo adoro!
Poi oggi ho passato tutta la giornata a Valdemanco, un paesino della Sierra de Guadarrama a 60 km da Madrid capital (la mappa di Valdemanco la metto alla fine dell’articolo).
E che ho fatto in questo paesino??? Un CURSO DE PANADERIA, cioè un corso per imparare a fare il pane in casa!
Papá non pensare che sono pazza se essendo pugliese faccio un corso di pane nella Comunità Autonoma di Madrid!!
Questo bellissimo corso mi è stato regalato dai miei parenti e amici Leticia y Alberto, e devo dire che mi è stato utilissimo, soprattutto perché io fino a stamattina alle 10.00 pensavo che gli spagnoli non ne sapessero un cavolo di pane, e invece mi sono dovuta ricredere: la farina è davvero miracolosa, anche nelle mani di uno spagnolo! Muchas gracias Lety y Alberto, ¡este regalo me ha encantado!

Siccome a Madrid l’unico pane fresco facilmente reperibile è la barra de pan io veramente pensavo che gli iberici ignorassero completamente il piacere assoluto d’avere tra le braccia mezzo kg di pane di Altamura appena sfornato, e invece no!
Anche qui esiste qualcuno que ama il pane buono, e qualcun altro che sa farlo, che bello!
Ed ecco alcuni momenti catartici di questo corso di panetteria:

Pischi One che TROMBA LA PASTA (come si direbbe a Bari!!!)
Il pan con chorizo y queso, una vera delizia
la mia SUPER PAGNOTTA, troppo bella!

Poi oggi ho scoperto che la Spagna e Bari sono più vicine di quanto pensassi grazie alla strepitosa TORTA DE ARANDA!!!
Una sorta di ibrido tra la hogaza spagnola (cioè il pane un pò schiacciato, rotondo, grande e buonissimo dei paesi della Castilla León) e la FCAZZ (focaccia) barese:

Torta de Aranda, tu segni un prima e un dopo nella mia vita spagnola!

Si tratta di una pane tondo e bassino (tipo la focaccia) in cui viene INIETTATO con una siringa olio extravergine d’oliva in tutto l’interno del pane.
Iniezione di olio in un pane tramite siringa: ¡ESPAÑA TE AMO!

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Cosa pensano gli spagnoli degli italiani?

Tra uno zainone e l’altro (partoooo!eheheh!partopartoparto!) mi sono ricordata di questa sublime pubblicità del Carrefour, che ironizza in modo geniale sullo stereotipo del maschione italiano.

L’associazione di turisti italiani che ogni estate invadono Ibiza e Gandia per conquistare le ragazze spagnole, atteggiandosi come chef provetti quando in realtà di cucina solo sanno dire PEPERONI raccomanda: Carrefour.
E con quello che i membri di questa curiosa associazione risparmiano sulle pizze riescono ad andare ad Ibiza anche in inverno.
Ad Ibiza in inverno… a fare che?? A inseguire le ragazze facendo pizze acrobatiche!
Questa pubblicità è geniale, e non ha bisogno di commenti!

MI HAI VOTATA?? mooo e votami!!! qui VIVERE A MADRID, il penultimo della pagina, il primo del tuo cuore!

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es TOTAL y a todos les encanta

Una parola spagnola che mi incuriosisce molto è TOTAL.
TOTAL sarebbe il nostro TOTALE, ma in spagnolo viene usato in vari modi.
Può indicare (esattamente come in italiano):
- Il risultato di una somma
- Qualcosa che è completo o include tutti gli elementi e le parti di qualcosa
- L’insieme di persone o cose che formano una classe o una specie se ha hecho una estadística sobre el total de los italianos en Madrid
Ma questa parolina magica in castigliano viene usata anche per tirare le somme di un discorso total, que no piensas venir, e come semplice coniugazione total que le dije…
Poi ovviamente TOTAL può essere abbinato con i verbi SER y ESTAR, come aggettivo ipersuperlativo.

Per esempio la canzone NO CONTROLES degli Olé Olé il cui testo dice
No controles mi forma de vestir porque es total
Y a todo el mundo gusto
No controles mi forma de pensar porque es total
Y a todos les encanta
No controles mis vestidos
No controles mis sentidos
No controles mis vestidos
NO controles mis sentidos
Noooooooo

¡un grupo TOTAL!

Cioè definiamo qualcosa TOTAL quando la sua perfezione e bellezza non è discutibile.
Un po’ come il video di NO CONTROLES, que es TOTAL!
Prima di rituffarci nel cuore degli anni ’80 una riflessione: non è davvero incredibile che tutto questo solo pochi anni fa era di moda???

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Tapas a Madrid:BAR REST. ASTURIA.

Ieri, come tutti i mercoledì e i lunedì di questa mia vita spagnola, dalle 18.50 alle 19.00 (cioè subito prima del mio corso di inglese) sono stata a fare la merendina nel mio bar preferito: BAR REST. ASTURIA.

Qui è tutto fritto e buonissimo!

REST. Sta per RESTAURANTE, che però questa parola è ben lunga da scrivere e si sa che le insegne costano molto e occupano spazio, cosicché il mio bar del cuore si chiama BAR REST. ASTURIA.
Questo NON è un luogo per:

quindi se, e solo se, non rientri in nessuna di queste tre categorie potrai anche tu fare la merendina in questo caratteristico bar.
Il bar si trova in Calle Méndez Álvaro 6 cioè proprio di fronte alla stazione di Atocha, ed è frequentato quasi esclusivamente da tassisti e da qualche vecchio del quartiere (=non andarci per rimorchiare!) ed è caratterizzato dai tipici elementi iconografici spagnoli: carte per terra, prosciuttoni e salsicce appesi,

¡MMMHMM QUE RICO!

macchinette tragaperras

bar=tragaperras

alcolici, patate e orecchie di maiale fritte

La santissima trinità spagnola: alcol, patate e maiale!

Una cosa abbastanza carina di questo bar sono i camerieri, dai nomi ignoti ma dall’indubbia gentilezza: ti chiameranno CIELO, MI VIDA, GUAPA (cielo, vita mia, bella) e e tra una tapas e l’altra di solleveranno il morale

il cameriere ha sempre un certo fascino...

Infine la vera ragione per andare al BAR REST. ASTURIA: las tapas!

Le tapas più grandi di Madrid!

Insoma se davvero vuoi uscire dai circuiti turistici vieni qui! BAR REST. ASTURIA TODA LA VIDA!

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Kitsch: lì dove la Spagna incontra la Cina

Assioma di www.vivereamadrid.it: il gusto spagnolo tira fortemente verso il kitsch.

anche questo è SPAGNA!

Che si parli di architettura, di moda, di cinema o di qualsiasi altra cosa c’è sempre quella cosina lì, piccina piccina ma esistente, che scompone il tutto. Cioè mentre l’italiano tende all’eleganza sobria lo spagnolo si dirige inesorabilmente verso l’appariscente.
Anche quando non vuole, spesso in modo inconsapevole. Un vero dramma.

ci sono cose che fanno male agli occhi

Ed ecco che sorgono delle domande:
Ma la choni di turno dove trova i suoi indescrivibili accessori per i capelli?? E i collant brillanti??
E la abuela (nonna) dove mai avrà comprato la statuina di ceramica della ballerina sivigliana dimensioni naturali??
E la collega del lavoro in che luogo remoto avrà acquistato la bomboniera argentata a forma di papero per il battesimo della sua creatura??

E il mio fidanzato dove cazzo si sarà procurato questo agghiacciante porta anelli a forma di scarpa-della-befana-modello-gran-galá a sua opinione indispensabile per riporre in modo ordinato tutti i miei innumerevoli gioielli???

L'AMORE È ACCETTAZIONE.

La risposta è una sola: DAL CINESE SOTTO CASA!
I negozi cinesi, croce e delizia della vita a Madrid! Sono mille e hanno diverse dimensioni: alcuni sono davvero minimal, e vendono le solite cose indispensabili di infima qualità a 60 centesimi.
Ma altri… altri sono un vero paradiso del kitsch! I due più interessanti che ho visto a Madrid sono questi:
BAZAR, calle de la Palma
CASA YOUNG, calle del Ferrocarril (questo sta proprio dietro casa mia)
BAZAR è un cinese normale, però un po’ più grande. Se cerchi delle ali di velo nere e una corona per essere il diavolo tentatore della movida madrileña questo è il tuo negozio!

BAZAR: tutta la paccottiglia che immagini e oltre!

BAZAR è straripante di oggetti utilissimi per i travestimenti notturni della movida madrileña: boa di piume, occhialoni, cravattini, cappelli a forma di corna, parrucche..

preparati alla vita notturna!

non uscire senza la cravatta dorata e il boa di fiori!

CASA YOUNG invece è orientato alla decorazione d’interni. Se hai una casa e hai pochi soldi DEVI andare a vederlo!
Troverai:
Telefoni indimenticabili

oggetti stupendi che vorrei!

Chiamami!

Non trascurare il tuo giardino!

meravigliose decorazioni per il tuo giardino

Non essere tirchio: compra dei regalini da Casa Young!

Sono ansiosa di avere un figlio per regalare a tutti questevbomboniere!

Voglia di giochi all’aperto…

il pallone-aunguria: un must dell'estate madrileña!

E per concludere i miei pezzi preferti:
Il coccodrillo buono e il nanetto

Il mio compleanno è il 24 settembre!

Las tiendas chinas en Madrid: un’altra ottima ragione per prendere un volo blu express e venire qui!!

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ULTRAMARINOS: un luogo magico!

Una cosa che mi fa davvero impazzire della Spagna sono i nomi di certe cose, come per esempio dei negozi.
Che se tu sei per strada a Madrid e vedi una ragazza un pò punkabbestia ridere sola per strada ebbene quella sono io, che ho letto qualche insegna strambotica.
Quella di cui parlerò oggi è la TIENDA DE ULTRAMARINOS, conosciuta anche semplicemente come ULTRAMARINOS.

ultramarinos non ha niente a che vedere con il mare!!!

Che cacchio è un ultramarinos?? Io pensavo fosse un posto futurista di cose del mare, invece è semplicemente un tipo di negozietto di prodotti alimentari, che vende prodotti freschi o in latta ma soprattutto cose a peso, come legumi e pane.

Che io sappia i dipendenti degli ULTRAMARINOS non sono particolarmente sexy!
l’ULTRAMARINOS ti garantisce professionalità e esperienza!

Solitamente gli ultramarinos si caratterizzano per essere ambienti angusti e bui, e non sono mai specializzati in unico prodotto: l’ultramarinos è davvero un ottimo rappresentante dell’animo spagnolo, perché ci trovi di tutto, in modo piuttosto caotico e allegro.
Siccome l’ultramarinos è uno dei posti preferiti delle marujas (oltre che mio ovviamente, che sono un poco maruja nell’animo) lì dentro bisogna comportarsi come veri spagnoli.
Cioè appena entri nell’ultramarinos dovrai guardarti attorno con aria un po’ sospettosa e urlare “¿Quién da la vez?” che significa CHI È L’ULTIMO?

Se non te la senti di chiederlo così da maruja puoi usare la versione un po’ più giovanile della stessa frase, cioè ¿Quién es el último-a? ma anche questa frase va chiesta urlando.

Comunque io ti consiglio di dire ¿Quién da la vez?, che sugli over 70 risquote sempre un discreto successo!
Non cercare di fare il furbetto, informati sempre sull’identità dell’ultimo della fila!
In spagna le code si fanno e si rispettano, quindi rassegnati e mettiti in fila, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid!
Tra le tante prelibatezze in vendita nell’ULTRAMARINOS troverai anche i pomodori pelati non ancora fritti!!! INCREDIBILE!
Insomma l’ULTRAMARINOS è un posto d’amare!

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Tormentoni musicali in Spagna: Ai se eu te pego

Il post di oggi lo dedico a Federica, questa cara e sconosciuta amica nostalgica di Madrid che mi ha chiesto di raccontare qualcosa sui tormentoni musicali del momento in Spagna.
Ebbene da qualche settimana a questa parte c’è una canzone che non ci dà pace e si acolta in qualsiasi bar, discoteca, negozio, supermercato e punto di ritrovo della Peniscola Isterica: ‘Ai se eu te pego’ del brasiliano Michel Teló.

La canzone è ovviamente terribile (come tutti i tormentoni musicali) ma la cosa più inquietante è che nonostante nessuno la trovi bella tutti la cantano!! Perché???? È un po’ quello come il fenomeno delle Hogan in Italia, che fanno schifo ma le hanno tutti!
Comunque tornando a ‘Ai se eu te pego’ questo Michel qui è un tipo piuttosto pragmatico, che lascia poco spazio alla poesia.
Infatti la canzone (che è in portoghese) in spagnolo sarebbe “¡Ahi Si Yo Te Agarro!”cioè “Ahi se ti afferro!”, ovviamente sotto un profilo sessuale.
Il testo giudicalo tu:

Wow, wow!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!
Deliciosa, deliciosa!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Sábado en la disco!
Todos empezaron a bailar!
Y pasó la nena más linda!
Y con coraje empecé a hablar!

Wow, wow!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Deliciosa, deliciosa!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Sábado en la disco!
Todos empezaron a bailar!
Y pasó la nena más linda!
Y con coraje empecé a hablar!

Wow, wow!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Deliciosa, deliciosa!
Así tu me matas!
Ahí si te agarro, ahí ahí si te agarro!

Cioè la storia narra del romantico Michel che un sabato va in discoteca e tutti iniziano a ballare, e all’improvviso lui vede la nena más linda (ragazza più bella) e si fa coraggio e inizia a parlare. Dicendo cosa? Non si sa, ma quello che lui desidera è agarrarla!
Michè tu a Montale gli fai ‘na pippa!

Se non vuoi cercare voli aerei per Madrid puoi ricreare l’hambient spagnolo a casa tua e ascoltare quasta canzone come un vero gato madrileño facendo queste piccole cose:

    -

  • ricoprire il pavimento della stanza di pezzi di cibo e fazzolettini sporchi
    -

  • creare penombra
    -

  • creare molta confusione chiedendo a tutti i membri della famiglia di urlare qualcosa contemporaneamente (ognuno una cosa diversa, ovviamente!) e/o accendendo la tv, la radio e facendo squillare il cellulare
    -

  • friggere qualcosa in cucina lasciando le porte aperte e le finestra ben chiuse: che la puzza di fritto ti assalga, amico!

Con questi 4 fattori (sporco-buio-chiasso-puzza) avrai riprodotto l’hambient iberico perfetto: adesso è giunto il momento di ascoltare ‘Ai se eu te pego’ alzando il volume a palla, facendo cadere birra e cibo e muovendo il bacino simulando un amplesso:
¡esta es españa amigo!

VOTAMIIII! VIVERE A MADRID, il penultimo della pagina, il primo nel tuo cuore, yeah!

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Tradizioni a Madrid: los Reyes Magos

Oggi è un grandissimo giorno in tutta la Spagna, ma soprattutto (ovviamente!) a Madrid perché sono finalmente arrivati los Reyes Magos, cioè i Re Magi! Che bello! Che felicità!

(notare le urla e i cori dei bambini tipo concerto rock!)
Devi sapere, mio caro amico italiano che vuoi venire a vivere a Madrid, che in Spagna boicottano fortissimamente Babbo Natale e la tradizione vuole che a portare i regali siano proprio los Reyes Magos (meno in Catalunia dove hanno el Tió Cagón), che arrivano a Madrid tutti i 5 gennaio della storia dell’umanità su ben 3 carri diversi, uno per ciascuno: Melchor, Gaspar e Baltasar!

Evviva i Re Magi!!!

Quindi dall’inizio del periodo natalizio i bambini scrivono una letterina ai Re Magi, dove elencano quello che desiderano in dono: se saranno stato bravi riceveranno i regali, altrimenti carbone!
I Re Magi sono davvero delle star in Spagna, e devo dire che anche io li amo molto perchè superano la dimensione capitalista e consumista e si presentano come guide spirutali. Per esempio a me il discroso di Melchor mi ha fatto commuovere troppo!

Cioè lui ha finto di parlare con i bambini, ma invece parlava con i grandi. ¡Melchor te amo!

Insomma oggi tra commozione e regali la cosa davvero importante è non dimenticare di mangiare il Roscón de Reyes, un bombone frittone ripieno di panna che nasconde un segreto: una statuina di un Re Magio e una FAVA.
Colui che trova la statuina diventerà REY per un giorno, e indosserà la corona di carta che si trova tra il Roscón e il vassoio e potrà comandare tutti e chiedere qualsiasi cosa!

Io 3 anni fa sono stata regina per un giorno!!!

mentre chi trova la fava dovrà pagare il Roscón, e andrà incontro ad un anno un pò difficile

Io quest’anno non ho trovato nè Rey ne fava: che sarà di me??
Non lo so, ma intanto domani un volo easyjet mi porta dalle braciole di mamma!

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