El Día de Muertos a Madrid

Se sei a Madrid e vuoi vedere qualcosa di veramente meraviglioso ti consiglio fortemente di andare alla Fundación Casa de México en España, dove tutti i giorni (dalle 10.00 alle 22.00) fino al 14 novembre potrai assistere alla meravigliosa esposizione del Día de los Muertos, cioè il giorno dei morti.


Premetto che io sono di parte: sebbene sia 100% italiana una grandissima parte del mio cuore e del mio essere é occupata dalla cultura messicana, che conosco, apprezzo e amo tantissimo.

Detto questo credo che visitare gli altari di Casa México sia quasi un dovere: se ami la vita VAI.
Il Giorno dei Morti è una delle tradizioni più emblematiche del Messico che ricorda e onora i defunti. Oltre ad essere considerato dall’Unesco Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità el Día de los Muertos è un simbolo di identità nazionale per i messicani.
Questa celebrazione inizia la notte del 31 ottobre e continua il 1 novembre, il giorno di Ognissanti e il 2 novembre. Proprio l’alba tra i primi due giorni di novembre è il momento più spettacolare, con le offerte che si concludono con degustazioni di cibi e bevande, nelle case e nei cimiteri.

Contrariamente a quanto si possa pensare il Día de los Muertos nella tradizione messicana è un giorno di profonda gioia e allegria. Secondo la tradizione i defunti tornano a stare con i propri parenti e si nutrono delle offerte poste in loro onore. Per i vivi è occasione di meditazione e preghiera, di riflessione sulla morte e di gioia per ricongiungersi con i cari scomparsi.

Per comprendere l’importanza di questa celebrazione, bisogna tener conto dell’importanza che le culture mesoamericane attribuivano alla morte, poiché credevano che il destino finale di ogni essere umano fosse determinato da ciò che avevano fatto durante la loro vita.

Il signore della morte era Mictlantecuhtli e il mondo sotterraneo o regno dei morti era chiamato Mictlán. Per la leggenda questo luogo era attraversato dall’anima dei defunti per quattro anni. Le anime dovevano superare diversi livelli afflitti da difficoltà, fino a raggiungere l’ultimo passaggio, cioé il termine del processo di purificazione, e potevano riposare eternamente. Il Giorno dei Morti rappresenta la possibilità di aprire un passaggio tra i due mondi e contattare i propri cari defunti.

L’altare dei defunti
Con l’altare dei morti che si monta in questi giorni si onorano i defunti. Per prepararlo è necessario posizionare immagini e fotografie del defunto, oltre a effetti personali, coriandoli e cibo. L’altare può essere collocato a livello del suolo, detto altare cimiteriale, oppure con due livelli che rappresentano il cielo e la terra. Più elaborato è l’altare a tre livelli, che rappresenta il cielo, la terra e l’inferno. E richiede ancora un’ulteriore elaborazione l’altare a sette livelli, ognuno dei quali rappresenta uno dei sette peccati capitali.

Offerte ai defunti
Tra le offerte che vengono distribuite dall’altare riveste particolare importanza il banchetto, cioè le bevande e il cibo con cui si celebra la visita del defunto. In questo modo attorno all’altare viene posta la bevanda preferita del defunto, qualunque essa sia, l’acqua, i frutti, il cibo e il pane dei morti, che rappresenta l’Eucaristia.

Inoltre viene posto anche un piatto con del sale, in modo che le anime non vengano corrotte, dell’incenso per scacciare gli spiriti maligni, dei dolci teschi, dei fiori, una croce e delle candele.

Flores de cempasúchil

I fiori più tipici da mettere sulle strade e sull’altare, e commemorare il Giorno dei Morti, sono quelli delle calendule, una pianta endemica del Centro America che fiorisce in queste date e che ha una sua leggenda.

E si dice che questi fiori dai petali gialli abbiano un profumo deliziono che attrae i defunti: proprio per questo motivo vengono collocati lungo i percorsi verso l’altare, in modo che le anime dei morti possano trovarlo senza problemi.

La Catrina
Il personaggio più rappresentativo del Giorno dei Morti è stato creato all’inizio del XX secolo. Ci riferiamo a La Catrina, che nasce come opera dell’incisore José Guadalupe Posada in cui caricaturava i poveri venditori di ceci che si vestivano ostentatamente e in Europa per nascondere le proprie origini indigene.

Posada li rappresentò con la caricatura di un teschio ornato da un sontuoso cappello con piume di struzzo che, in un primo momento, fu chiamato La Calavera Garbancera.

Nel tempo è diventato il simbolo del Giorno dei Morti, rappresentando la Morte, ed è comune vederlo incarnato in figure e immagini. Inoltre, ci sono molti che si vestono come lei e dipingono i loro volti con teschi in queste date emblematiche.

“La muerte es democrática, ya que, a fin de cuentas, güera, morena, rica o pobre, toda la gente acaba siendo calavera”,ha detto il fumettista José Guadalupe Posada, riferendosi al suo personaggio più famoso, La Catrina.

Ridere della morte, poter tornare a parlare con i nostri cari scomparsi, fare un banchetto in un cimitero con il cuore colmo di gioia, riempire gli spazi di fiori veri e di carta…non trovo nulla di più poetico di questo, e ora abbiamo davvero bisogno di poesia.

Ci vediamo a Casa México.

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Chechi, una pecora che cerca di uscire dal gregge